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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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LA ''DUCATI'' CAMBIA BANDIERA:DA ITALIANA A TEDESCA

La Ducati diventa tedesca

 

L’Audi ha acquistato Ducati. La casa motociclistica di Borgo Panigale diventa il dodicesimo marchio posseduto dal gruppo Volkswagen.L'acquisizione e' soggetta all'approvazione da parte dell'Antitrust. Ducati, fondata nel 1926 con sede a Borgo Panigale (BO), e' leader nella progettazione e produzione di moto per uso stradale e vanta una ricca tradizione nel Campionato del Mondo MotoGP e Superbike (SBK). Nel 2011 Ducati ha venduto 42.200 moto, raggiungendo una quota di mercato globale dell'11% e ha registrato un fatturato pari a 480 milioni realizzando la piu' alta profittabilita' della sua storia.

Benché l’acquisizione della casa motociclistica da parte di Andrea Bonomi e soci, avvenuta tra il 2006 e il 2008, fosse stata salutata con le trombe del ritorno al tricolore dopo l’infelice parentesi americana, infatti, nell’operazione c’era ben poco di italiano. A partire non tanto dall’accento british di Bonomi, quanto dal suo fondo Investindustrial, capofila dell’operazione, all’epoca controllato dal Jersey e oggi dal Lussemburgo. Al suo fianco, poi, con quote di minoranza, c’erano anche i fondi pensione dell’Ontario. La stessa Ducati, inoltre, attualmente è controllata da una società italiana che a sua volta fa capo a una controllante olandese, i cui titoli sono in pegno a una holding lussemburghese.

 

L'  Irish times ci racconta del parere positivo all’operazione espresso dai 20 componenti del Consiglio d’Amministrazione. Secondo alcune indiscrezioni racconte dalla Reuters la casa dei quattro cerchi avrebbe pagato per l’operazione qualcosa come 860 milioni di euro. Con questa acquisizione Audi potrà contrastare Bmw anche in Superbike, categoria nella quale la Ducati ha vinto per 13 volte il titolo mondiale.

 La casa automobilistica tedesca ha fatto di tutto per raggiungere un accordo nel più breve tempo possibile grazie anche alla spinta del presidente del Gruppo Volkswagen Ferdinand Piech, atteso domani a una probabile rielezione alla poltrona più ambita dell’azienda, il quale ha sempre guardato con interesse alla casa italiana e alla sua cura del design, del dettaglio e dei motori, al punto di non tenere in considerazione un passivo pari a 200 milioni di euro.  Stefan Bratzel, direttore del centro dell’automobile all’università delle scienze applicate a Bergisch-Gladbach critica senza mezzi termini l’ingresso di Ducati nella grande famiglia Volkswagen: “Non riesco a immaginare una motivazione che giustifichi quest’operazione. Ducati non aiuterà Audi in alcun modo. E’ come spendere soldi per comprare un trofeo da piazzare in salotto per poi guardarlo”.Gli impegni scadranno tra il 2015 e il 2017 e hanno portato Ducati da una situazione debitoria, che nel 2008 era pari a zero, con una posizione finanziaria netta positiva per circa 40 milioni di euro, a un debito consolidato vicino a 200 milioni.

La Ducati produce 40.000 motociclette l’anno. I suoi mezzi sono all’avanguardia sia nella tecnica sia nello stile, ma certi numeri non possono essere paragonati alla produzione Honda, pari a 16 milioni di moto l’anno. Ducati ha chiuso il 2010 con ricavi per 392 milioni di euro praticamente in linea col 2007 e un margine operativo lordo di 111 milioni. Le stime iniziali di Bonomi e soci per lo stesso anno parlavano invece di un fatturato di 548, 6 milioni e un margine di 210, 8, mentre gli utili sono scesi dai 13, 5 milioni del 2007 agli 8, 1 del 2010. Quanto basta, cioè, per versare ai soci un dividendo di 5, 3 milioni. Certo non sono briciole e la società è comunque rimasta dignitosamente in pista, ma in pratica il successo maggiore è stato sul fronte del debito che a fine 2010 era di una trentina di milioni inferiore alle attese.

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