Overblog Tutti i blog Blog migliori Musica e intrattenimento
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

Pubblicità

La mummia ankhpakhered: dopo il mistero, la rivelazione

 

 

 risultati, presentati al palazzo della Regione Lombardia dall'assessore alla Sanita' Luciano Bresciani, fanno nascere dubbi sul fatto che la mummia sia proprio quella del sacerdote.

L'unica cosa certa rimane quella dell'autenticita' del sarcofago, risalente al periodo tra la XXII e la XXIII dinastia (945-715 a.C.).

Con ogni probabilità la mummia contenuta nel sarcofago del sacerdote Ankhpahered non è il religioso, anche se resta tutto da stabilire chi possa essere. A svelare la presenza dell'impostore è stata una moderna Tac fatta sulla mummia risalente al 3000 a.C. con una tecnica spirale e un apparecchio a 16 strati.

La tac spirale total body a strato sottile e con ricostruzione tridimensionale computerizzata, utilizzata per la prima volta in Italia ha rivelato segni di usura sul corpo, ad esempio agli arti inferiori, che fanno supporre si trattasse di una persona dedita a lavori fisici usuranti piuttosto che un sacerdote; in piu', il corpo non e' adornato con i tipici amuleti e il bendaggio e' stato sicuramente alterato. Le 2.950 immagini prodotte sono servite per una ricostruzione in 3D che ha rivelato una serie di sorprese. Non solo, infatti, le bende della mummia non riportano il nome del defunto e mancano completamente gli amuleti che avrebbero dovuto accompagnare il suo viaggio nell'aldilà. Il suo scheletro, pur integro, è parzialmente scomposto e il fulcro è formato non tanto dalle 24 vertebre mobili (tutte presenti) ma da 21 canne, probabilmente di papiro, che sorreggono il cranio. Una tecnica che fa pensare piuttosto a uno scheletro ricomposto su una barella e poi fasciato.

Inoltre, la parte inferiore presenta segni di artrosi. L'ipotesi è che la mummia lavorasse sforzando soprattutto le gambe. Difficile quindi che si tratti del sacerdote del dio Min, protettore della fecondità, di cui racconta il sarcofago datato fra la XXII e la XXIII dinastia, cioè fra il 945 e il 715 Avanti Cristo.

«Il sarcofago e il corpo - ha spiegato l'egittologa Sabina Molgora alla presentazione dei dati nella sede di Regione Lombardia - raccontano due storie diverse». Ora dall'incontro dei dati si cercherà di capire come le loro storie si incrociano: se il sarcofago è servito per una nuova sepoltura egizia, come a volte accadeva per risparmiare, se Ankhpahered è stato rubato e sostituito, magari per venderlo a qualche collezionista. Per questo i fautori del "Progetto Tac" ora vorrebbero esaminare la mummia col Carbonio 14 e stabilire il periodo della morte.
Il tempo passa e...

 

Finalmente svelato il segreto della mummia di proprietà del museo civico di Asti che tanto ha appassionato gli studiosi. Ci sono voluti esami sofisticatissimi ma alla fine è venuta fuori la verità: nel sarcofago riccamente effigiato con i gerofiglici non c'è Ankhpakhered, il sacerdote del dio Min ma un uomo ben meno importante, che svolgeva una professione umile e anche parecchio faticosa, a giudicare dall'usura degli arti inferiori.

Ma che ora, grazie agli studi del centro ricerche Mummy Project che ha condotto gli esami endoscopici, ha un nome e soprattutto un volto che è stato presentato ieri. «Un uomo che aveva 40 anni morto non per eventi di natura traumatica ma probabilmente o di vecchiaia o per un infezione al sangue - ricostruisce Sabina Malgora, egittologa e co-direttore insieme a Luca Bernardo di Mummy Project - Decisiva l'endoscopia anche per la datazione certa della mummia, fra il 400 e il 100 avanti Cristo». A ricostruire il volto di Wehem-ef-ankh, questo il nuovo nome della mummia proveniente dalla città di Akhim, con un'approssimazione reale pari al 95% è stato Jonathan Elias, direttore del Amsc (Akhmim Mummy Studies Consortium) . «Il sarcofago che la conteneva - racconta la dottoressa Malgora - ed è questa la storia singolare, deve essere stato trafugato dalla famiglia di Wehem per dargli onorata sepoltura. D'altronde qualche dubbio lo avevamo avuto già due anni fa, quando abbiamo iniziato il complesso studio per svelare il mistero».

Infatti è stato complicato anche fare l'endoscopia «per l'enorme presenza nella pancia di bende raggomitolate e sistemate negli spazi vuoti degli elementi scheletrici per fare da riempimento», dicono gli esperti. Sicuramente la mummificazione dell'uomo è avvenuta molti mesi dopo la morte, quando era già scheletro. E adesso che il mistero è svelato? La «mummia» tornerà nel museo di Asti al quale era stata donato nel 1903 dal conte Leonetto Ottolenghi. Sarà a disposizione dei curiosi e dei visitatori ma corredata della ricerca del Mummy Project. Alla risoluzione del misterioso caso ha collaborato anche il Cedad di Lecce, un centro di eccellenza del Salento che utilizza datazioni con il radiocarbonio e che ha condotto studi anche sulla Sindone.

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post