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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Papa Benedetto XVI: un arresto inventato.

Il nostro attuale e fuggente Papa, dopo pochi giorni dalla divulgazione delle sue dimissioni e del suo motivo che lo spingono a lasciare il suo più alto potere ecclesiastico, sta subendo un attacco informatico, degno di un film.

Le noti seguenti hanno dato scompiglio e dubbio in tutto il mondo web( e parliamo infatti, solo del mondo web):


“Joseph Ratzinger è stato costretto ad annunciare le sue dimissioni senza precedenti storici (o quasi…) dalla carica di Papa a causa di un’imminente azione dei Governi europei, che hanno spiccato un mandato di arresto contro Ratzinger e, entro Pasqua, emetteranno un lien commerciale (diritto ipotecario) pubblico sulla proprietà del Vaticano.

L’Ufficio centrale dell’ITCCS – International Tribunal into Crimes of Church and State di Bruxelles è stato costretto, dall’improvvisa abdicazione di Benedetto XVI''.

Il Diritto Naturale non sembra una legittimazione giuridica sufficiente ad un arresto internazionale e, infatti, il Tribunale, di cui non vi è nemmeno traccia su Wikipedia (dove anche io potrei scrivere un’autobiografia di me stesso in versione robot che spara laser dagli occhi), oltre che su ogni sorta di manuale di Diritto, vanta un accordo d’arresto proprio con “la nazione della Santa Sede”, che non gode di soggettività internazionale, in quanto riferito alla Sede Centrale della Chiesa Cattolica Romana, come invece godrebbe la più corretta definizione di “Città del Vaticano”.

Ecco la serie conclamata della sua condanna e seguente manovra contro la sua persona:

1. Venerdì 1 febbraio 2013, sulla base delle prove fornite dalla nostra affiliata Corte di Giustizia Common Law (itccs.org), il nostro ufficio ha concluso un accordo con i rappresentanti di una non specificata nazione europea e dei suoi giudici, a garanzia di un mandato di arresto contro Joseph Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI, per crimini contro l’umanità ed associazione a deliquere.

2. Questo mandato d’arresto sarà consegnato all’ufficio della Santa Sede di Roma il giorno venerdì 15 febbraio 2013. La suddetta nazione non specificata ha concesso il permesso di trattenere Ratzinger, come criminale sospettato, all’interno del territorio sovrano della Città del Vaticano.

3. Lunedì 4 febbraio 2013, detta nazione ha consegnato una nota diplomatica nelle mani del Segretario di Stato Vaticano, card. Tarcisio Bertone, informandolo dell’imminente mandato di arresto e invitando il suo ufficio a farlo rispettare. Nè il card. Bertone nè il suo ufficio hanno fornito alcun riscontro immediato a questa nota, tuttavia, solo sei giorni più tardi, papa Benedetto si è dimesso.

4. L’accordo tra il nostro Tribunale e i tribunali della nazione in parola, comprende come seconda disposizione, quella di emettere un lien commerciale (diritto ipotecario) sopra la proprietà e la ricchezza della Chiesa Cattolica Romana con effetto a partire dalla domenica di Pasqua, 31 marzo 2013. Questo lien sarà accompagnato a livello globale dalla pubblica Campagna Pasquale di Rivendicazione (“Easter Reclamation Campaign”, n.d.t.), in base alla quale le proprietà della Chiesa Cattolica saranno occupate e rivendicati dai cittadini come beni pubblici ed incamerate ai sensi del Diritto Internazionale e dello Statuto di Roma dellaCorte Penale Internazionale.

5. È decisione del nostro Tribunale e del governo della nazione in parola, quella di procedere all’arresto di Joseph Ratzinger e alla sua rimozione dall’incarico di Pontefice Romano, con l’accusa di crimini contro l’umanità e associazione a delinquere.

6. È altresi nostra nuova decisione quella di procedere come previsto anche all’incriminazione e all’arresto del pontefice successore di Joseph Ratzinger, secondo le stesse accuse, e di imporre il lien commerciale e laCampagna Pasquale di Rivendicazione contro la Chiesa cattolica romana.

In chiusura, il nostro Tribunale riconosce che, a causa della complicità di Papa Benedetto XVI nelle attività criminali della Banca Vaticana IOR, quest’ultimo è stato persuaso alle dimissioni dai più alti funzionari del Vaticano. Secondo le nostre fonti, è stato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone a costringere Joseph Ratzinger rimettere immediatamente il suo incarico, in risposta diretta alla nota diplomatica relativa al mandato d’arresto a lui notificata il 4 febbraio 2013 da parte del governo della suddetta nazione.

Facciamo appello a tutti i cittadini e ai governi affinchè supportino i nostri sforzi per demolire legalmente e direttamente la corporation Vaticana ed arrestare i principali ufficiali e membri del clero complici in crimini contro l’umanità e nella cospirazione criminale in corso per proteggere ed insabbiare la tortura e il traffico di bambini.

Questa settimana, il nostro ufficiò pubblicherà ulteriori bollettini di aggiornamento sugli eventi dellaCampagna Pasquale di Rivendicazione.


Bollettino pubblicato il 13 febbraio 2013
ore 12:00 GMT (13:00 italiane)
dall’Ufficio Centrale di Bruxelles

Hearthaware

Fonte: http://itccs.org

Già pochi anni fa, il Papa era stato preso di mira sul web, in base al suo saluto nazista:

Fortunatamente, ci sono le pecore nere e le pecore bianche, le quali hanno provveduto a diramare le foto ufficiali per ridare la giusta direzione a chi aveva mal interpretato il ''saluto nazista''. Utilizzando un programma semplice di foto che -ritaglia- le foto, il risultato era proprio aberrante.

Tra le tante voci e supposizioni che hanno circondato le clamorose dimissioni papali si è letto di tutto, ma che il Papa sia dimesso per schivare un mandato d’ arresto, spogliandosi così dell’ immunità che gli spetta come capo di stato del Vaticano è davvero incredibile. Questo è il mondo web...attenzione, sempre.

 

 

 

 

 

 

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