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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Manifestazioni in tutta Italia contro un governo che non sente la voce del popolo

    Ieri 23 aprile, si e' tenuto in via Postiglione a Moncalieri, uno sciopero che ha coinvolto numerosi partecipanti di diverse aziende, dei comuni di Chieri, Cambiano, Trofarello ed infine Moncalieri.Lo sciopero e' stato indetto dalla CGIL in protesta all' articollo 18 e della sua modifica finalizzata ad un piu' legittimo licenziamento in ogni categoria lavorativa legata a diverse cause.Il governo ci tiene a precisare che i licenziamenti non saranno presi alla leggera, ma considerati e valutati in ogni forma.

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La riforma del mercato del lavoro per la Cgil viene espressa in modo molto coinciso e sostenuto da tutti: “Siamo di fronte ad un disegno di legge molto debole sia sulle forme di ingresso che sull’universalità degli ammortizzatori. La nostra opinione – ha spiegato la Camusso – è che sono stati mancati gli obiettivi che lo stesso governo aveva inizialmente dichiarato, che erano quelli della riduzione della precarietà e dell’universalità degli ammortizzatori”. La sindacalista ha sottolineato che: “Di per sé la riforma non creerà neanche un posto di lavoro e allo stesso tempo c’è bisogno di intervenire contro la precarietà che non ha portato condizioni migliori al nostro paese, ma le ha peggiorate”.Queste parole continuano a essere dette nei cortei che sono stati nel complessivo di 16 ore ripartite in diversi comuni e in diverse ore della giornata.Finora i disagi sono stati estremamente contenuti e non hanno portato a nessun disordine, in favore di chi vuole dimostrare il proprio dissenso in forma libera e pacifica e non violenta.Gli scioperi sono una forma di protesta giusta per ogni persona che non sostiene le nuove leggi che vogliono essere introdotte nel nuovo mercato del lavoro per un futuro incerto e del tutto privo di forza e sicurezza.I nostri giovani non hanno cosi' piu' un buon proposito per iniziare una vita al di fuori della cerchia familiare, anzi, rimane un modo e forse l'unico, per non dover soccombere a tutte le tasse e ad un mutuo che diventerebbe improponibile per la paura di non poterlo sostenere negli anni.Comprare una casa, oltre ad una tribula quasi impossibile con le banche, sarebbe ogni giorno un coltello nella schiena per la paura di trovarsi in una crisi della propria azienda ed essere lasciato a causa per una giusta causa.

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E' molto incisivo cio' che dice la leader della CGIL che ribadisce pochi giorni fa: “il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, si decida a convocarci e a darci il numero giusto”. Non risparmia poi il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua: “Non fa il suo mestiere e non sa quello che sta amministrando. E se non sa fare il suo mestiere se ne vada a casa”.Riporto poche parole che certamente non riassumono cio' che gli italiani stanno vivendo ma cio' che grava sulle spalle, anche di chi non va in una piazza a scioperare un proprio dissenso.

Chi non scende in piazza il piu' delle volte non lo fa' perche' la situazione non lo preoccupa, anzi:chi non scende in piazza, porta con se' la preoccupazione di una famiglia che non sa se riesce ad arrivare a fine mese, ogni giorno, ogni mese, non manifestare nasconde la paura di rischiare anche per una volta sola, il proprio posto di lavoro, con ogni sua forma di ''persecuzione''.La paura di entrare all'interno di un corteo che in certi casi, per colpa di persone che anziche' scioperare in modo civile puo' divenire un pericolo per la propria vita, lascia un posto vuoto,in un corteo autorizzato, creando  delle notizie che forniscono una immagine che puo' sviare da un malcontento comune:logicamente se in un corteo ci sono poche persone che rappresentano quel malcontento, prendere seriamente uno sciopero diventa difficile.

Cosi' facendo, si arriva a questo punto, proprio perche' anziche' essere uniti come una sola persona che mostra la sua forza, si soccombe dinanzi ad un futuro incerto ed aspro.

Anche a Genova lo sciopero e' stato piuttosto acceso:il settore pubblico, il settore sanitario, scolastico di ogni ordine e grado, statale e comunale, Università, ricerca, formazione professionale e precari: nel centro del capoluogo, almeno 1500 persone hanno avuto modo di riunirsi tra Largo Sandro Pertini e la prefettura, bloccando la strada per un tempo limitato., bloccando fra le 11.30 e le 12.30 la rotonda di piazza Corvetto. Altre 1500 persone invece tra operai metalmeccanici di Fincantieri, Ansaldo e Ilvasi sono riuniti  in corteo fra ponte Etiopia e lungomare Canepa, unendosi con i portuali e muovendosi verso il casello di Genova Ovest, che fra le 10 e le 10.30 è stato bloccato in entrambe le direzioni.


 Questo attuale disegno di legge «pomposamente definito "Riforma del lavoro in una prospettiva di crescita" contiene forse la riforma ma non la prospettiva di crescita» afferma la segreteria nazionale in una nota, nella quale conferma «la necessità di una forte iniziativa, che proporrà anche a Cisl e Uil». Cio' che il comunicato sottolinea anche che sul tema della precarietà «le distanze tra il testo presentato rispetto agli annunci propagandistici del governo sono evidenti e rischiano di arretrare i risultati ottenuti nel confronto con le organizzazioni sindacali». Nelle ultime novità che riguardano strettamente il testo, emerge che la stangata in arrivo per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. Una delle norme poste a copertura del ddl del lavoro riduce da 15 a 5% lo sconto forfait oggi previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. L' imposta su cui si paga quindi aumenta di 10 punti percentuali. Giovedì pomeriggio il disegno di legge è stato presentato dal governo al Senato ed è stato immediatamente assegnato dal presidente, Renato Schifani, alla commissione Lavoro di Palazzo Madama, che potrà convocarsi fin da martedì prossimo per l'avvio dell'esame.

 Si parla di questo articolo e delle sue riforme: se ne deve continuare a parlare, fino a che anche con un popolo che ne deve sopportare questo peso, non ci sara' una via di mezzo.lL' accordo sulla riforma dell'articolo 18. Una mediazione che c'e' stata tra il premier Mario Monti e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, trovano anche un accordo con  Alfano.Difficilmente ora  si possono cambiare determinate cose: i licenziamenti economici non prevederanno il reintegro ma un'indennità prevista tra le 15 e le 27 mensilità. Il giudice però avrà il potere di valutare se la motivazione oggettiva esiste davvero. Se non fosse così, via libera al reintegro.

Doppia strada invece per i licenziamenti disciplinari. In caso di inesistenza del fatto contestato al lavoratore, il giudice potrà annullare il licenziamento e sanzionare il datore di lavoro sia alla reintegrazione che al risarcimento dei danni. Ma sull'intesa si addensano delle nubi, con le imprese che avvertono: "Meglio nessuna riforma che una cattiva riforma"
.

Se gli italiani e le persone che lavorano con dei diritti hanno la possibilita' di poter dire la propria opinione solo con la propria presenza in questo momento, devono collaborare insieme e mettere da parte la propria paura e l'idea che non si cambi nulla.

Con un 'unita pacifica una voce chiara arrivera' alle persone di tutta la comunita': la gente non puo' continuare ad accettare anche quello che non puo' sopportare con tasse e diritti calpestati.

 

   

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