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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Previsione di una catastrofe imminente: è possibile prevedere un evento catastrofico?

I miei interessi a riguardo, da anni mi hanno portato a notare e determinare diverse analogie che riguardano fenomeni estremi climatici e su come possano influire anticipatamente su alcuni esseri umani: possiamo prevedere degli eventi importanti? Possiamo prevedere determinate catastrofi e prevederle, permettendo con un minimo anticipo una corsa contro il tempo per salavare delle vite inconsapevoli di quanto può accadere meteoroligicamente? Direi proprio di si. Ci sono persone in questo mondo che possono ''vedere'' o percepire direttamente i fenomeni estremi.

A riguardo, voglio una volta tanto espormi e rivelare a tutti voi, delle mie sensazioni interne che in taluni casi sono stati fin troppo espliciti a riguardo di catastrofi che sono accadute.

Terremoto di Sumatra:

pochi giorni prima dell' evento sismico che ha scosso una zona dell' Indonesia e molti paesi coinvolti dall Tsunami, ho avuto delle sensazioni molto strane: dapprima avevo sensazioni di angoscia continua, quasi a stati di ansia per motivi futili, sicuramente non legati a quello che la mia vita quotidiana mi creare. Quindi cosa poteva darmi una spiacevole sensazione di angoscia? Il clou si è rivelato il giorni prima della catastrofe: seduto in macchina, inizio metaforicamente parlando, a vedere una pioggia di sangue. La sensazione di angoscia diventa tristezza e sensazione di non poter opporre nessuna resistenza a qualcosa che mi travolgeva, in un continuo di terrore e impotenza. 

sumatra-tsunami

 

Quanto è successo in quella regione del mondo, lo ho collegata come era già successo altre volte, alle mie sensazioni che avevo percepito. A nulla poteva servire una mia forte preoccupazione dinanzi a chi deride tali profetiche teorie. Molti di noi ricorderanno il violentissimo tsunami che il 26 dicembre 2004 ha investito tutto l’Oceano Indiano, seminando morte e distruzione dalle coste africane al sud-est asiatico. La causa di quella catastrofe è stata un terremoto di magnitudo 9.1 con epicentro 160 km a est dell’isola indonesiana di Sumatra, in una zona caratterizzata da un’altissima sismicità. Il bilancio è stato di oltre 200 mila vittime e  di diverse decine di migliaia di dispersi, oltre che di danni ingenti al tessuto economico e sociale delle zone colpite. Un' ecatombe che difficilmente poteva essere arginata, perchè il tempo a disposizione era stato limitatissimo.

Nuovamente in questi giorni, ho avuto sensazioni che potrei definire molto nervose: il mio stato emotivo era molto teso, furioso e a stento governabile.Una furia che voleva esplodere e distruggere tutto e anche in questo caso, attribuito a qualcosa che stava iniziando ad avere un epilogo tragico che abbiamo visto nella nuova tremenda ecatombe nelle Filippine.

  Solo vedendo le apocalittiche immagini, ho avuto la conferma interiore che quanto accaduto, era in linea con quanto ho percepito giorni prima.Questa volta l' allarme era stato lanciato in maniera preventiva ma la forza di un super tifone che muove una massa d' aria ad oltre 300 km/h, era impossibile da fronteggiare.  Il risultato di olre 10mila vittime ne sono la testimonianza.

Tifone Haiyan colpisce le Filippine

 

In casi estremi di clima super distruttivo, le uniche cose su cui si può provare a salvare il salvabile, è proprio la stessa vita.Ma la riflessione ela mia esperienza, mi portano a pensare ancora e a riflettere, a informarmi ancora di più sulle sensazioni e percezioni che possiamo avere per prevedere degli eventi catastrofici. A riguardo, ho trovato molto interessante, delle teorie a riguardo che vorrei farvi vedere:

Per poter esaminare alcuni di questi possibili modelli esplicativi, è utile che sappiate leggere un "diagramma spazio - tempo". Non spaventatevi! Non è poi così difficile da capire. Immaginiamo che voi siate comodamente seduti sulla vostra poltrona preferita che si trova, diciamo, a 2 metri dalla porta alla vostra sinistra e a 3 metri dalla finestra sulla vostra destra. Bene, tracciamo un asse dello spazio e segniamo il punto P (la porta), poi a 2 centimetri sulla destra (2 metri in scala 1 a 100!) segniamo il punto A che rappresenta voi sulla poltrona e ancora a 3 centimetri sulla destra il punto F, cioè la finestra.

Image2.gif (2424 bytes)

Chiaramente questa raffigurazione è insufficiente: non dice, ad esempio, quanto è alta la porta né che avanti a voi c'è un tavolo; in altre parole non tiene conto che lo spazio "vero" ha tre dimensioni e non una, o, in altri termini ancora, stiamo disegnando solo lo spazio a sinistra e a destra, ignorando il davanti/dietro e il sopra/sotto ma questo sarà sufficiente per i nostri scopi).

Ora veniamo all'aspetto tempo. Supponiamo che in questo preciso istante facciate partire il cronometro che avete in mano e aspettiate poi 10 secondi; controllate la Figura 1b:

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Se all'istante zero voi eravate rappresentati dal punto A, dopo 10 secondi siete rappresentati dal punto B (la lunghezza del segmento AB dice, in scala, quanto tempo è passato e anche in che direzione: se un punto sta sopra (più in alto) di un altro, rappresenta un evento che è futuro, avviene dopo, rispetto all'evento rappresentato dal punto che sta sotto (e viceversa, ovviamente). Notate che nel diagramma spazio - tempo non si può restare fermi: in effetti voi, seduti sulla poltrona per 10 secondi siete stati sì fermi nello spazio , ma avete viaggiato nel tempo, precisamente vi siete spostati in avanti, verso il futuro, di 10 secondi (1 cm. nella scala usata). Supponiamo inoltre che ora voi vi alziate e camminiate lentamente verso la finestra che raggiungete dopo 15 secondi: bene, spero che vi sarà chiaro che il punto che vi rappresenta ora è C, che si trova esattamente sopra F; l'evento C (in parole: voi alla finestra 25 secondi dopo aver fatto scattare il cronometro) si trova direttamente sopra quindi ha la stessa posizione spaziale dell'evento F (la finestra al momento dello scatto del cronometro stesso) ma è avanti nel tempo di appunto 25 secondi (nella Figura 1b potete ugualmente vedere che C è 3 cm., cioè 3 metri nella realtà, a destra e 1,5 cm., cioè 15 secondi, in alto (nel futuro) rispetto all'evento B - voi in poltrona che state alzandovi -). La linea che congiunge A a B e poi a C si chiama, tecnicamente, linea - universo ( in questo caso è la vostra linea - universo! ); le freccette indicano il verso in cui è percorsa (in questo caso, dal passato al futuro ): notate che il tratto AB, in cui eravate fermi, è verticale ( pendenza zero rispetto alla verticale = velocità zero ), il tratto BC ha invece una certa pendenza rispetto alla verticale che rappresenta la velocità con cui vi siete mossi andando dalla poltrona alla finestra (nella fattispecie, 3 metri in 15 secondi cioè 0,2 metri al  secondo ). E' chiaro che se voi foste andati più velocemente, la pendenza del tratto BC sarebbe aumentata, cioè la retta BC si sarebbe avvicinata di più all'orizzontale. Tuttavia per avere una retta (linea - universo) esattamente orizzontale è necessaria una velocità infinita che, sembra, non può essere raggiunta in natura. Ne segue che eventi simultanei (tipo P, A, F cioè la porta della vostra stanza, voi in poltrona e la finestra nel preciso istante in cui fate scattare il cronometro) non possono essere collegati da nessuna linea - universo e quindi da nessun segnale fisico, neanche dalla luce che, pur essendo velocissima, ha comunque una velocità finita e dunque una linea - universo non orizzontale… detto in altri termini: non è possibile vedere il presente!

Ora che siete diventati esperti in diagrammi spazio - tempo, considerate il seguente:

Image4.gif (3823 bytes)

Il diagramma descrive un processo abbastanza comune nei nostri laboratori, precisamente l'annichilazione di una coppia elettrone - positrone. Vediamo di leggerlo: sulla sinistra in basso c'è la linea - universo   [linea blu] di un elettrone (e-) che avanza nello spazio verso destra e in avanti nel tempo (le freccette sono rivolte verso l'alto); nel punto A (cioè nella posizione S e al tempo T) l'elettrone si scontra con un positrone (e+) che proveniva da destra e avanzava anche lui nel tempo [linea rossa]; le due particelle si distruggono nello scontro producendo un quanto di luce (il fotone g) rappresentato dalla linea - universo tratteggiata nella parte superiore del diagramma [linea verde]. L'elettrone è una delle particelle fondamentali della natura e delle più diffuse (in un vostro dito ce ne sono miliardi di miliardi di miliardi di...); il positrone, che pure è quasi identico all'elettrone, è invece un "animale"' raro nel nostro universo, esso costituisce l'antiparticella dell'elettrone stesso. In realtà, per ogni parte di quella che chiamiamo materia esiste una controparte detta antimateria che ha la stessa "dignità" della materia normale, nel senso che un mondo o un universo fatto di tutta antimateria potrebbe esistere e anzi sarebbe a tutti gli effetti indistinguibile dal nostro; è comunque un bene che dalle nostre parti ce ne sia così poca (di antimateria) perché quando materia e antimateria si incontrano, il risultato è piuttosto..."esplosivo": tutta la massa viene convertita in energia! (pensate che in una esplosione atomica solo una piccola percentuale della massa diviene energia).

Tutto ciò è interessante, ma cosa c'entra con il tempo ed il nostro quesito iniziale? C'entra; anzi, dopo il lungo preambolo, siamo ora in grado di dare la prima delle risposte promesse. In effetti, il processo sopra descritto potrebbe avere un'interpretazione ben diversa: l'elettrone e-giunto in A, cioè nella posizione S al tempo T , emette un fotone g (luce!) e di conseguenza rincula nel tempo viaggiando verso destra dal futuro verso il passato (vedi Figura 2b: notare le freccette verso il basso nella linea - universo dell'elettrone sulla destra di A!  la linea stessa non è più disegnata in rosso in quanto non è la linea-universo di una diversa particella (il positrone di Figura 2a): a destra di A ora abbiamo ancora lo stesso elettrone e quindi la sua linea universo è in effetti la continuazione di quella blu a sinistra solo che va verso il basso, cioè indietro nel tempo).  

 
Image5.gif (3752 bytes)

Questa descrizione non solo è compatibile con le leggi fisiche note, ma, alla luce delle teorie fisiche attuali, è del tutto indistinguibile dalla precedente: in altri termini, possiamo dire che l'antimateria non esiste, ciò che vediamo come antimateria non è altro che materia normale che però viaggia indietro nel tempo (!). Quindi, almeno nel mondo microscopico, i viaggi nel tempo sono, nel senso sopra specificato, una realtà. Almeno in linea di principio: in pratica, la relativa rarità di tali inversioni temporali anche a livello microscopico (ossia, se volete, la scarsezza di antimateria) unitamente alla piccolissima durata di questi viaggi indietro nel tempo, fanno sì che nessuna applicazione "macroscopica" sia finora ipotizzabile.


Una seconda possibilità di vedere il futuro ci è fornita da certe strane particelle denominate tachioni. La parola tachione deriva dal greco; una brutta ma efficace traduzione in italiano suonerebbe come "velocione" o "rapidone" e metterebbe in risalto la caratteristica fondamentale di tale particella: il tachione infatti si muove con velocità maggiore di quella della luce e questo implica strane conseguenze riguardo al tempo. Le caratteristiche osservabili del tempo, così come lo concepiamo in Fisica, sono durata e sequenza.

Ritornando al diagramma in Figura 1b, la durata è data (in scala) dalle lunghezze in verticale delle linee - universo (la lunghezza del segmento AB dice che siete rimasti seduti in poltrona per dieci secondi dallo scatto del cronometro). L'orientamento delle linee-universo (le freccette!) danno invece la sequenza o successione temporale (percorrendo la vostra linea - universo in Figura 1b nel senso indicato dalle frecce, si vede che l'evento A precede l'evento B che a sua volta è seguito da C). Il punto è che finora abbiamo tacitamente ammesso che la scena descritta dal diagramma spazio - tempo in Figura 1b sia stata osservata da qualcuno fermo rispetto alla stanza: come sarebbe descritta la stessa scena da qualcuno che, per esempio, sia su di una astronave in rapido allontanamento dalla terra? Ebbene la Teoria della Relatività e il cosiddetto "paradosso dei gemelli" ci dice che più velocemente viaggia la nave, più corti sembrerebbero,  misurati con un orologio sulla nave!, gli intervalli di tempo: il nostro ipotetico astronauta, viaggiante ad una discreta percentuale della velocità della luce, potrebbe dire che in realtà noi siamo restati seduti solo per un secondo ed abbiamo raggiunto la finestra in un secondo e mezzo; al limite, se la nave potesse (ma non può...) raggiungere la velocità della luce, gli intervalli di tempo tra i vari eventi sarebbero zero, cioè la durata sarebbe completamente annullata.

Ricapitolando, all'aumentare della velocità dell'osservatore (o delle cose osservate) gli intervalli di tempo tra gli eventi diminuisce (cioè mentre sulla  Terra tra A e C sono trascorsi 25 secondi, sulla nave sono trascorsi solo 2.5 secondi: sulla terra si invecchia più rapidamente! - paradosso dei gemelli: se di una coppia di gemelli uno rimanesse sulla terra e uno partisse per un viaggio a velocità prossima a quella della luce, il gemello astronauta al suo ritorno sarebbe più giovane di quello rimasto a casa…). Tuttavia la sequenza degli eventi stessi rimane invariata: l'astronauta vedrebbe pur sempre prima voi seduti far scattare il cronometro, poi vedrebbe voi alzarvi e poi ancora, camminando, raggiungere la finestra. Ma se la nave fosse fatta di tachioni e viaggiasse quindi a velocità superiore a quella della luce, anche la sequenza potrebbe cambiare: il nostro astronauta (anche lui fatto di tachioni!) potrebbe ben vedere la stessa scena così: ecco, voi siete vicini alla finestra [Figura 1b, evento C], quindi camminate lentamente all'indietro e vi sedete in poltrona [B] e poi, dopo un pò di tempo, fate fermare (!) il cronometro (A). Ovviamente a questo punto vi starete domandando: perché non è in vendita un qualche aggeggio (telescopio, televisione...] a tachioni per poter sbirciare la schedina vincente della prossima settimana? Certo lo vorrei anch'io, ma sfortunatamente finora nessuno ha mai trovato un tachione! Sto dicendo che i tachioni sono oggetti possibili secondo le nostre teorie fisiche e, se esistessero, si comporterebbero necessariamente come sopra descritto: epperò, benché essi siano ricercati con varie tecniche da molti anni in molti laboratori di molti paesi, a tutt'oggi la ricerca, la caccia, è stata infruttuosa. Tuttavia la storia e l'esperienza ci hanno insegnato che gli oggetti previsti dalle teorie prima o poi vengono trovati anche sperimentalmente: a.e. il positrone (l'elettrone che viaggia indietro nel tempo!) previsto dal fisico teorico P.M. Dirac fu trovato sperimentalmente solo due anni dopo la previsione, mentre per il neutrino, un'altra affascinante ed elusiva particella, prevista teoricamente negli anni '30, sono stati necessari quasi trenta anni di infruttuosi tentativi prima di poter aver la conferma sperimentale della sua esistenza. Sembra proprio quindi che ciò che può esistere, alla fine effettivamente esista: quindi, anche se non abbiamo ancora strumenti che interagiscano con i tachioni, se i tachioni esistono, potremmo ben avere tali strumenti in un futuro più o meno prossimo. Secondo la fisica attuale, c'è ancora almeno un'altra possibilità di vedere il futuro .(fonte)

 

 

 

E' possibile quindi predire il futuro. A dirlo non è un manipolo di chiaroveggenti e fattucchiere, ma un gruppo di scienziati della Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York, in un articolo intitolato 'Feeling The Future', che verrà pubblicato prossimamente sul Journal of Personality and Social Psychology

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Si tratta del primo studio scientifico sui fenomeni paranormali ad aver avuto un netto riscontro in ambito empirico. Insomma, la parapsicologia del "me lo sentivo" o "sapevo che sarebbe successo", viene accolta per la prima volta sulle pagine della più nota rivista di psicologia dell'American Psychological Association

 

Ciò che dunque fino a ieri era stato bollato dalla scienza come un insieme di pure suggestioni, trova oggi il suo (lontano) perchè in un lunghissimo studio (otto anni di indagini) condotto dal professor Daryl Bem, il quale, secondo quanto si apprende, pare abbia raccolto una "massa critica di dati" sufficiente a contrastare le obiezioni dei revisori che avrebbero passato al setaccio il suo lavoro.

Il fattore 'psi'. Il termine chiave con cui psicologi e altri studiosi si riferiscono a fenomeni inspiegabili è il fattore 'psi'. Con questa lettera greca "vengono indicati tutti quei processi anomali di trasferimento di energie e informazioni che non hanno una spiegazione fisica o biologica". Tra questi, la telepatia, la chiaroveggenza, la psicocinesi (ovvero l'influenza apparente di pensieri e intenzioni su processi reali indipendenti), la precognizione e la premonizione di eventi futuri.

Fenomeni a cui la stragrande maggioranza del mondo accademico, tuttavia, non crede affatto. Anche se la fama e la notorietà dello psicologo statunitense (stimato a livello internazionale per i suoi lavori sulla percezione del sé, ndr) sembra aver lasciato attoniti anche i più ferventi oppositori.

Prevedere il futuro. Per riuscire a dimostrare l'esistenza di una 'specie di relazione' tra eventi che devono ancora accadere e le decisioni che prendiamo nella vita quotidiana, lo psicologo ha esaminato oltre mille studenti, sottoponendoli a nove esperimenti. A rendere nuovo l'approccio, l'idea di prendere in considerazione fenomeni comuni, invertendone però l'ordine logico-temporale.

 

In altre parole, ciò che di solito viene interpretato come la causa di un comportamento, nei test di Bem è stato mostrato o raccontato solo dopo il verificarsi dell'evento stesso. I risultati - considerati statisticamente rilevanti in otto casi su nove - hanno mostrato che i processi analizzati "funzionano anche se la causa arriva dopo la scelta, come se le nostre azioni - spiega il docente nel suo articolo -fossero il frutto di qualcosa che deve ancora avvenire".Sperimentare la premonizione. In uno di questi esperimenti, ad esempio, Bem ha testato un fenomeno psicologico studiato a lungo: il priming affettivo. Nello scenario classico una persona, dopo aver osservato un parola su uno schermo, deve giudicare nel più breve tempo possibile se un'immagine è piacevole o meno. E' stato notato che se la parola che precede l'immagine ha un significato inverso rispetto alla figura (ad esempio, l'aggettivo 'brutto' e un disegno piacevole) le persone impiegano più tempo a rispondere.

Il ricercatore americano ha dunque invertito la prassi dell'esperimento: i partecipanti vedevano l'immagine e dovevano esprimere un giudizio prima di leggere. Così, stranamente, anche in questo caso, quando la parola aveva un significato opposto, i soggetti impiegavano più tempo ad esprimere un giudizio. Allo stesso modo, Bem ha anche testato altri effetti psicologici come l'attrazione verso cose piacevoli, l'istinto ad allontanarsi dai pericoli, la facilità con cui si richiamano parole e oggetti già visti: in tutti i casi ha invertito l'ordine temporale, ottenendo sempre la conferma della retroattività della causa.(fonte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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