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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Siti clonati e pishing: il sito ''SEGNIDALCIELO'' nel mirino degli hacker

Da pochissimo tempo, il sito che seguo con solerzia che si occupa di avvistamenti ufologici, di discussioni variegate di interessi comuni, è stato fatto oggetto di un attacco hacker composto anche da minacce, con la finalità di eliminarlo, rubargli tutto il possibile e metterlo nel dimenticatoio del mondo web. La domanda che tutti i suoi fan si sono posti, è come sia possibile che una cosa del genere possa succedere: la spiegazionale più semplice è questa. Un hacker clona un sito noto e lo modifica , al fine di rubare i dati personali della vittima. Per farlo invia un’e-mail alla persona presa di mira invitandola a cliccare su un link che apre una pagina del tutto identica a quella della sua banca, dove inserire nome utente e password. La vittima, ignara dell’inganno, inserisce, i dati che, però, non sono inviati all’istituto bancario bensi al criminale, che ha opportunamente inserito nella pagina tarocca un link che li devia verso il suo indirizzo e-mail. Per clonare il sito della banca il pirata si serve di HTTrack che scarica da www.httrack.com/page/2/en/index.html

 

Siti clonati e pishing facile

 

Avviato il tool, clicca su Avanti, e su Add URL specifica l’indirizzo Web da clonare. Dopo aver clonato il sito, modifica con Blocco Note di Windows l’homepage inserendo un proprio link dove inviare i dati d’autenticazione dell’utente. Il criminale copia infine il sito clonato e modificato in un servizio di “hosting” gratuito e il più possibile anonimo, meglio se straniero. Una lista la trova su www.freewebhosts.com. Crea un account di posta elettronica fasullo e invia alla vittima una e-mail con il link alla pagina truffaldina, che invogli a visitarla.

Attualmente a distanza dall' attacco hacker, il sito www.segnidalcielo.it è nuovamente on-line con tutto l' entusiasmo di chi li segue, con l' augurio che spiacevoli situazioni di questo genere siano sempre più eliminate da tutti gli appassionati del mondo web.

Siti clonati da gente per niente rispettosa della vita altrui, colpisce anche i siti di violenza sulle donne:

Su centriantiviolenza.com si invita chiunque a chiedere al governo italiano di tagliare fondi ai centri antiviolenza “per il bene dei bambini”, si scrive che “il femminismo ha portato a un raddoppio degli omicidi di donne”, accompagnando la “notizia” con discutibili sondaggi di opinione. Sullo stesso tenore, o persino più violenti, gli altri siti. Interpellata da Ilfattoquotidiano.it, la polizia postale ha fatto sapere che li esaminerà. Intanto Noviolenzasulledonne.blogspot.com ha stilato le istruzioni per riconoscere i siti falsi: parlano di bigenitorialità e nazifemminismo, negano la violenza sulle donne, evidenziando quella delle donne su uomini e bambini; modificano le statistiche dell’Istat e chiedono costantemente di segnalare pagine vere.

Solo pochi giorni fa la Casa delle donne maltrattate di Milano lanciava un appello a istituzioni e forze dell’ordine: “Aiutare le donne vittime di violenza indirizzandole subito ai centri di ascolto specializzati”. C’era bisogno di ricordarlo? Sì, se ci sono sempre più siti e gruppi Facebook che affermano che i centri di ascolto per donne maltrattate siano luoghi da “evitare in ogni caso”, in quanto covi di “naziste”, “pedofile” e “calunniatrici” che istigano al divorzio per “rubare i bambini ai propri papà”.

  Si chiamano con nomi insospettabili: Centriantiviolenza.com, Femminismo-a-sud.blogspot.com (coniato dal blog Femminismo-a-sud.noblogs.org), Movimentoperlinfanzia.com (clone di Movimentoinfanzia.it), Comunicazionedigenere.com (copia di Comunicazionedigenere.wordpress.com), Noviolenzadonne.blogspot.com (clonato da Noviolenzasulledonne.blogspot.com). E ancora Iodonna.biz, Femminismo.net, Pensieri.femministi.com, Dirittoeminori.com. Altri hanno nomi espliciti, come Nazifemminismo.info e Bollettinodiguerra.it che rimanda però a una pagina di login

Da parte di questi webmaster, non vi è stato il minimo sforzo per adattare i testi, personalizzare i dettagli, utilizzare delle immagini proprie… insomma una forma davvero sfacciata di sfruttamento del lavoro degli altri!

 

 

Il mondo del web è fatto di scambi e di stimoli reciproci: trovare un’idea interessante, una grafica accattivante, dei contenuti a cui ispirarsi fa parte del gioco. Appropriarsi e duplicare il lavoro creativo di un altro sito invece supera i limiti della liceità, secondo standard stabiliti e riconosciuti dalla community.
Google, ad esempio, punisce la duplicazione sfavorendo il posizionamento dei siti identici all’interno del motore di ricerca (e prima di una segnalazione potrebbe essere penalizzato proprio il vostro sito, originale ma più giovane e meno popolare, rispetto ad un dominio più anziano e popolare, che tuttavia ne ha copiato i contenuti).
Procedendo ad una verifica in merito all’originalità dei contenuti invece, Google potrà decidere di trattare il sito “parassita” come Spam, attuando penalizzazioni in misura proporzionale fino all’eventuale rimozione dalle pagine di ricerca (ban).
E’ importante infine ricordare che l’utilizzo delle immagini è sottoposto a licenza: tutte le immagini del nostro sito sono state regolarmente acquistate, mentre è presumibile che quelle presenti nei siti clonati siano state “scippate” senza oneri e permesso, danneggiando sia i proprietari originari, sia chi ha investito parte di un capitale per allestire il proprio spazio web.

Come verificare se il proprio sito è stato clonato o duplicato in alta percentuale? Cosa fare per affrontare il problema?

Esistono indirizzi a cui rivolgersi per controllare se e in quale percentuale il proprio lavoro è stato riprodotto. Vi segnaliamo ad es: Google.it; Copyscape.com; Plagium.com
Se rientrate in questa irritante casistica, ovvero il vostro sito è stato copiato in misura consistente e inaccettabile, potete agire secondo questo iter:

  • scrivere una mail ai coloro che hanno copiato il vostro dominio, rendendo nota la vostra scoperta e chiedendo di modificare il loro sito in tempi brevi: armatevi di pazienza, qualcuno si scuserà e agirà nell’immediato, qualcuno si sentirà in dovere di replicare in modo arrogante e maleducato. Tuttavia negare l’evidenza sarà per loro piuttosto difficile, e nella maggior parte dei casi questo metodo risulterà efficace.
  • nel caso non otteniate una risposta soddisfacente, potrete riempire l’apposito form di Google, il quale procederà entro sei mesi ad una verifica. Se verranno dimostrate le vostre ragioni, il sito segnalato verrà considerato come Spam ed eliminato da Google Research (SERP). Per ottenere la reinclusione nelle pagine di Google, i contenuti duplicati dovranno essere eliminati o completamente riscritti.
  • in ultima istanza, è possibile spedire una richiesta da parte del vostro legale, intraprendendo un percorso decisamente più complesso.

Prima di adottare qualsiasi strategia consigliata, ricordatevi di realizzare una documentazione del sito che avete scoperto: una stampata oppure delle foto digitali.

Inoltre potete contattare le agenzie presso le quali avete acquistato le immagini e segnalare la duplicazione del vostro sito. La mancanza di licenza potrebbe giustamente creare un disagio alla concorrenza sleale.

Infine, ecco alcuni link utili per destreggiarvi in questa esperienza:

Fase di indagine e monitoraggio:
http://www.copyscape.com/
http://www.plagium.com/
http://www.plagiarismdetect.com/demo-check.html

Chi ha copiato chi? Sito che archivia le versioni di molti siti web:
http://web.archive.org/

Per verificare la proprietà del dominio :
http://www.nic.it/SR

Per controllare quale è la società d’ hosting :
Netcraft Web Server Query
DomJax

E infine …
https://www.google.com/webmasters/tools/spamreport?hl=it

 

 

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