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Il nuovo caso di feriti da sigaretta elettronica arriva dall' altro capo del mondo: Tom Holloway, un57enne di Niceville, veterano del Vietnam,ha avuto come tantissimi, la voglia di cambiare metodo per fumare, magari per non essere più in pericolo come lo è sempre stato dalla sigaretta: così ha puntato sulla tecnologia degli ultimi anni ove la sigaretta elettronica ha fatto un gran parlare ed è stata molto apprezzata per le sue caratteristiche. Un grosso particolare che lo contraddistingue dagli altri fumatori però colpisce nel senso della parola: per un difetto della batteria al litio, la sigaretta gli è esplosa in bocca, facendo saltare tutti i denti e parte della lingua. A chi chiedi i danni? Mettetevi in coda, non è finita qui.
Luca Rossi, 25 anni, non abita in Florida, ma in centro a Genova. Gli è capitata la stessa cosa, ma le conseguenze non sono state così gravi. Era a casa e stava caricando il liquido da "svapare". Il serbatoio (chiamato atomizzatore) è saltato in aria e la nicotina, che è un veleno, gli è schizzata negli occhi. Non ci vedeva più per il bruciore. È stato medicato al pronto soccorso del Galliera ed finito tutto bene: è stato dimesso con una prognosi di una decina di giorni per una forte irritazione.e Luca non si conoscono, vivono a migliaia di chilometri di distanza, ma hanno avuto lo stesso destino: sono le prime "vittime" dell'e-cigarette "taroccate". Tutti e due hanno comprato prodotti non conformi, fuorilegge, come quelli sottoposti a sequestro dai carabinieri del Nas, che nei giorni di Natale hanno scoperto che il mercato del contraffatto oltre che su borse e cinture, ha allungato le mani su un business milionario, le sigarette elettroniche appunto.Le verifiche sono state disposte in seguito al programma di controllo voluto dal ministero della Sanità, proprio per evitare danni alla salute pubblica. "Il primo consiglio che mi sento di dare a chi le vuole utilizzare spiega Paolo Cremonesi, primario del pronto soccorso del Galliera, dove pochi giorni fa è stato curato il ragazzo - è di acquistare un prodotto certificato Ce, che abbia all'interno della confezione il "bugiardino" che spiega come si utilizza, ed è fondamentale rispettare le norme di manutenzione del costruttore". Una sigaretta elettronica è invece esplosa in faccia a un informatico di Torino, ferito in modo lieve a un occhio, che la stava fumando. La vicenda, resa nota soltanto oggi, è stata denunciata domenica scorsa. I carabinieri del Nas hanno sequestrato i frammenti della sigaretta esplosa e si sono recati nel negozio che l'aveva venduta ritirando tutti i prodotti simili, di fabbricazione cinese. Gli atti sono stati trasmessi al pm Raffaele Guariniello, che ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.
Il caso di Luca è il primo che sia mai capitato a Genova. Le sigarette elettroniche hanno avuto un vero e proprio boom in questi ultimi mesi. La letteratura scientifica è povera sugli effetti a mediobreve termine dell'e-cigarette, ce ne sono di tanti tipi e ogni casa produttrice sforna novità su novità per gli appassionati. "Non è giusto demonizzarla va avanti Cremonesi - , è sicuramente un aiuto per smettere di fumare".
C'è chi non riesce di colpo a tagliare con le sigaretta analogica, che non è altro che la comune sigaretta che brucia, puzza e fa male. "Per questo l'elettronica può essere un salvagente perché consente di mantenere la gestualità, di vedere la nuvoletta. È psicologicamente importante per chi ha il vizio, soprattutto per chi è un vecchio fumatore accanito, perché così può scaricare meglio la tensione". Non da poco è l'aspetto legato al fatto che si inala solo vapore.
Questa volta un dispositivo è scoppiato a Rovereto (Trento): era stato messo in carica nell’accendisigari di un’autovettura quando si è verificata l’esplosione. Frammenti e nicotina liquida hanno investito la proprietaria della sigaretta elettronica che ha subito dei lievi danni. L’incidente è arrivato sulla scrivania del pm di Torino Raffaele Guariniello che da tempo ha un fascicolo aperto sul fumo elettronico. Il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati il titolare della ditta importatrice, con sede nel capoluogo piemontese. Sembra che la marca di quest’ultimo dispositivo e di quello esploso a febbraio a Torino sia la stessa. Per capire come sia stata possibile l’esplosione delle due sigarette il pm ha affidato una consulenza tecnica a un ingegnere del Politecnico di Torino. A Genova sono stati sequestrati dai Nas in questi giorni più di 3000 kit per sigarette elettroniche fuori norma. Almeno una evidentemente è sfuggita ai controlli ed è arrivata nelle mani dello sfortunato aspirante non-fumatore. Forse la sicurezza e le nuove possibilità per i fumatori sono ridotte alla fortuna di non essere i prossimi feriti delle sigarette elettroniche...o forse sono delle armi involontarie? Ci sono diverse ipotesi e diverse ragioni sulla quale, il mio consiglio è quello di stare molto attenti a quello che mettete in bocca; ricordiamoci che per evitare conseguenze penali, sul vostro pacchetto di sigarette leggete che il fumo provoca il cancro e che fa gravemente male alla salute. La salute è vostra ma se state male, è sempre colpa vostra, non di chi vi vende le sigarette o affini...la colpa è sempre di qualcun altro.