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”Il problema delle attivita’ di spionaggio della Nsa rende indispensabile che il governo accerti, con tutti gli strumenti utili, se la raccolta, l’utilizzo e la conservazione di informazioni relative alle comunicazioni telefoniche e telematiche abbia coinvolto anche i cittadini italiani”. E’ quanto scrive il Garante della privacy, Antonello Soro, in una lettera al premier Enrico Letta, per spingerlo a chiarire – dopo i fatti francesi – se anche l’Italia e gli italiani sono stati spiati da Nsa.
LO SCANDALO NEL MONDO – Lo scoppio del NSAgate ha scosso la quiete delle grandi democrazie occidentali, dove i parlamenti si sono mobilitati sul tema e più di un governo è andato in pesante imbarazzo.
UN MONDO DIVERSO - Quando dal giugno scorso Edward Snowden si è presentato al mondo da un albergo di Hong Kong, le sue rivelazioni hanno messo in imbarazzo molti governi, su tutti quello americano, che è stato chiamato a giustificare l’estesissima attività di spionaggio ai danni dei propri cittadini, ma anche a quelli di governi ostili come di quelli alleati. Sul versante interno il problema per l’amministazione Obama è stato quello di tenere la linea per la quale non si tratterebbe di uno spionaggio sistematico, ma di attività “legali” e condotte con le opportune cautele e grande misura per evitare d’infrangere la privacy dei cittani americani, protetta dalle leggi del paese che pongono limiti invalicabili persino all’applicazione del Patriot Act, che ha dato alle agenzie statunitensi grande libertà di manovra in nome della sicurezza nazionale.
E IL COPASIR CHE FA? - ”No, assolutamente”. Cosi’ Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, risponde alla domanda se i servizi italiani fossero a conoscenza della raccolta di dati messa in atto da parte della NSA. Intervenuto ad Effetto Giorno, Le notizie in 60 Minuti, su Radio 24 Stucchi racconta degli incontri avvenuti qualche settimana fa con i rappresentanti delle agenzie americane: ”In tutti gli incontri abbiamo avuto la conferma che il Governo non sapeva del programma Prism. Quindi dire che i nostri servizi sapevano, quando non lo sapeva nemmeno il Governo non e’ corretto. Fava ha dato una sua interpretazione. Nella sede dell’NSA ci hanno detto che raccoglievano informazioni sui dati di traffico, ma nessuno in Italia, cioe’ i Governi Prodi, Berlusconi, Monti e per pochi mesi Letta e quindi nemmeno i servizi, e’ stato messo al corrente di quello che stavamo facendo”
INDAGHEREMO - Stucchi prosegue raccontando a Radio 24 che ”e’ stato escluso che intercettazioni a strascico fatte col programma Prism potessero aver riguardato in modo indiscriminato cittadini italiani, perche’ ci e’ stato detto che ci sono filtri e accorgimenti per evitare che questo avvenga quando ci sono Paesi coi quali ci sono vincoli di amicizia. Al Governo chiediamo di chiarire se effettivamente l’informazione che e’ stata trasmessa e’ un’informazione veritiera per quanto riguarda i nostri concittadini, questo dubbio e’ un dubbio piu’ che legittimo”. Infine sul ruolo di Snowden: ”All’interno delle stessa agenzie c’erano forti dubbi sulla veridicita’ delle sue rivelazioni. Ritengo che sia giusto affidarci ai canali ufficiali per avere le informazioni”. Quindi le rivelazioni di Snowden potrebbero essere false? ”Questa e’ una delle informazioni trasmesse. Oppure potrebbero essere amplificate o potrebbero essere anche modificate” (Fonti: Agi, Ansa, Giornalettismo)