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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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La Nasa lancerà in orbita il prossimo sabato il primo mezzo "privato" della storia

Il New York Times racconta del lancio Nasa che avrà luogo il prossimo sabato di un razzo “cargo” contenente materiali destinati alla Stazione Spaziale Internazionale.

CAPSULA PRIVATA - La notizia vera è che la navicella cargo ivi contenuta sarà il primo veicolo commerciale a solcare lo spazio dopo i mezzi studiati, progettati, realizzati e curati dalle varie agenzie spaziali nazionali o transnazionali che finora avevano avuto il monopolio dei cieli. La capsula è stata costruita dalla “Space Exploration Technologies Corporation”, SpaceX e rappresenta la prima tappa di un mercato potenzialmente infinito.

TRA TURISMO E AFFARI - In passato ci sono stati altri soggetti privati interessati alla conquista dello spazio come Virgin Galactic, XCOR e Space Adventures i quali stanno vendendo biglietti a facoltosi passeggeri per garantire loro viaggi suborbitali. Altre aziende hanno puntato alla realizzazione di satelliti commerciali ma è la prima volta in cui un’impresa ha deciso di buttarsi nella realizzazione di capsule cargo. I margini di crescita sono cospicui, visto che la SpaceX ha già concluso contratti per oltre un miliardo di dollari.

Guarda le immagini:

ARRIVEREMO SU MARTE - Elon Musk, fondatore e direttore esecutivo di SpaceX è pronto a realizzare un veicolo destinato al trasporto di astronauti su Marte al massimo entro 20 anni, con o senza l’aiuto della Nasa: “mi piacerebbe lavorare con l’agenzia spaziale americana. Nel caso non si riuscisse troveremo un altro partner”. Un conto è però raggiungere la Iss, distante poche centinaia di chilometri, ed un conto è raggiungere Marte, leggermente più distante. I razzi della SpaceX andrebbero quantomeno riprogettati. Questo però non spaventa Musk secondo il quale i costi sarebbero ammortizzabili fino a 500.000 dollari a posto. Per dirne una, i russi si fanno pagare 60 milioni di dollari per ogni astronauta sulla Soyuz.

JOINT VENTURE - Andare nello spazio costa soldi e per questo motivo si cerca di spalmare i costi su vari competitor. La Nasa, ad esempio, conta sull’aiuto di una joint venture tra Boeing e Lockheed Martin per il langio di satelliti e razzi. Poi ultimamente sono comparse sul mercato le aziende come SpaceX, spesso gestite da miliardari impegnati in molti campi i quali puntano a strappare contratti vantaggiosi con Nasa e altre aziende.

RISPARMIO - Jeff Greason, amministratore delegato di XCOR Aerospace, azienda impegnata nella realizzazione di razzi biposto destinati a spedire la gente nello spazio sostiene che SpaceX stia realizzando i propri mezzi con le tecnologie più moderne per ridurre i costi. La Nasa accetterebbe di buon grado questa soluzione visto i costi dovuti all’uso delle navicelle Soyuz per raggiungere la Iss, visto anche che SpaceX si farebbe pagare 20 milioni di dollari a posto, un terzo di quanto non vogliano i russi.

CREAZIONE DI UN MERCATO - Eppure una domanda in questo caso sorge spontanea: perché dovrebbe esserci una corsa dei privati alla conquista dello spazio visto i costi e vista la necessità della Nasa di spedire solo due astronauti l’anno sulla Iss? E se per un motivo o per un altro la stazione dovesse bloccarsi non ci sarebbero più neanche questi due posti. Allora perché tutto questo? Come insegna il mercato, bisogna stimolare la domanda garantendo l’offerta.

LA DOMANDA GENERA RISPARMIO - “L’unico modo per ridurre i prezzi è accettare la crescita dei lanci”, spiega Greason che aggiunge: “devi creae un mercato potenziale che garantisca una domanda che di converso generi un prezzo più basso”. I razzi odierni sono molto costosi anche perché non sono riutilizzabili. Passato un lancio via, si è perso tutto. La soluzione numero uno sta nell’impiego di altri mezzi “riciclabili” per varie missioni. Questo giustificherebbe il prezzo di 500.000 dollari a posto per un viaggio su Marte: veicolo non usa e getta e discreto numero di passeggeri. “Non voglio convincere la gente che io sono capace. Io farò tutto questo. Punto e basta”. Anche partire verso il pianeta rosso con un mezzo simile a un pullman.

 

http://www.giornalettismo.com/

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