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Secondo catastrofisti e appassionati di presunti Armageddon la tranquillità dovrebbe accompagnare la Terra per i prossimi 23-24 anni: la prossima data potrebbe essere tratta dalla religione raeliana (basata sull’esistenza di extraterrestri), per cui nel 2035 una razza aliena chiamata Elhoim (che in ebraico significa “divinità”) verrebbe a visitare la Terra, salvando 144 mila prescelti (numero presente in maniera simbolica anche nell’Apocalisse cristiana di San Giovanni).
Generalmente significa “signori” o “guardiani” ma anche “splendenti”. Era utilizzato per indicare potenti personaggi sovrumani provenienti dal cielo e quindi “divinità” e, in alcuni casi come “angeli” e anche come figli di dio o dei. Oggi sarebbero definiti “alieni” al genere umano. Furono adorati come "dei", termine plurale di dio ma, da non confondersi con Dio (maiuscolo) che indica Dio come il Tutto Assoluto, Causa Prima, ovvero il Dio trascendente della spiritualità. Gli Elohìm furono coloro che generarono i pantheon nelle diverse civiltà terrestri. Nomi non uguali presso civiltà diverse e, in tempi diversi; si riferiscono alle stesse divinità. Interessante sarebbe avere una esaustiva tabella comparativa che li raccolga tutti quanti.Oggetto di discussione, è poi il fatto che nella traduzione biblica attuale, il termine Elohìm (quindi plurale) è collocato in un contesto in cui si vorrebbe affermare il monoteismo. I sostenitori, affermano il concetto del “plurale maiestatico” ovvero, scrivono “dei” (plurale) per indicare “dio” (singolare) col fine di far assumere al termine dio un valore maggiore. Questi sostenitori però dimenticano (volutamente o no), che quando nel linguaggio ebraico è usato il plurale maiestatico, il contesto discorsivo è al singolare; mentre invece nella traduzione corretta dei codici ebraici il contesto lo troviamo al plurale pertanto: “Elohìm significa dei e non dio”. Questo è un particolare di grande importanza giacché evidenzia che gli Elohìm non erano il Dio assoluto della spiritualità. Non vi è traccia nei codici originali di monoteismo imposto da Yahwéh, non vi è traccia di monoteismo in genere nel mondo di allora. Vi sono unicamente le richieste e le imposizioni di fedeltà e di rispetto assoluto dei patti di alleanza stipulati.
In caso di ennesima cilecca anche in tal profezia, trascorrerebbero pochi mesi dall’impatto con un asteroide, battezzato Apophis, previsto per il 13 aprile 2036, giorno di Pasqua: disastrose le conseguenze per il genere umano, che si estinguerebbe in brevissimo tempo.
In caso anche questo non accontenti gli spiriti più appassionati, ci si può spingere oltre: una profezia di Nostradamus chiama in causa una terribile pestilenza, sommata a una grave carestia, che dovrebbe cadere nel 2038, anno in cui è ancora chiamato in causa il giorno di Pasqua, che cadrà il 25 aprile.