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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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La forza del popolo siriano contro la dittatura

Il Medio Oriente in questi ultimi tempi e' soggetto a   rivolte e scioperi  popolari.Poche notizie trapelano dai paesi in questioni,colpevole la censura e la limitata divulgazione delle reti locali a questo ,che chiamo io,un massacro senza precedenti in nome della dittatura.

Quando e' inizato quindi,tutto questo?

 17 dicembre del 2010: Un giovane venditore ambulante Mohamed Bouazizi si e' dato fuoco per protestare contro le umiliazioni subite dalle autorità tunisine. Da questo gesto di dimostrazione di coraggio è nata la rivoluzione che ha portato alla caduta dei dittatori più longevi del Nord Africa. Dalla Tunisia all’Egitto, dal Marocco alla Libia.

                                          

 

  Le piazze della Siria, dello Yemen e della Giordania si riempiono di manifestanti ogni giorno  che chiedono la cosa per noi piu' scontata: libertà. Il venerdì, momento di preghiera per le popolazioni musulmane, viene scelto come giorno simbolo per le proteste e sempre di venerdì sono stati intonati i cori delle persone che vogliono vendicare i loro amici e compaesani morti in questi scontri tra forze dell'ordine,militari e civili. Ormai ogni giorno o quasi, vediamo e sentiamo continui bagni di sangue, in Siria, dove le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che erano nelle strade.

                                         

 L'UNIONE EUROPEA,continua a rimanere inerme nonostante ci sia un evolversi degli episodi di vioenza da parte del governo che si stanno verificando in tutto il Medio Oriente. Secondo la Tv satellitare Al-Arabiya, nel sud della Siria, nei pressi di Daraa, le forze di polizia sparano  ad altezza uomo, lasciando sulle strade, vittime di un regime che rifiuta di cedere.Anche a Damasco,capitale della Siria,si continuano a registrare vittime nelle manifestazioni: in tutto il paese il dissenso e' palpabile e inarrestabile.Ma daquando,le forze dell'ordine hanno inizato a sparare sui civili?Molto probabilmente,quando alcuni manifestanti avrebbero cercato di appiccare il fuoco alla statua del precedente presidente, Hafiz al Assad (padre dell’attuale), e a quel punto gli uomini della sicurezza avrebbero aperto il fuoco.Ovviamente la dichiarazione del portavoce del presidente e' stata pronta,dicendo alle reti locali che un ordine del genere non e' mai stato dato.

Da quando questa rivolta e' inizata,oltre 5000 civili di cui almeno 300 bambini hanno perso la vita,in scontri nelle manifestazioni:la misura che l'ONU voleva prendere per punire questa oppressione erano le sanzioni,respinte da Russia e Cina,Ecuador e Cuba.Il documento di condanna del regime di Damasco raccomandava "ai principali organi dell'Onu di esaminare il rapporto della Commissione di inchiesta" - che accusava la Siria di crimini contro l'umanità - "e di adottare le misure appropriate".  Anche con l'arrivo di 500 osservatori della LEGA ARABA,la risposta del regime siriano e' stato durissima:La Siria è intenzionata a collaborare, fa sapere, ma non intende obbedire a nessuno.

                                           

Nel rapporto Amnesty lancia anche un monito per l'anno appena iniziato: "La repressione e la violenza di Stato sono destinate a continuare a flagellare il Medio Oriente e l'Africa del Nord anche nel 2012, se i governi della regione e le potenze internazionali non si dimostreranno all'altezza dei cambiamenti che vengono richiesti.Con poche eccezioni, i governi non hanno saputo riconoscere che è cambiato tutto, sottolinea Philip Luther, direttore ad interim per il Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, spiegando che "in tutta la regione i movimenti di protesta, guidati in molti casi dai giovani e che hanno visto le donne svolgere un ruolo centrale, hanno dimostrato di avere un'incredibile resistenza di fronte a una repressione a volte furibonda e, di non essere disposti a farsi prendere in giro da riforme che modificherebbero poco o nulla il modo in cui sono stati trattati dalla polizia e dalle forze di sicurezza siriana.

          

 

In questi ultimi giorni,Il regime siriano ha colpito senza precedenti contro i manifestanti ingaggiando combattimenti che non erano mai stati così vicini alla capitale, Damasco, con un bilancio di sangue e orrori di quasi 80 morti, di cui 40 civili. Sul fronte diplomatico, la Lega Araba ha annunciato una riunione dei suoi ministri degli Esteri che domenica prossima decideranno se ritirare definitivamente, o rilanciare, la missione di osservatori sospesa sabato lamentando che Assad ha "scelto l'escalation" di violenza.

Il regime, dichiaratamente "determinato a ristabilire l'ordine", ha condotto un'operazione militare che un portavoce dei disertori ha definito "senza precedenti" anche perché viene usata "l'artiglieria pesante". Gli scontri, segnalati oggi anche ad Ain Tarma, a 4 chilometri dalla capitale, sono "i più vicini a Damasco dall'inizio della rivolta", ha notato l'Osservatorio siriano sui diritti umani fornendo il bilancio di vittime della giornata: 66 morti, di cui 26 civili registrati nelle province di Homs, Idlib, Daraa e della regione di Damasco con una vittima anche in un quartiere della capitale.

L'offensiva dell'esercito regolare, secondo l'Osservatorio, è stata portata in almeno tre zone. In quella di Ghouta, all'estrema periferia est di Damasco dove si trova Ain Tarma, circa 2.000 soldati appoggiati da 50 carri armati modernissimi e da blindati hanno dato manforte a truppe che stanno circondando tre sobborghi. Presa di mira anche Rankus, città di 25 mila abitanti sulle montagne a 30 chilometri a nord della capitale, già attaccata a novembre e assediata da mercoledì con colpi d'artiglieria che hanno fatto crollare almeno 25 palazzi. C'è poi la città ribelle di Hama, nel centro del paese, dove vengono segnalati cecchini sui tetti e cadaveri gettati in strada con le mani legate dietro alla schiena per terrorizzare la popolazione. In diversi punti della Siria, segnala l'osservatorio, c'è stata l'uccisione di nove disertori, che però hanno ucciso 31 fra soldati e uomini delle forze di sicurezza: almeno 10 con una bomba a Kansafra, nel nordovest, e sei in un'imboscata vicino a Damasco di cui parla l'agenzia di Stato "Sana".

 
Damasco ha dichiarato di considerare un ritiro della missione degli osservatori della Lega araba come un modo per far pressione sul Consiglio di Sicurezza e ottenere un intervento militare internazionale che è impedito dall'opposizione di Russia e Cina, sostenitori del regime. In partenza per New York dove martedì perorerà la causa di un piano di pace in Consiglio di sicurezza assieme al massimo esponente dell'opposizione siriana, il segretario generale della Lega araba Nabil el-Arabi ha detto di sperare di poter convincere Mosca e Pechino ad adottare "un cambio di posizione".

Cio' che sicuramente viene mostrato come forza di un popolo,ormai e' evidente:non si lasceranno abbattere cosi' facilmente dalla dittatura.Come e' successo in altri paesi arabi,un cambiamento dovra' essere messo in discussione  e accettato,per il bene el popolo.

                                                  

 

 

stralci tratti da :http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/01/29/siria_repressione_scontri_morti_rivolta_damasco.html

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