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Animazione di due immagini di dune su Marte viste a distanza di 3 anni. Se l'animazione non parte, cliccate sull'immagine. Credit: NASA/Caltech/Univ. dell'Arizona/JHU-APL
Un'indagine del Mars Reconnaissance Orbiter ha svelato il movimento presente in alcune dune di sabbia sul Pianeta Rosso, che avviene su una scala sorprendentemente grande, quasi come sulla Terra. Gli scienziati non si aspettavano un fenomeno così massiccio perché Marte ha un'atmosfera così tanto più sottile della Terra (solo 1% la densità della nostra) ed i venti ad altissime velocità ci sono ma sono molto più rari e deboli che quelli Terrestri.
Per anni i ricercatori hanno dibattuto intorno alla possibilità che le dune di sabbia osservate su Marte fossero solo strutture fossili, formatesi e rimaste li durante ere geologiche passate, oppure intorno all'ipotesi che il clima sia ancora più attivo di quanto si pensava e che le dune fossero tutt'oggi in formazione e movimento. Negli ultimi anni, grazie all'uso della camera HiRISE a bordo del MRO, è stato possibile tenere d'occhio in grande dettaglio molte dune marziane, ed è così che sono stati scoperti questi movimenti.
Dalle immagini ottenute con la camera HiRISE, si può vedere che ci sono intere dune, spesse anche 61 metri, che si stanno muovendo come unità coerenti lungo il paesaggio Marziano. Lo studio è stato da poco pubblicato sul giornale Nature.
"Quest'eccitante scoperta aiuterà gli scienziati che lavorano a comprendere meglio l'evoluzione dei cambiamenti su Marte, su una scala più globale." ha spiegato Doug McCuistion, direttore del Programma Mars Exploration, della NASA. "Questa comprensione migliorata delle dinamiche sulla superficie sarà fondamentale anche per future missioni robotiche e per l'esplorazione umana di Marte.
Animazione del movimento di dune sulla superficie di Marte. Credit: NASA/JPL/Caltech/Università dell'Arizona/JHU-APL
I ricercatori hanno analizzato immagini del "prima e dopo" usando un nuovo software sviluppato presso il Caltech. Questo programma misura con grande precisione ogni eventuale cambiamento nella posizione delle pieghe ed increspature nella sabbia, svelando se queste si muovono più velocemente più in alto sono sulla duna. Lo studio ha esaminato immagini ottenute tra il 2007 ed il 2010, della regione chiamata Nili Patera, vicino all'equatore marziano, dove si trova un grande campo pieno di dune di varie dimensioni. Correlando il movimento di ogni piega presente sulle dune in causa, l'analisi effettuata ha mostrato che le dune sono in movimento. Questo ha anche permesso di stimare il volume della sabbia che si sta spostando.
"Abbiamo scelto la Nili Patera perché sapevamo che c'era della sabbia in movimento in quella zona, e speravamo di poter almeno parzialmente quantificarla." ha spiegato Nathan Bridges, scienziato planetario del APL (Applied Physics Laboratory) della Johns Hopkins University, e autore principale dello studio pubblicato su Nature. "Le dune nella regione Nili Patera sono anche molto simili alle dune che si trovano in certi luoghi come l'Antartide o altri posti su Marte."
Lo studio aggiunge nuove importanti informazioni riguardo alla velocità con cui la sabbia potrebbe star attivamente erodendo le rocce su Marte. Usando le nuove informazioni riguardo al volume di sabbia in movimento, gli scienziati stimano che le rocce nella Nili Patera dovrebbero consumarsi più o meno alla stessa velocità delle rocce vicino alle dune di sabbia in Antartide dove simili fenomeni sono in atto.
"I nostri dati mostrano che l'attività dei venti è in effetti un grande agente nell'evoluzione del panorama che vediamo su Marte oggi." ha spiegato Jean-Philippe Avouac, leader del team di Caltech. "Questo è importante perché ci dice qualcosa riguardo all'attuale stato di Marte e come funziona oggi, geologicamente, questo pianeta.
Secondo i calcoli, se qualcuno andasse su Marte nella Nili Patera, e prendesse come riferimento una zona grande un metro quadrato, vedrebbe passare in quella zona circa 1.500 litri di sabbia in un anno terrestre. Si tratta più o meno della quantità di sabbia che c'è nei parchi nelle zone piene con sabbia, per i bambini.
Nessuno era mai riuscito ad ottenere stime di questo flusso prima d'ora" ha spiegato Bridges. "Avevamo visto, con HiRISE, che c'era del movimento nelle dune, ma non eravamo mai riusciti a capire quanta sabbia si poteva muovere. Adesso sappiamo la risposta."
Questi nuovi dati potranno anche aiutarci a spiegare meglio come mai molta della superficie appare così erosa, e come questo è avvenuto. Potremmo comprendere anche se gli effetti attuali del clima riescono a modellare così la superficie o se sono erosioni risalenti in un passato diverso di Marte.
http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2012-130