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Le vetrate delle chiese di tutto il mondo, tra fascino e mistero

Le vetrate storiche delle chiese di tutto il mondo hanno sempre avuto un' importanza oltre che ecclesiastica, storica, misteriosa e soprattutto artistica.

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La tradizione vuole che a scoprire il vetro e a prendere coscienza di questo materiale fossero i Fenici, accendendo fuochi sulle rive del fiume Belo in Siria e provocando la fusione di blocchi di nitrato, dando origine a granuli di materiale duro e semitrasparente.
All’inizio è l’oriente la culla dello sviluppo di questo materiale che comincia a produrre oggetti in vetro diffusi poi in tutta l’area del mediterraneo da mercanti e navigatori.Ma già nell’Egitto dei Faraoni e nella Roma Imperiale era in uso rivestire le finestre con vetri,talvolta policromi,ed è documentato in numerosi testi medievali,a partire dal VI secolo.
Nel mondo islamico l’arte delle vetrate si univa a quella minuziosa degli stucchi:fu proprio la cultura islamica a diffondere quest’arte in Europa che,dall’epoca carolingia,iniziò ad assumere un carattere specifico,trasformandosi da vetrata prettamente decorativa in vetrata figurata.
E’da questa epoca che le testimonianze si moltiplicano.
Ne “La vita di S. Ludgerio” si descrivono le vetrate dell’Abazia di Werden,(Germania),nelle quali è anche raffigurato il miracolo del santo che ridona la vista ad una piccola cieca.
Ne “Le cronache di Richerio”,Abate di Leno e Montecassino (1038-1055) si accenna a vetrate “continentibus historias”.

Durante l’impero romano viene ideata la tecnica di produzione per soffiaggio dentro stampi e per la prima volta inizia la produzione di pannelli in vetro per finestre. L’impero romano diffonde la tecnica vetraia e il vetro viene inserito in ville ed edifici pubblici.La Germania ha l'onore di custodire intatte le più antiche finestre del mondo- nella Cattedrale dell'antica città di Augusta, fondata dai Romani nel I secolo d.C
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Nell’alto medioevo nella parte orientale dell’impero si sviluppa la costruzione di mosaici di vetro uniti con lo stucco, per le finestre e le cupole delle basiliche dando origine alle prime vetrate artistiche.

 
Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta
Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta Le figure dell'antico testamento, dette dei cinque profeti nella cattedrale di Augusta


    Un sicuro esempio sono le 5 vetrate rappresentanti i Profeti,nella Cattedrale di Augusta, (Germania),databili attorno alla fine del X secolo:lo stile e la tecnica altamente professionali indicano che l’arte della pittura su vetro dovesse essere praticata già da lungo tempo.
Quando attorno a Chartres,(Francia),nel XIII secolo si raccolse il centro culturale religioso d’Europa,la tecnica vetraria si diffuse,espandendosi rapidamente,nel resto del continente. Nell’VIII sec. Si sviluppa nel mondo occidentale l’utilizzo del telaio a piombo che ne consente l’utilizzo in soluzioni architettoniche più estese.
Nel secolo successivo vi è l’introduzione della grisaglia che affina l’espressione pittorica con ombreggiature e particolari.
La creazione di vetrate artistiche in questo periodo ha temi prettamente religiosi. La vetrata induce i fedeli a seguire gli insegnamenti del cattolicesimo. Il linguaggio è figurativo in quanto siamo in un epoca dove l’analfabetismo è molto diffuso. La luce che filtra attraverso la vetrata è molto suggestiva e induce alla preghiera.Certamente i più antichi frammenti di vetrate dipinte e legate a piombo risalgono al IX-X secolo: furono rinvenuti durante gli scavi nell’Abbazia di Lorsch,(Francoforte),nel 1932.
In Francia nel corso del XII sec. Si sviluppa l’arte della vetrata artistica con straordinari risultati: cattedrale di Reims, di St. Denis e Chartes.
Il momento di massimo splendore di tale forma d’arte si ha con l’architettura gotica dove le vetrate seguendo la linea architettonica, si slanciano per tre metri d’altezza.
Nel XIV sec. Si scopre il giallo d’argento che arricchisce le tonalità cromatiche conferendo luminosità e profondità ai colori.
In Italia le vetrate artistiche si diffondono più tardi ,le troviamo nelle città di Siena, Assisi e Firenze.
Nei secoli successivi vi è la scoperta del “plaquet” e l’introduzione di smalti colorati.
Nel XVII e XVIII sec. Vi è un declino, nel XIX sec.una rinascita con il revival gotico.
Con l’art nouveau si apre una nuova e moderna stagione delle vetrate. Il suo grande esponente Louis Comfort Tiffany (1848-1933) inventa un nuovo modo di costruire vetrate ed oggetti in vetro colorato. Egli sfrutta i giochi di luce e gli effetti di iridescenza ottenuti dal vetro opalescente che si diffondeva in quel periodo.
A partire da quel momento la vetrata diviene sempre più oggetto di arredamento profano, staccandosi dall’ambito esclusivamente religioso dei secoli precedenti. La vetrata comincia ad assumere temi nuovi. Si rappresenta la natura, gli animali, figurazioni geometriche. Le linee diventano sinuose, tipicamente in stile Liberty.
Un esempio dello stile nelle vetrate lo abbiamo nel “museo della casina delle civette” a villa Torlonia (Roma) dove le vetrate decorano le innumerevoli porte e bow-windows. Realizzate con vetri policromi legati a piombo accostano composizioni geometriche a originali figurazioni. Eseguite tra il 1908 e il 1930 sono state eseguite da artisti quali : D. Cambellotti, P. Paschetto, V. Grassi, U. Bottazzi. esse offrono un campionario unico dell’evolversi dell’arte della vetrata a Roma, considerata fin d’ora un’arte minore, che in questa sede dimostra le sue valenze al confine tra arte e artigianato.
Nel XX sec. La vetrata diviene oggetto d’arredamento ed è sempre più apprezzata per il suo valore artistico. Ma vi è anche un lato molto interessante e misterioso, che si nasconde nelle vetrate delle chiese. 

 

     come ad esempio la storia dei misteri della Basilica di Sant’Ambrogio. Fondata nel 386, la basilica è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? E’ solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Quale messaggio nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio? 

"La predilezione di Ambrogio per questa basilica che lui stesso fece costruire presso l'area cimiteriale cristiana dove desiderò essere sepolto è ampiamente intuibile da un passo della lettera che indirizzò alla sorella Marcellina dove afferma che era sua abitudine recarsi quotidianamente al cimitero dei martiri passando accanto al Palazzo Imperiale. Il cimitero si trovava fuori le mura della città, vicino all'attuale via san Vittore. Nei primi secoli questo cimitero era di uso pagano, ma dal IV secolo, dopo l'editto di Costantino , la situazione mutò e fu possibile anche ai cristiani seppellire i loro morti con riti pubblici. Era un luogo frequentato abitualmente tanto che ben presto si arricchì di edicole e di piccoli edifici. Ambrogio aveva fatto seppellire nel 378 il fratello Satiro. Questo edificio un secolo dopo sarà abbellito con mosaici così splendidi e ammirevoli da venir chiamato San Vittore in Ciel d'Oro (più tardi sarà incorporato nella basilica, dedicata a tutti i martiri)." [Sofia M.]

 

Costruito a partire dal 1386 sotto Gian Galeazzo Visconti sul luogo dove sorgeva il battistero di San Giovanni, dove Sant’Ambrogio aveva battezzato Sant’Agostino. Si tratta di una tarda espressione dell’arte gotica, una simmetria di ispirazione germanica comune anche alle altre cattedrali europee. Infatti, particolari numeri e figure geometriche come il triangolo e il quadrato fanno parte del segreto dei costruttori di questa grande opera architettonica. Maestoso e imponente, vero rompicapo anche per gli architetti contemporanei, il Duomo ha una lunghezza esterna di 157 m e un’area interna di 11.700 metri quadri. La guglia, con la statua dorata della “Madonnina”, è alta 109 metri.      

"Si dice che sotto il Duomo ci sia un laghetto, il quale era adorato dai Celti; infatti, il popolo Celta credeva nella Dea Belisama, che viene ricordata dalla Madonnina sulla punta del Duomo (questa Dea aveva una duplice funzionalita`,quella lunare, che ricordava la femminilita`, la madre col bambino, e quella solare, che ricordava il territorio, un tempo ricco di boschi) la quale era considerata Dea dell'acqua, cioè Dea della vita (infatti l'acqua era sinonimo di ricchezza vitale). Questa Dea, tra l'altro, a Milano veniva raffigurata (e chiamata con un nome specifico) come una scrofa pelosa (la scrofa semi lanuta di via Mercanti). Da qui cominciò tutto, i Celti edificarono un tempio o "cromlech", cioè grandi cerchi formati dai menhir (pietre erette verticalmente) e dai dolmen (camere megalitiche); dopo questi tempi Pagani, arrivarono altri templi costruiti dai Romani e, successivamente, diverse chiese Cristiane che, una sull'altra, diedero vita (dopo molti anni) al duomo di Milano." [Sofia M.]

 

Entriamo all’interno. La luce che penetra dalle vetrate gotiche produce un’atmosfera di mistica solennità. Parallela alla facciata rivolta a Ovest, notiamo sul pavimento una sottile linea d’ottone estesa per tutta la larghezza dell’edificio. A nord, la linea sale lungo la parete, in verticale, e termina con un riquadro nel quale è raffigurato il segno zodiacale del Capricorno. Altri riquadri minori seguono la linea sul pavimento e nell’ultimo, a sud, è raffigurato il segno del Cancro. Ogni giorno, a mezzogiorno, un raggio di luce penetra dal soffitto e va a colpire la linea meridiana, indicando il periodo dell’anno in cui ci si trova. Il maggior risalto dato al segno zodiacale sulla parete a nord è attribuibile alla sua sovrapposizione con il Natale Cristiano. Ma non possiamo dimenticare che il Capricorno è anche l’animale col quale viene raffigurato il diavolo. I costruttori del Duomo volevano comunicarci qualcosa? Quali segreti nasconde questa simbologia?

In ogni cattedrale gotica sono presenti elementi architettonici e simboli d’origine templare ed orientale, ed è risaputo che l’idolo adorato dai templari era il Bafometto, una sorta di demone cornuto. C’è una similitudine tra il Bafometto ed il capricorno del Duomo? Qual è il significato di tale simbolismo? 

Sulla facciata del secondo portale d'ingresso di sinistra, spicca una formella tra le tante, raffigurante un albero, precisamente una quercia, che i Druidi veneravano essendo tutt'oggi simbolo di forza, coraggio, vigore e rinascita. La quercia incarnava il Dio Celtico Dagda (per i romani impersonava Giove). La quercia è presente anche nel portone principale, infatti in mezzo all'apertura del portone vi è un albero che si dirama dando origine a formelle raffiguranti sull'ala destra del portone la nascita di Gesù e, sull'ala sinistra, la sua morte (con tutta la Passione). Si notano benissimo sul fondo del portone le radici dell'albero, questa presunta quercia allunga i suoi rami fin tutta l'altezza del portone sorreggendo la Madonna, Gesù, la Trinità e tutta una schiera d'angeli. Tale albero potrebbe essere anche la simbologia dell'albero della vita (il famoso albero proibito dal quale mangiarono Adamo ed Eva).

All'interno del Duomo, oltretutto, si ha l'impressione di essere di fronte ad un'antica foresta di querce (le colonne gotiche); infatti, i Maestri Comancini che contribuirono alla realizzazione del progetto, ben conoscevano il valore che la tradizione Celtica attribuiva a tali piante. Sempre sulla facciata del Duomo, possiamo notare varie figure di draghi e serpenti, presenti in Italia soltanto su questa cattedrale (queste figure emblematiche rappresentano simbolicamente l'energia che ci trasmette la terra sulla quale viviamo ed il potere di trasformazione). [Sofia M.]

  Ci sono inoltre decine di chiese enigmatiche e adornate da un velo di misterioso, sparse in tutto il mondo, ed ovviamente, diverrebbe troppo riduttivo, parlarne in un solo articolo.  L' articolo che avete appena visionato, è stato per merito dell' idea di Barbara, giovane restauratrice che guardacaso, si occupa di vetrate simili. Ottimo lavoro, gran soddisfazione.

 

    fonte   

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