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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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La Luna del 23 giugno 2013: portatrice del terremoto che si teme in Italia?

Il 23 giugno, la Luna piena, sarà una super luna. La Luna di questo primo giorno d’estate oltre ad essere la più vicina a noi, sarà la più grande dell’anno. Bisognerà aspettare l’agosto del 2014 affichè il nostro satellite sia così vicino a noi. Confidando in un cielo sgombro da nuvole, in molti punti della Terra lo spettacolo del satellite terrestre, sarà da ricordare.

Insomma una Luna sarà formato gigante. Il termine “Super Luna”,  fu coniato nel 1979 per spiegare la coincidenza di Luna piena con il momento di massimo avvicinamento con la Terra. Una combinazione che rende la Luna apparentemente più luminosa e grande e i cui effetti si fanno sentire anche con un leggero innalzamento delle maree.

Il 23 giugno, la Luna che si troverà infatti a soli 356.991 km di distanza dalla Terra, mentre, solitamente, la distanza media Terra-Luna è di circa 382.900 km.  Nel percorrere il viaggio della sua orbita attorno alla Terra la Luna si trova in un momento dell’anno nel punto più lontano rispetto al nostro pianeta (apogeo) e in quello più vicino (perigeo). In quest’ultimo caso si parla di “luna al Perigeo”.

Sebbene quella di quest’anno sarà davvero una luna da guardare con attenzione, non si tratta del record assoluto. Una superluna ancor più vicina è stata osservata il 19 marzo 2011, quando il nostro satellite era a circa 356.577 km di distanza da noi. Una superluna ancora più vicina è stata osservata il 19 marzo 2011, quando il nostro satellite si trovava a circa 356.577 km di distanza da noi. Ma l’ultimo perigeo significativo fu nel 1993, quando la distanza tra noi e la Luna fu di soli 357.210 chilometri. La prossima volta che la Luna raggiungerà simili ‘dimensioni’ sarà  il 10 agosto 2014.

Per gli appassionati di fotografia, il momento migliore da immortalare sarà poco dopo il tramonto del sole, quando la luna sorgerà all’orizzonte e sarà particolarmente luminosa.

Per gli appassionati di catastrofi, invece l' evento della Luna si preannuncia come catastrofico e apocalittico:

 

 

Sono in tanti gli esperti di geofisica e sismologia che negli ultimi anni hanno lanciato l’allarme per l’Italia: “è vicino un terremoto devastante“. Ne abbiamo parlato in modo molto approfondito su MeteoWeb, con interviste esclusive e articoli dettagliati. E’ chiaro, e lo ribadiamo ancora una volta, che i terremoti non si possono prevedere con precisione, ma si sa quali sono le zone sismiche in cui, prima o poi, le forti scosse si verificheranno, e in base ai dati statistici si possono fare delle ipotesi sulla tempistica delle nuove scosse. A parlare, adesso, è il fisico Marco Mucciarelli, un grandissimo esperto, docente di Sismologia Applicata presso la Facoltà di Ingegeria dell’Università della Basilicata e direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS). Mucciarelli ha anche un blog (“Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze) in cui racconta la sua esperienza di ricercatore anche attraverso le sue attività nelle zone colpite da terremoti. E’ un blog di informazione e divulgazione sull’attività sismica, segnala le scosse più significative commentandone le caratteristiche e le implicazioni. Cerca in particolare di fare chiarezza sulle affermazioni pseudoscientifiche e scorrette che circolano come notizie di stampa o leggende metropolitane. L’impegno di Mucciarelli per la comunicazione è dichiarato nelle sue informazioni personali: “Credo che la divulgazione sia un dovere anche in forme meno consuete e seriose”. Insomma, è l’ultimo a lasciarsi andare ad allarmismi e catastrofismi. Ecco cosa ha scritto nei giorni scorsi:

Recentemente il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha richiamato l’attenzione sul fatto che potrebbe essere imminente un evento sismico catastrofico in Italia (tipo Friuli o Irpinia, per richiamare i più recenti).
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all’inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
In Italia ci sono stati tra il 1100 ed oggi 59 terremoti catastrofici (con magnitudo maggiore o uguale a 6.3). La loro distribuzione nel tempo è quella della figura qui sotto.

Schermata 2013-06-10 a 22.56.42

Il conto della serva ci dà una media di un terremoto ogni 900/59=15,25 anni. Ora, il terremoto dell’Irpinia nel 1980 è stato l’ultimo di questa classe di eventi, ormai 33 anni fa. Sono quindi passati più del doppio della media degli anni da quel terremoto, e già questo sarebbe preoccupante.
Le cose diventano ancora più serie se guardiamo come sono distribuiti gli anni trascorsi tra due terremoti catastrofici, dando un’occhiata al grafico sottostante.

Schermata 2013-06-10 a 22.57.10

Se guardiamo quante volte ci sono stati intervalli più corti di 33 anni scopriamo che sono stati il 90%. Dovremmo essere molto fortunati per sperare che terremoti così forti ritardino ancora molto.
Tra l’altro, 6 di questi 7 “ritardatari” sono avvenuti prima del 1600 e non possiamo escludere di esserci persi le informazioni su qualche terremoto storico. Se guardiamo i casi dopo il 1600 c’è solo un intervallo più lugo dell’attuale, i 38 anni tra il terremoto dell’Irpina del 1930 ed il terremoto del Belice del 1968. Quindi siamo vicini al periodo più lungo senza terremoti catastrofici da quando la memoria storica e completamente affidabile.
E circa le voci che girano su un forte terremoto al Sud entro due anni? (in realtà la voce è uscita l’anno scorso e quindi sarebbe rimasto solo un anno).
Vogliamo accettare la scommessa? Ragioniamo come un bookmaker. Qual’è la possibilità che per puro caso ci sia un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni? Definiamo terremoti forti quelli con magnitudo superiore a 5.5, ovvero quelli con elevata probabilità di fare danni e feriti. Di questi eventi ce ne sono stati tra il 1000 ed il 2012 ben 250, quindi circa uno ogni 4 anni. La probabilità che ne venga uno in due anni la possiamo assumere attorno al 50%. E dove avverrà? Al Nord o al Sud?
Il grafico qui sotto ci fa vedere la distribuzione di questi terremoti forti in funzione della latitudine.

Schermata 2013-06-10 a 23.23.43

Dividendo brutalmente l’Italia in due metà quasi uguali a Nord e a Sud del 43°parallelo, si vede che al Sud sono capitati il 60% dei terremoti forti.
La probabilità che al Sud capiti un terremoto forte in due anni qualsiasi (inlcusi quindi i prossimi due) è pari al 60% del 50%, ovvero al 30%.

Che la Luna possa influenzare nuovamente la Terra e favorisca un forte terremoto oppure la perforazione vicino al vulcano Marsili, possa creare le giuste caratteristiche per nuove preoccupazioni? ?

Se la Protezione Civile acquista migliaia di prefabbricati da destinare alle popolazioni colpite da calamità è sempre un caso, oppure una singolare coincidenza? Se i terremoti per la scienza sono imprevedibili – quando di origine naturale – allora come si fa ad annunciarli con largo o se non sapendo che hanno una genesi artificiale, ovvero, sono provocati volontariamente dalla mano dell’uomo per calcolo, interessi economici e sete di dominio?

Una cosa è certa: ora, adesso stanno trivellano a più non posso i Campi Flegrei, ossia l’area sismica più esplosiva dello Stivale, e, contemporaneamente il vulcano attivo Marsili (il più grande d’Europa) che si trova sott’acqua, nel Tirreno meridionale, di fronte alle coste di Sicilia, Calabria e Campania. E’ tutto apparentemente in regola: ci sono le solite autorizzazioni dello Stato tricolore.
 
il vulcano Marsili
Autorità, istituzioni e scienziati danno i numeri: la Protezione Civile, addirittura ha calcolato numero di morti e feriti per ogni città del Meridione. Perché?
Il lancio dell’agenzia giornalistica recita: « L’obiettivo è ambizioso: sfruttare l’energia che si sviluppa dal vulcano Marsili, vicino all’arcipelago delle Eolie. Il progetto è di una societa’ marchigiana specializzata in ingegneria naturalistica, nel settore delle opere civili e delle infrastrutture, la Eurobuilding di Servigliano (Fermo) e si chiama ‘Marsili Project’. Punta a utilizzare l’energia geotermica che si puo’ sviluppare dal vulcano che si trova nelle profonde acque del mar Tirreno meridionale… Un vulcano sottomarino, il piu’ grande d’Europa: 60 chilometri di lunghezza, 20 chilometri di larghezza, un’altezza di 3.800 metri, con una sommita’ che sta a 400 metri sotto la superficie dell’acqua. La possibilita’ dello sfruttamento del vulcano per creare energia geotermica nasce dall’idea del professor Patrizio Signanini dell’Universita’ ‘Gabriele D’Annunzio’ di Chieti, che ha trovato nella Eurobuilding un partner industriale interessato a svilupparla. Il ‘Marsili Project’, afferma Paltrinieri, ”e’ il primo esempio al mondo di valorizzazione di energia geotermica sottomarina. L’obiettivo e’ produrre energia elettrica sfruttando il campo geotermico formato dal piu’ grande vulcano d’Europa. Quest’area, infatti, e’ una delle zone piu’ ricche di giacimenti di fluidi geotermici al mondo. I numerosi vulcani presenti nel Tirreno meridionale, al largo delle coste siciliane, calabresi e campane, sono enormi sorgenti di calore”.Ovviamente queste sono supposizioni, ogni anno abbiamo avuto terremoti e anche quest' anno,i timori non diminuiscono.

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