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Il Consiglio dei Ministri ha varato la stesura definitiva della riforma Fornero che dovrebbe, nelle intenzioni del governo, cambiare radicalmente il mercato del lavoro in Italia. In una nota della Presidenza del Consiglio si legge, “Il disegno di legge è il frutto del confronto con le parti sociali. Ne emerge una proposta articolata che, una volta a regime, introdurrà cambiamenti importanti”.
Le reazioni alla riforma ed alla possibilità di modificarla, grazie alla scelta fatta dal governo di utilizzare la forma del disegno di legge, sono state molteplici. Ad indicare questa strada è stato per primo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha anche puntato il dito verso quello che reputa il problema principale da analizzare in questa situazione, “Il problema più drammatico sono le crisi aziendali, le aziende che chiudono, i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro non attraverso l'articolo 18 ma per il crollo di determinate attività produttive”.
Napolitano ha espresso ottimismo sull’iter parlamentare della riforma perché si tratta di un provvedimento che non era più procrastinabile. Anche la Cisl e la Uil hanno espresso soddisfazione per la scelta della forma del disegno di legge che permetterà una lunga discussione parlamentare che dovrebbe comunque concludersi prima dell’estate. Bonanni ha dichiarato, “Avremo tutto il tempo per affrontare il problema. Faremo un'azione di lobbying sul Parlamento perché si trovino soluzioni più vantaggiose per i lavoratori”.
Tra i partiti, per motivi diversi, non si respira grande soddisfazione per questa scelta del governo di puntare sul disegno di legge. Il Pdl avrebbe preferito un decreto legge con annessa fiducia e teme stravolgimenti al senso della riforma da parte dei partiti che spalleggiano la Cgil.
La Lega Nord e l’Idv contrastano a prescindere le proposte del governo e la riforma del lavoro non fa eccezione. Sia Bossi che Di Pietro hanno avuto parole molto dure nei confronti della riforma ed entrambi hanno evocato la lotta di piazza e le elezioni il prima possibile.
Vendola e Bonelli invitano il Partito Democratico a riconsiderare le alleanze di governo e cominciare a pensare alle elezioni per costruire una reale alternativa democratica all’interno del paese.
Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha ribadito quali sono i punti base sui quali il partito si batterà in Parlamento, “Non si può concepire che per i licenziamenti economici ci sia solo la monetizzazione, è il punto base altrimenti entriamo in un film che non è nostro, non è europeo ma americano. Tutto il mondo dice che le cose funzionano meglio in Germania, quali mercati possono obiettare se anche noi adottiamo il modello tedesco sull'articolo 18?”. Bersani ha chiuso dicendo che a prescindere dall’andamento della discussione parlamentare c’è una sola certezza, quando si dovrà decidere il Pd sarà dalla parte dei lavoratori. Ci attende una primavera molto calda.