NAPOLI - "Riteniamo quantomeno azzardato - denunciano il commissario campano dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dell' area flegrea del Sole che ride Giuseppe Martusciello - aver autorizzato da parte del Comune di Napoli le trivellazioni fino a 3800 metri di profondità sui terreni di Bagnoli Futura per studiare il super vulcano dei Campi Flegrei considerato tra i più pericolosi al mondo.
Dice un famoso detto che sembra calzare molto bene in questo caso: NON STUZZICARE IL CAN CHE DORME.Certamente una azione geologica e scientifica che regalerebbe momenti di vivo interesse per ogni appassionato in materia, ma...fino a che punto si puo' importunare un vulcano?
Duemila anni fa il Vesuvio distrusse Pompei. Oggi, un supervulcano più grande e molto più mortale si nasconde dalla parte opposta di Napoli, nei Campi Flegrei. Se eruttasse, distruggerebbe la vita in tutta l’Europa. Ma gli scienziati britannici si stano scontrando con quelli italiani per il diritto di infilarvi delle aste di perforazione. Tutto è iniziato con uno sciame di mille piccoli terremoti che hanno fatto ondeggiare la terra sotto ai marciapiedi di Napoli.I Campi Flegrei, dove si trova il "supervulcano", si trovano a nord ovest del capoluogo campano. Il significato greco del nome vuol dire proprio "campi che bruciano": questo perché sin dall'antichità soggetti a fenomeni vulcanici. Secondo la mitologia greca, sotto questo terreno viveva il dio del fuoco.
Una ricerca, finanziata per milioni di euro, che non esclude, secondo molti scienziati di fama internazionale, grandi rischi di arrivare al magma, scatenare fuoriuscite di gas o peggio ancora generare terremoti in una delle zone più densamente abitate al mondo.
Addirittura, una eruzione di questo supervulcano potrebbe distruggere l'intera Europa. In soldoni, il supervulcano partenopeo avrebbe una potenza di duecento volte superiore a quella del vulcano islandese Eyjafjallajökull che tanti problemi procurò all'intera Europa l'anno scorso (Osservatorio nazionale di geofisica e vulcanologia).
Senza contare che non esiste ad oggi da parte della Protezione Civile nazionale un piano di fuga ed evacuazione dell' area. Tutto ciò mentre è appena avvenuto un gravissimo e drammatico terremoto in Emilia Romagna con diverse vittime, ennesima dimostrazione di come è altemente instabile il territorio italiano. Chiediamo quindi all' amministrazione comunale di realizzare ulteriori approfondimenti ottenendo quantomeno un parere positivo ed una assunzione di responsabilità della Protezione Civile Nazionale e rassicurazoni da soggetti terzi per i residenti dell' area".L'intera Europa ne subirebbe le conseguenze: coperta dalle nuvole di cenere, per il nostro continente si aprirebbe un'era di inverno perpetuo. Un team composto di studiosi e ricercatori inglesi sta lavorando sul posto per capire quante siano le possibilità che questa eruzione mostruosa possa davvero accadere.
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Il Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei ha organizzato una pubblica assemblea denominata "Valutazioni sulla pericolosità delle perforazioni a Bagnoli nella caldera attiva dei Campi Flegrei" che si terrà lunedì 21 maggio alle ore 17 presso il Trinity Point di Viale Campi Flegrei nei pressi della stazione della metropolitana.
Come si legge nel comunicato rilasciato dal comitato, "essendo prevista una perforazione profonda all'interno di Bagnoli Futura da estendere poi nel golfo di Pozzuoli e considerato che la trivellazione dovrà essere effettuata in una zona destinata a Parco Pubblico e ad alta densità abitativa in assenza di piani nazionali per rischi sismici, industriali e ambientali sono stati invitati a relazionare sull'argomento Professori Universitari e Ricercatori esperti del settore che potranno spiegare i potenziali rischi legati ad un attività del genere".
È da notare come nel biennio 1982-84 siano stati rilevati circa 10.000 terremoti, qualche centinaio avvertiti anche dalla popolazione. Per il professor Chris Kilburn, dell'università di Londra, da circa vent'anni residente a Napoli, questo fenomeno potrebbe durare ancora una sessantina d'anni,nel corso dei quali si potrebbe approfittare per studiare in modo esaustivo le possibilità di una futura esplosione dir magmatica. Come? Perforando il terreno e procedendo con gli studi sotterranei. Ma non tutti sono d'accordo: perforare una tale zona magmatica potrebbe risvegliare il "mostro" prima del tempo. Il sindaco Rosa Russo Jervolino ha deciso per il momento di fermare ogni studio e convocare un meeting per decidere quale possa essere la soluzione migliore.
Relazioneranno il Prof. Benedetto De Vivo ordinario di geochimica all'Università "Federico II", Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo dell'Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia, ed il Prof. Franco Ortolani ordinario di geologia all' Università "Federico II".