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La ESA è al lavoro su una nuova missione spaziale diretta verso Giove e le sue lune ghiacciate, tra cui anche Europa con il suo misterioso oceano liquido, ma il lancio non avverrà prima del prossimo decennio e ci vorranno almeno 7 anni perché la sonda arrivi a destinazione. Questo però non scoraggia gli scienziati che hanno comunque modo di indagare su diverse ipotesi riguardo all'astrobiologia di Europa grazie ad alcuni ambienti molto particolari sulla Terra. Uno di questi è un fiordo (un braccio di mare che si insinua nella costa (anche per vari km) inondando un'antica valle glaciale o fluviale) presente nell'Artico Canadese, che secondo gli scienziati mostra caratteristiche geologiche che per certi versi potrebbero essere simili a quelle che troveremmo su Europa. Una delle cose che maggiormente intriga gli scienziati è che questo fiordo è ricco di emissioni di zolfo attraverso il ghiaccio. Queste emissioni sono causate da batteri che vivono sotto il ghiaccio, e studiarli in dettaglio potrebbe aiutarci a capire come rilevare batteri dallo spazio quando avremmo una sonda vicino a questa lontana luna.
Europa stessa ha una superficie ricca di zolfo anche se non si conosce l'esatta origine di questi depositi. Secondo molti astrobiologici, potrebbero essere appunto segni di forme di vita. Ma per dirlo con certezza serviranno molti altri studi, perché potrebbero anche essere depositi formati grazie alle emissioni di zolfo dei vulcani di Io, un'altra delle lune di Giove.
Tornando sul nostro pianeta, e in particolare nell'Alto Circolo Polare del Canada, il Passo del Fiordo di Borup è per adesso l'ambiente ideale per mettere alla prova l'ipotesi astrobiologica.
"Abbiamo scoperto che il zolfo elementare (S) può contenere bioimpronte morfologiche, mineralogiche e organiche della presenza di batteri. Se si troveranno queste stesse bioimpronte su Europa, si potrebbe suggerire la possibile presenza di organismi viventi" ha spiegato Damhnait Gleeson, del SINC e autore principale del nuovo studio.
Immagine della luna Euorpa, ottenuta dalla sonda Galileo. Le zone più arancioni sono ricche di zolfo. Credit: NASA/JPL
Le bioimpronte sono associate con alcune particolari forme che il zolfo assume, in cui appaiono resti mineralizzati di microorganismi e materiale extracellulare. Grazie alla microscopia elettronica e a svariate tecniche di difrazione a raggi-X, la formazione di un raro tipo di zolfo è stato anche osservato in associazione con componenti organici: la rosickyte. Per di più, piccole quantità (parti per milioni) di proteine, grassi acidi e altre biomolecole sono comparse nel materiale solforoso.
Immagine della superficie di Europa vista in colori e contrasto più alto per evidenziare i diversi composti della superficie. Credit: NASA/JPL
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Ci sono moltissime tracce di attività batterica" ha spiegato Gleeson, che si chiede se la crosta ghiacciata di Europa,
o gli oceani e laghi sotto di essa, potrebbero ospitare comunità microbiche che usano lo zolfo come fonte di energia.
La ricerca è stata pubblicata nel giornale "Astrobiology".
http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-05/f-sf-abh053012.php