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La maggior parte delle specie di meduse ha una durata di vita relativamente fissa, che, a seconda della specie, varia da alcune ore a molti mesi. La medusa di T. nutricula è l’unica forma nota per aver sviluppato la capacità di ritornare ad uno stato di polipo, attraverso un processo di transdifferenziazione che richiede la presenza di alcuni tipi di cellule (dal tessuto della superficie della campana e del sistema dei canali circolatori). Queste subiscono una sorta di regressione ad una fase totipotente, dalla quale poi possono moltiplicarsi e differenziarsi in cellule diverse.
Esperimenti di laboratorio hanno rivelato che tutte le meduse, sia quelle appena nate, sia quelle completamente mature, sono in grado di trasformarsi nuovamente in polipi. La trasformazione della medusa si caratterizza prima da un deterioramento della campana e dei tentacoli, con la successiva crescita del perisarco e degli stoloni, e infine dei polipi. Questi si moltiplicano ulteriormente formando una colonia. Questa capacità di invertire il ciclo vitale (in risposta a condizioni avverse) è probabilmente unica nel regno animale, e consente alla medusa di aggirare, o perlomeno ritardare, la morte rendendo T. nutricula potenzialmente immortale. Studi in laboratorio hanno dimostrato che il 100% degli esemplari può tornare alla fase di polipo, ma finora il processo non è stato osservato in natura, in parte perché è molto rapido e osservazioni sul campo nel momento giusto sono difficoltose. In teoria, il ciclo potrebbe ripetersi all’infinito, anche se in natura la maggior parte degli individui, come le altre meduse, sono esposti ai normali pericoli della vita planctonica, rischiando di diventare preda di altri animali, o morire di malattia, senza avere la possibilità di ritornare allo stadio polipoide.
Non sorprendentemente, gli immortali Turritopsi si stanno diffondendo .Le Native, dagli oceani Caraibi, ora sono stati identificate nelle acque vicino alla Spagna, Italia, Giappone, e il lato atlantico di Panama. Anche se i campioni provenienti da luoghi diversi hanno un diverso numero di tentacoli (da 8 a 24), i test genetici confermano che sono della stessa specie. I ricercatori ritengono che le creature attraversano gli oceani comodamente alloggiate nei serbatoi di zavorra delle navi di grandi dimensioni.
su suggerimento del mio amico giorgio iachella