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Il prolungarsi della recessione economica e l`incertezza sulle prospettive di ripresa della domanda interna «confermano la validità delle indicazioni fornite agli istituti dalla Banca d' Italia lo scorso anno e richiedono anzi un ulteriore sforzo alle banche, chiamate ora anche a rafforzare i presidi a fronte del deterioramento della qualità delle attività detenute».L'economia italiana sta toccando il fondo della dura recessione, la seconda in cinque anni. Si delineano i presupposti di un rimbalzo che può dare avvio alla ripresa. Lo segnala il report Congiuntura flash, analisi mensile del Centro studi di Confindustria.
La sfiducia ha infatti compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali: gli acquisti di beni durevoli sono scesi molto più del reddito reale disponibile, gli investimenti sono ai minimi storici in rapporto al Pil e le scorte sono bassissime.
È quanto scrive Via Nazionale in una comunicazione alle banche del 13 marzo. «È quindi in primo luogo necessario che le banche adeguino le rettifiche di valore complessive sui crediti all`evoluzione presente e prospettica del contesto economico», sottolinea la Banca d' Italia, allo stesso tempo «devono proseguire gli sforzi intrapresi per accrescere la capacità di autofinanziamento: in particolare, in linea con le azioni di contenimento dei costi operativi e per il personale, le scelte in materia di remunerazione e le politiche di distribuzione dei dividendi devono contribuire al perseguimento di questo obiettivo». La Banca d' Italia si attende quindi che «i competenti organi sociali delle banche, nel definire le politiche di bilancio relative all`esercizio appena concluso, si attengano alle indicazioni fornite, allineando le previsioni di perdita all`accresciuta rischiosità degli attivi e contenendo la quota variabile delle remunerazioni e la distribuzione degli utili».
L’Italia rischia l’avvitamento se non riesce a far ripartire la crescita. “In un periodo di tempo breve e con l’urgenza di corrispondere alle richieste dell’Europa – ha spiegato Giampaolino – i margini limitati di riqualificazione della spesa pubblica hanno reso necessario, dunque, un ricorso ad aumenti del prelievo tributario, forzando una pressione fiscale gia’ fuori linea nel confronto europeo e favorendo le condizioni per ulteriori effetti recessivi; la pur comprovata maggiore efficacia delle misure di contenimento della spesa pubblica non ha, inoltre, consentito, in presenza di un profilo di flessione del prodotto, la riduzione dell’incidenza delle spese totali sul Pil, che resta al di sopra dei livelli pre-crisi”.
«A fronte del perdurare della crisi e delle ancora incerte prospettive di ripresa economica - ribadisce Via Nazionale - appare necessario pervenire a un livello di rettifiche di valore complessive sulle attività finanziarie coerente con l`evoluzione attuale e prospettica della rischiosità degli attivi. È quindi indispensabile l`adozione di criteri di prudenza per la valutazione della recuperabilità dei crediti anomali, tenendo conto, in particolare, delle valutazioni di perdita sulle specifiche posizioni analizzate nell`ambito degli accertamenti ispettivi di vigilanza». La prudenza che la Banca d` Italia richiede nella valutazione dei crediti «rappresenta un fattore di salvaguardia dell`integrità del capitale delle banche e concorre ad accrescere la fiducia dei mercati verso di esse: analisti e investitori chiedono che i dati di bilancio riflettano l`effettiva qualità delle attività degli intermediari e forniscano indicazioni affidabili sui rischi in essere». In prospettiva, conclude Via Nazionale, «la correttezza delle classificazioni aziendali relative alle partite anomale e la congruità delle rettifiche di valore continueranno a formare oggetto di attento scrutinio da parte della Banca d' Italia, che si riserva di adottare gli interventi di vigilanza ritenuti opportuni».
Tra gli emergenti, la Cina è ripartita; gli altri seguiranno. In Usa, grazie alla potente azione della Fed e ai coraggiosi deficit pubblici, è risorta l'edilizia residenziale, nei prezzi e nei volumi, e questo sosterrà fiducia e spesa dei consumatori; il manifatturiero riguadagna peso nel tirare lo sviluppo. Il mero annuncio della nuova politica economica in Giappone ha provocato scaramucce valutarie, con movimenti anche del 20% di alcuni tassi di cambio; fin qui l'unica vera vittima è la Corea e l'Area euro inizia a subire danni collaterali ingenti; urge più coordinamento. Le materie prime, specie il petrolio, fiutano il riavvio mondiale.