Oramai con questo genere di eventi, abbiamo capito, quanto i musulmani, non prendano in considerazione ogni genere di satira verso la loro religione, su ogni lato la si voglia prendere. Scherzare contro il proprio Dio, quindi, è un atto di blasfemia e provocazione verso questo popolo, che di scherzarci non ne vuole proprio sapere.
Mentre molte persone cattoliche,scherzano, offendono, bestemmiano contro il proprio Dio, i musulmani dimostrano quanto questo genere di atti, siano da combattere oltre una ragionevole discussione, sconfinando in un odio spesso troppo crudele e guerrafondaio. Questa situazione, crea al mondo intero musulmano, una brutta immagine che si potrebbe evitare. Si dovrebbe evitare, perchè gli atti provocatori lanciati da alcune persone che certamente non rispecchiano una idea popolare per il semplice lucro, fanno ad incidere su una religione che vuole essere sempre presa sul serio. Il rispetto, viene chiesto in modo sproporzionato, colpendo persone che mostrando la giusta misura delle religioni, vengono colpite con ritorsioni trasversali, da terroristi che alimentano una sete di sangue che non porta nulla di buono, per nessuno.
Domani, il settimanale satirico ‘Charlie Hebdo’ che ha annunciato la pubblicazione di nuove vignette sul profeta proprio mentre il mondo musulmano e’ in rivolta per il film islamofobo su Maometto. Come buttare benzina sul fuoco, sperando di aumentare vendite e profitti, senza tener conto delle risposte che avranno, in un momento estremamente delicato.
In un comunicato il Consiglio dei musulmani oltre a condannare “con grande forza questo nuovo atto di islamofobia”, allo stesso tempo, “esorta i musulmani francesi a non rispondere alla provocazione”. Il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ha annunciato oggi che la sua ultima edizione conterra’ delle vignette con la caricatura del Profeta Maometto. Il direttore del settimanale, anche lui disegnatore satirico che si firma con lo pseudonimo di Charb, ha detto che ‘le immagini saranno uno shock per coloro che vogliono essere scioccati leggendo un giornale che non hanno mai letto’. Charb, interpellato dall’emittente iTele, ha aggiunto che i disegni che saranno pubblicati nelle pagine interne non sono piu’ provocatori del solito. ‘La liberta’ di stampa e’ una provocazione?’, ha chiesto.
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Il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault, ha subito messo le mani avanti affermando di essere contro tutti gli eccessi e per la libertà d’espressione.La protesta per "L’innocenza dei musulmani" continua comunque a scuotere tutto il mondo islamico.
Un nuovo attacco suicida ha fatto a pezzi 12 persone, tra cui otto sudafricani, nei pressi di Kabul. A seminare morte è stata una kamikaze di 22 anni che - sulla strada dell’aeroporto internazionale - ha lanciato la propria auto contro un pulmino di una società privata legata agli americani.Nel veicolo che la kamikaze ha fatto saltare in aria c'erano 200 chili di esplosivo per uccidere «16 agenti dell'intelligence Usa», precisa la rivendicazione dove si collega esplicitamente l'attentato alla diffusione di un video riguardante un film prodotto negli usa che insulta il Profeta Maometto. L’attacco - il più sanguinoso in Afghanistan da quando la misteriosa pellicola di un cristiano copto ha infiammato il mondo musulmano - è stato rivendicato dal gruppo armato Hezb-i-Islami di Gulbuddin Hekmatyar che, insieme ai talebani, lotta contro la Nato e contro il governo di Karzai. In un comunicato si fa riferimento esplicitamente al video "L’innocenza dei musulmani" che ormai da sei giorni solleva violente proteste e scontri con la polizia in decine di Paesi.
Nell’India a maggioranza indu, i musulmani hanno protestato a Chennai (imponendo la chiusura del consolato americano per evitare problemi più seri); lo stesso sta accadendo in Kashmir ed anche in Pakistan, dove di certo non c’era bisogno di questa mediocre opera cinematografica per attizzare una rabbia che ha ben altri motivi. A Peshawar la polizia è dovuta intervenire, con gas lacrimogeni e manganelli, per bloccare duemila persone dirette verso il consolato Usa. E nel vicino Bangladesh il governo ha deciso di bloccare ogni possibilità d’accesso su YouTube, sul quale il film viaggia ancora indisturbato.
Un film che continua a suscitare molto dissenso, moderato ed esagerato, al punto da chiedersi allora: ma cosa ci può essere in questo film, da destare tanto clamore? E' bastato a quanto pare il trailer, per scatenare rabbia e odio: Il film è intitolato L'innocenza dei musulmani.
il profeta Maometto appare in sembianze umane - un tabù per l'islam - ed è dipinto in maniera caricaturale, anche in scene di sesso, è definito un «bastardo», descritto come un capo banda esaltato che inneggia alle violenze. Il trailer di 14 minuti si apre con la scena di una folla di musulmani - vestiti da salafiti - corrente ultraconservatrice dell'islam - con tuniche bianche e lunghe barbe visibilmente finte, che prende d'assalto e brucia il negozio di una famiglia cristiana.Alla luce dei sanguinosi fatti di Bengasi, di un attacco rivendicato dal Al Qaeda nell'anniversario degli attentati dell'11 settembre, il video di propaganda anti-islamica comparso su You Tube a luglio, ma tradotto in arabo soltanto una settimana fa, sembra essere un pretesto per creare instabilità. Come successo nel caso delle vignette del Profeta Maometto pubblicate dal giornale danese Jyllands-Posten nel settembre 2005, le violenze si sono scatenate molto dopo la comparsa del video online.
Il regista, uno sconosciuto Sam Bacile, secondo il Wall Street Journal è un americano-israeliano, un 56enne agente immobiliare, residente in California, dove è stata girata nell'estate del 2011 la pellicola di due ore, cui hanno lavorato 60 attori e 45 tecnici. Israele ieri ha preso le distanze dalla pellicola.
Non c'era nulla sul web prima di ieri a proposito di un regista Sam Bacile e ieri in serata, sul sito dell'Atlantic Monthly, il giornalista Jeffrey Goldberg ha scritto che, secondo informazioni ricevute da Steve Klein, attivista cristiano e secondo alcuni media americani un consulente nella produzione del film, che ha incontrato il regista, Bacile sarebbe uno pseudonimo e l'uomo non sarebbe israeliano. Klein dopo aver parlato con Bacile, che si nasconderebbe ora in una località segreta, ha detto che il regista è «sconvolto» per le violenze, «è crollato», «è preoccupato per la sua vita».Sam Bacile, contattato ore prima dal Wall Street Journal ha raccontato che la sua pellicola è costata cinque milioni di dollari e i soldi sarebbero stati raccolti attraverso donazioni di americani di origine ebraica.