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La storia dei monti Gamburtsev non la conoscono in molti, eppure la sua affascinante e misteriosa storia, è una vera chicca.
Si tratta di una catena montuosa grande come le Alpi, che si estende per circa 1200 chilometri e ha vette di oltre 3000 metri: sono in un luogo così inaccessibile che nessuno ne conosceva l'esistenza fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, e ancor oggi nessuno le ha scalate. Cosa ancora più intrigante, sono in un posto dove la geologia dice che non ci dovrebbero essere montagne. E' questo il motivo che ha spinto Robin Bell, del Lamont-Doherty Earth Observatory, a paragonare queste montagne al ritrovamento di un astronauta in una piramide egizia. Dove sono? Non cercatele sull'atlante: sono sepolte sotto i ghiacci dell'Antartide. Furono scoperte da una missione sovietica nel cuore del continente, durante l'Anno Geofisico Internazionale 1957-58, e prendono il proprio nome dal geofisico sovietico Grigoriy A. Gamburtsev (morto tre anni prima della scoperta). La loro struttura è stata poi mappata approssimativamente tramite i satelliti Landsat, che sono in grado di "vedere" oltre la coltre di ghiaccio, spessa fino a 600 metri.
la comunità scientifica internazionale torna ad esplorare questo mistero nell'ambito dell'Anno Polare Internazionale, con una spedizione aerea dotata di sensori radar, magnetici e gravimetrici per ottenere una mappa dettagliata della stratificazione dei ghiacchi antartici sopra i monti Gamburtsev (la mappa qui accanto è cliccabile per ingrandirla). Dei sismografi al suolo analizzeranno le onde prodotte dai terremoti per decodificare la struttura delle rocce e dei ghiacci. Verranno effettuate trivellazioni per prelevare campioni di neve compressa, nei quali è intrappolata aria che risale a milioni di anni fa, da confrontare con quella attuale."Studiare queste montagne e' stata una sfida incredibile, ma abbiamo fatto e abbiamo ottenuto una storia affascinante", ha detto alla Bbc Fausto Ferraccioli, il geofisico genovese dal 2002 responsabile del team di Aerogeofisica del British Antarctic Survey (il programma polare inglese).
Il mistero, per i geologi, è come si possano essere formate delle montagne così alte al centro del continente. Come dice il professor Bryan C. Storey, dell'Università di Canterbury in Nuova Zelanda, "non esiste alcun meccanismo ampiamente accettato che spieghi le origini dei Monti Gamburtsev". Le montagne si formano ai bordi dei continenti, o dove le zolle della crosta terrestre si scontrano o vengono stirate, oppure dove un vulcano erompe fino alla superficie. Ma nessuno di questi meccanismi si applica a queste montagne.
L'ultima collisione fra zolle nell'Antartico risale a oltre 500 milioni di anni fa, e quindi le montagne dovrebbero essere state erose dal tempo e dai ghiacci: invece sono ancora lì. E non risultano tracce di vulcanesimo sotto la calotta di ghiaccio, formatasi circa 30 milioni di anni fa.
A parte risolvere un mistero, la spedizione ha anche uno scopo molto pratico: l'Antartide è il principale regolatore dei livelli dei mari e degli oceani. A differenza dell'Artico, il suo ghiaccio poggia sulla terraferma, e quindi se si scioglie fa aumentare il livello delle acque. E' quindi importante capire come si evolverà l'Antartico se la temperatura mondiale aumenterà e come si è formata la calotta antartica, e i monti Gamburtsev sono ritenuti il punto dal quale ha avuto inizio la crescita dei ghiacci.
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E là sotto ci sono laghi e fiumi subglaciali che non hanno contatti con il resto del mondo da 30 milioni di anni. Sarà come avere la macchina del tempo. ed ecco gli ultimi aggiornamenti che riguardano questo mistero:
La soluzione è ora arrivata grazie a uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori, che la illustrano in un articolo a prima firma Fausto Ferraccioli, del British Antarctic Survey pubblicato su “Nature”.
Per la loro ricerca, Ferraccioli e colleghi hanno sorvolato più volte l’area a bordo di un bimotore dotato di radar, gravimetri e magnetometri in grado di sondare il terreno sepolto sotto una coltre di ghiaccio spessa tre chilometri e ottenere dati sulla catena montuosa e il rift dell’Antartide orientale, un sistema di fratture nella superficie terrestre lungo 3000 chilometri che corre dall’Antartide orientale attraverso l'oceano verso l'India.
Un miliardo di anni fa, diversi continenti diversi e micro-continenti entrarono in collisione, schiacciando le rocce più antiche della catena montuosa in un evento che andò a formare un imponente substrato, la cosiddetta radice crostale, che si estende in profondità sotto la catena montuosa. Nel corso del tempo queste antiche montagne vennero erose, ma la spessa radice crostale rimase.
Cortesia British Antarctic Survey
Circa 250-100.000.000 di anni fa, la formazione "Capire l'origine della catena Gamburtsev era un obiettivo primario della nostra spedizione per l’Anno polare internazionale. E 'stato affascinante scoprire che il sistema di spaccature dell’Antartide orientale assomiglia a una delle meraviglie geologiche del mondo, il rift dell’Africa orientale, e che fornisce il pezzo mancante del puzzle rappresentato dalla formazione delle montagne subglaciali Gamburtsev. Un sistema di rift che si è anche scoperto contenere il più grande dei laghi subglaciali in Antartide”, ha osservato Ferraccioli.
"Risolvere la contraddizione fra la notevole elevazione del Gamburtsev e la sua ‘giovane’ topografia alpina da un lato, e la sua posizione sul cratone dell’Antartide orientale e i miliardi di anni di storia della regione, dall’altro – ha detto Carol Finn, coautore dello studio – è stato eccitante e stimolante. Siamo abituati a pensare che la formazione delle montagna, si imputabile a un singolo evento tettonico, piuttosto che sequenze di eventi. La lezione che abbiamo imparato sui più eventi che hanno formano la Gamburtsevs può gettare una nuova luce sugli studi di storia delle altre catene montuose."
di una serie di rift spianò la strada alla frantumazione del supercontinente Gondwana, che includeva l'Antartide, con un processo che portò al surriscaldamento dell’antica radice crostale. Sotto la spinta delle imponenti forze in gioco, questa ‘ringiovanita’ radice crostale, insieme al rift orientale dell'Antartide, fu nuovamente spinta verso l'alto andando a riformare delle montagna. Fiumi e ghiacciai hanno poi scavato profonde valli, contribuendo a elevare i picchi e a creare lo spettacolare paesaggio della Gamburtsev. La successiva formazione, 34 milioni anni fa, della immensa coltre di ghiaccio che caratterizza oggi quel continente, protesse poi le montagne dall’erosione.