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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Mistero Maya: perche' scomparirono?

http://mondomisteri.altervista.org/images/CivilMaya.jpgDecenni di condizioni meteorologiche estreme hanno paralizzato la cultura politica e, più tardi, decimato la popolazione umana degli antichi Maya. E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto da un team interdisciplinare di ricercatori che include due Università della California. La fine della civiltà Maya non fu dunque provocata da un allineamento dei pianeti o da una collisione con un asteroide bensì dall’alternanza di forti precipitazioni e periodi di siccità.

La scomparsa dei Maya è uno dei misteri più longevi e probabilmente affascinanti del mondo. Cosa provocò l’eclisse del misterioso popolo? Molto è stato scritto e narrato a tal proposito: congetture, ipotesi, tesi più o meno scientifiche. La materia è particolarmente dibattuta, ma per la prima volta, un team internazionale di ricercatori, ha saputo ricostruire una nuova verità, incrociando dati sull’ambiente e le condizioni climatiche, con quelli sulla situazione sociale e politica dei Maya. I risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista Science del 9 novembre. I Maya hanno creato calendari, realizzato magnifiche opere d’arte e d’architettura, ed hanno intrapreso intensi scambi commerciali con tutto il Centro America: incredibili artigiani, abili agricoltori statisti e guerrieri, nel giro di circa 80 anni, una società dotata di un’elevata organizzazione a livello statale e particolarmente evoluta culturalmente, è caduta completamente a pezzi.

Per quale motivo? Per rispondere a tale domanda, lo studio ha attinto al vasto database denominato Hieroglyphic Database Project, gestito dal direttore dell’UC Davis Native American Language Center e dal linguista Martha Macri, una specialista in geroglifici Maya, che si è occupata del monitoraggio dei monumenti in pietra per quasi 30 anni. “Ognuno di questi monumenti Maya è storia politica”, ha detto Macri. Su ciascuno è incisa la data di costruzione così come le date degli eventi più significativi – ad esempio il compleanno di un governante o la sua ascesa al potere - di alcuni morti e sepolture e delle battaglie più importanti. Vere e proprie narrazioni, resoconti dettagliati scolpiti nella pietra dei monumenti delle città Maya. Tuttavia, in tali “documenti ”, preziose testimonianze sopravvissute nei millenni, non viene mai fatta menzione di eventi climatici, quali tempeste, siccità o riferimenti a raccolti (ad esempio un calo della produttività agricola o una coltura particolarmente redditizia…).

Attraverso lo studio di una stalagmite, in una grotta in Belize a meno di 1 km dal sito Maya di Uxbenka e circa a 18 miglia da tre altri centri importanti, ha invece permesso al team di ricerca di ottenere informazioni della massima importanza. Attraverso gli isotopi di ossigeno, gli scienziati hanno infatti potuto stabilire i livelli di pioggia nel corso degli ultimi 2.000 anni: durante il primo periodo della civiltà classica Maya, nella regione si sarebbero verificate precipitazioni decisamente abbondanti, fattore che avrebbe contribuito all’espansione della civiltà.

I periodi di elevata e crescente piovosità hanno coinciso con un aumento della popolazione e dei centri politici tra il 300 e il 660 dC. Una inversione di tendenza del clima (più secco) generò, nel complesso, una maggiore instabilità socio-politica e il periodo di siccità forte e prolungata registrato tra il 1020 e il 1100 dC, si tradusse in cattivi raccolti, morte, carestie, migrazioni e, in ultima analisi, nel tramonto della popolazione Maya. A lungo si è ipotizzato che gli eventi atmosferici avessero giocato un ruolo fondamentale in seno alla società Maya, causando notevoli fermenti politici ed esponendo la popolazione a carestie e malattie. Ora sembra certo che il clima abbia giocato un ruolo da protagonista nell’arco di tutta la storia dei Maya, dagli albori al declino. Vi sono prove concrete e tangibili di tale correlazione.

Il destino dei Maya, la cui élite politica Maya era probabilmente abbastanza fiduciosa dei propri successi, sembrerebbe un monito su quanto anche le nostre strutture politiche e economiche possano essere fragili e su quanto il destino delle civiltà possa essere connesso a eventi climatici non dipendenti dalla nostra volontà.

Co-autori principali dello studio sono Douglas Kennett della Pennsylvania State University e Sebastian Breitenbach di Eidgenössische Technische Hochschule in Svizzera. La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation, dal Consiglio europeo della ricerca e dalla fondazione Alphawood.

 

FONTE GAIANEWS

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