Dall’Arizona State University, dove sono state elaborate e assemblate le immagini, fanno sapere che la mappa è già utilizzata da numerosi gruppi di ricerca per lo studio delle forme e delle pendenze delle diverse zone della superficie lunare. Caratteristiche che raccontano come si è deformata la crosta per effetto di impatti con meteoriti e per la remota attività vulcanica. Oltre che per capire il passato e l’evoluzione della Luna, i dati sono utili ai fini della pianificazione delle future missioni, fornendo informazioni sui migliori punti di discesa e di interesse scientifico.
Nei prossimi mesi è prevista una mappa ancora più completa. Quella attuale è stata realizzata utilizzando le immagini e le misurazioni nel primo anno di attività. C’è però ancora un altro anno di dati che potranno essere aggiunti per colmare quei pochi buchi rimasti e migliorare ulteriormente il livello di precisione e di dettaglio.