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Non c’è stato bisogno di attendere la calendarizzazione della discussione sulla riforma del lavoro in Parlamento. Le proteste da parte dei lavoratori e dei sindacati sono cominciate all’indomani delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti, sulle possibilità di riaprire il discorso sulle modifiche all’articolo 18. Dichiarazioni che sono state immediatamente spalleggiate dal presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, “Qualsiasi ipotesi di indebolimento di questa posizione, su cui il presidente Monti ha preso una posizione molto chiara dicendo che la discussione è chiusa, per noi non sarebbe inaccettabile”. A sorpresa anche la Cisl si ritrova sulle posizioni della Cgil, Bonanni ha dichiarato, "Anche la Cisl vuole cambiare la norma sui licenziamenti economici e fare una riforma del lavoro credibile".
Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha voluto precisare che le modalità di utilizzo del licenziamento per motivi economici verrà sorvegliato, "Il governo si impegna affinchè questo rischio non si verifichi perchè è nostro dovere evitare discriminazioni con un minimo di attenzione alla stesura. Su questo mi impegno".
La pensano in maniera diametralmente opposta i sindacati che fanno capo alla Cgil. La protesta è iniziata da Genova e dalla Liguria. In diversi cantieri gli operai si sono astenuti dal lavoro ed hanno inscenato dure proteste davanti alle entrate delle aziende e per le strade delle città. A dare il via sono stati gli operai dei cantieri del Muggiano a La Spezia, circa 300 lavoratori in rappresentanza di tutte le sigle sindacali.
I lavoratori di Fincantieri hanno optato per una forma di protesta ancora più dura, hanno occupato lo stabilimento e non sembrano aver nessuna intenzione di smobilitare. Sulla stessa linea sono anche i lavoratori dell’Ilva di Genova che hanno bloccato per oltre un’ora il raccordo tra Lerici e La Spezia della A2.
Non solo la Liguria. La protesta dei lavoratori si sta propagandando in tutta i Italia. Per ora le iniziative più importanti ci sono state in Piemonte ed in Toscana. A Torino la manifestazione più imponente è stata quella dei lavoratori di Alenia Aeronautica e dell’ex Alenia Spazio che per oggi si sono limitati a bloccare il traffico in corso Francia.
In Toscana la palma della manifestazione più importante è andata agli operai della Piaggio di Pontedera che si sono riuniti in corteo ed hanno bloccato la Firenze-Pisa-Livorno in entrambi i sensi di marcia all’altezza dello svincolo di Ponsacco.
Oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha di fatto suggerito al Presidente del Consiglio, Mario Monti, di rinunciare alla forma del decreto legge e della fiducia sulla riforma del lavoro. L’iter giusto, secondo Napolitano, sarebbe quella del disegno di legge con conseguente discussione parlamentare. Una scelta che potrebbe dare ai partiti la possibilità di proporre modifiche alla riforma del lavoro così come è stata approntata dal governo senza rischiare un voto di sfiducia.
Intanto infuria la polemica politica. Ieri Bersani aveva dichiarato che il governo ha disatteso i patti sulla riforma del lavoro, oggi è intervenuto Alfano che ha dichiarato, "Se vuole fare la riforma che hanno in mente la Camusso e la Fiom, allora vinca le elezioni, la faccia, e poi la speghi lui alla gente". Al segretario del Pdl ha risposto Rosy Bindi affermando che il Pd si è sempre comportato responsabilmente e di certo non ha paura di andare alle elezioni perchè le vincerebbe. Antonio Di Pietro, invece, ha attaccato direttamente Mario Monti, "Monti che fa Berlusconi o fa un passo indietro con umiltà o deve fare le valigie e andare a casa".