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La Siria in questi ultimi anni, con il regime che il presidente sanguinario ha intrapreso nei confronti della propria popolazione, non sembra avere un epilogo, anzi: le ultime notizie che si vanno ad aggiungere a certezze che oramai, forse non serviva neanche più rendere pubbliche. ”Abbiamo le prove che in Siria sono state usate armi chimiche”: cosi’ Obama, che parla di passare all’azione. Per il Washington Post il presidente si prepara ad inviare armi all’opposizione siriana. Sul presidente siriano, Obama ha detto: “La mia posizione è sempre stata che Bashar al Assad ha perso credibilità, ha ucciso innocenti e deve lasciare il potere aprendo a una soluzione politica”.
La questione dell’uso di armi chimiche in Siria è molto attuale. Giovedì 25 aprile l’amministrazione statunitense di Barack Obama ha mandato una lettera al Congresso sulla questione. Nella lettera, che è stata inizialmente visionata dal New York Times, si sostiene che le agenzie nazionali di intelligence hanno confermato con “un certo grado di sicurezza” che il governo siriano di Bashar al Assad avrebbe usato il gas nervino sarin, in maniera ridotta e circoscritta, negli scontri con i ribelli. La lettera è stata seguita da una dichiarazione del segretario della Difesa, Chuck Hagel, che ne ribadiva il contenuto.
Da diversi mesi,infatti, il presidente Barack Obama sostiene che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad rappresenta una “linea rossa”: superata quella, gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire in Siria militarmente. Obama ha sempre mantenuto un atteggiamento prudente anche di fronte alle nuove valutazioni dell’intelligence. Nella lettera si legge: «Considerati gli interessi coinvolti, e quello che abbiamo imparato dalle nostre recenti esperienze, le valutazioni dell’intelligence non sono sufficienti da sole». Il riferimento è al fallimento dell’intelligence americana nel valutare la presenza di armi di distruzione di massa nell’Iraq di Saddam Hussein, che causò moltissime critiche all’allora amministrazione di George W. Bush.I fatti a cui si riferiscono le valutazioni delle intelligence britannica e americana sarebbero due. Il primo è relativo agli scontri tra esercito siriano e ribelli del 23 dicembre 2012 a Homs. Il secondo è relativo agli scontri del 19 marzo scorso ad Aleppo, che causarono la morte di 26 persone: in quell’occasione un fotografo dell’agenzia Reutersdisse di avere visto molte persone negli ospedali di Aleppo con gravi difficoltà respiratorie e di avere sentito un forte odore di cloro, che poteva significare l’uso di questo tipo di armi. La lettera dell’amministrazione Obama riporta valutazioni simili: decine di persone sarebbero arrivate negli ospedali delle due città con sintomi tipici di chi è stato sottoposto ad agenti chimici, tra cui difficoltà respiratorie, convulsioni e dilatazione delle pupille.