Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Notizia eclatante, missione compiuta si potrebbe gridare con soddisfazione. Benche' la superficie marziana sia ormai studiata da molti anni, con foto, filmati, telescopi puntati in ogni angolo del pianeta rosso....la domanda più spontanea che ci si potrebbe chiedere è: MA COSA DEVE SCOPRIRE? Certamente il costo di 2,5 miliardi di dollari, avrà avuto un impatto considerevole su una missione così importante. Cosa è soprattutto questa missione e che cosa è stato lanciato su Marte?La curiosity è il più complesso laboratorio mai inviato su un altro pianeta,Curiosity, inoltre, rappresenta a sua volta il più sofisticato rover mai costruito e, attrezzato con 10 strumenti scientifici tra cui un laser per polverizzare piccoli campioni di rocce, cercherà gli 'ingredienti' della vita, verificando se nel passato siano esistite forme di vita microbiche. Questa operazione ha la funzione di preparare tutte le informazioni necessarie sul territorio per accogliere intorno al 2030, i primi esploratori terrestri, possibilmente quindi...senza rimpiangere nessuno sbaglio.
Come hanno preso la notizia in America? Il presidente Usa Barack Obama ha commentato "Rimarrà come uno dei momenti di orgoglio nazionale",poco dopo il successo della discesa di Curiosity, e aggiunto: "stasera, su Marte, gli Stati Uniti d'America hanno fatto la storia". Un grande entusiasmo giustificato dalle enormi sfide tecnologiche vinte dalla missione Mars Science Laboratory (Msl): dopo aver percorso in otto mesi oltre 500 milioni di chilometri, la sonda lanciata nel novembre dello scorso anno ha completato una straordinaria manovra fino a depositare in maniera completamente autonoma, senza controllo da Terra, sul suolo marziano il rover Curiosity; una sfida dettata dalla sua grande massa, tre volte quella dei predecessori, e dalla volontà di sperimentare una discesa 'morbida' sul pianeta.
Ma che strumenti ha e di cosa dispone questa colossale spesa viaggiante con le ruote?
Cominciamo con MastCam, l’occhio del rover, che verrà acceso mercoledì. Le due telecamere che formano il sistema permetteranno non solo di osservare dall’alto, e a colori, la superficie marziana (visto che svettano sopra l’albero maestro di Curiosity) ,ma aiuteranno anche i ricercatori impegnati nella missione a pilotare il rover. Si trova invece nella parte bassa il Mars Hand Lens Imager (Mahli), una sorta di lente di ingrandimento grazie alla quale è possibile zoommare sulle caratteristiche del suolo marziano, fotografando e acquisendo informazioni su tratti di terreno spessi appena 12,5 micrometri. Durante la fase di avvicinamento a Marte inoltre, a partire da circa tre chilometri di altezza dal suolo, verrà accesa la Mars Descent Imager (Mardi), la telecamera che registrerà un video a 5 fotogrammi al secondo della discesa sul pianeta rosso, immortalando le caratteristiche geologiche del sito di atterraggio.
Ma immagini e video a parte, è il Sample Analysis at Mars (Sam) il fulcro centrale del rover. Uno spettrometro di massa, un gascromatografo e uno spettrometro laser con cui analizzare i campioni prelevati dal suolo (e negli strati sottostanti alle rocce) marziano, alla ricerca degli elementi distintivi della vita (terrena): idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto. A far compagnia a Sam, nella zona posteriore del rover, c’è CheMin (Chemistry and Mineralogy). Questo strumento servirà per studiare la composizione mineraria di Marte, e lo farà analizzando gli spettri di diffrazione prodotti da un raggio X attraverso i campioni prelevati dal braccio robotico di Curiosity. Con una logica simile lavora l’Alpha Particle X-Ray Spectrometer (Apxs), che aiuterà il Sam nell’identificazione degli elementi sparando raggi X e atomi di elio sulle rocce marziane, causando l’espulsione degli elettroni dalle loro orbite contemporaneamente all’emissione di raggi X (le cui energie associate forniscono preziosi indizi degli elementi da cui provengono). Per i campioni fuori dalla portata del braccio robotico, e per guidare il percorso del rover, c’è la Chemistry and Camera (ChemCam). Montato sulla testa della MastCam, questo speciale strumento indirizza un fascio laser a distanza sulle rocce marziane, e degli spettrografi collegati al sistema permetteranno di analizzare la luce emessa dalle rocce vaporizzate dal raggio luminoso.
Per capire invece se Marte ospiti o meno acqua nel sottosuolo, il Dynamic Albedo of Neutrons (Dan) sparerà a terra fasci di neutroni e misurerà la velocità con cui questi vengono riflessi. La presenza di acqua, e quindi di idrogeno, è infatti rivelabile da una diminuzione della velocità con cui le particelle rimbalzano indietro.
Il Radiation Assessment Detector (Rad) si trova sul dorso di Curiosity. È forse lo strumento che più di tutti potrà aiutare a capire quanto sia possibile mandare su Marte una missione equipaggiata. RAD infatti servirà a capire la quota di radiazioni ad alta energia (come protoni o raggi gamma) cui è sottoposta la superficie marziana, e quindi a cui sarebbe esposta un’ipotetica spedizione umana. Sul rover, poi, non poteva mancare una stazione meteorologia (Rover Environmental Monitoring Station, o Rems) per misurare temperature, umidità, pressione atmosferica e venti.
Infine c’è il MSL Entry, Descent and Landing Instrumentation (Medli), non propriamente uno strumento a bordo. Si trova infatti nello scudo termico a protezione della missione durante la sua discesa su Marte, e misurando temperatura e pressione nei cieli marziani servirà per migliorare le caratteristiche tecniche delle sonde del futuro.
Subito dopo l'arrivo su Marte, salutato con scene di esultanza nel centro Nasa di Pasadena (California), il rover ha inviato sulla Terra le prime due immagini della superficie del pianeta. Il robot, dotato di sei ruote, è grande come un'automobile e pesa circa una tonnellata. Si tratta della sonda più grande e complessa mai inviata nello spazio. Dimensioni e peso eccessivi per ammortizzare l'impatto utilizzando degli airbag, come i predecessori Spirit e Opportunity: per questo motivo sono stati utilizzati dei retrorazzi che insieme a un paracadute hanno frenato la caduta del rover, passata in sette minuti da una velocità di 21mila chilometri orari e 2,74 km/