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quelle legali».
La piccola Sofia, ha avuto la seconda effusione di cellule staminali che le serviranno a sopravvivere ancora per poco tempo: la sua malattia non gli permette di vivere normalmente come per ognuno di noi e quindi, con le nuove cure che grazie al programma ''le iene'', hanno ritrovato in medici affermati, una possibilità concreta di guarire e sperare in un futuro per i propri figli, altrimenti condannati a morte per la burocrazia e le noncuranti procedure di test per le cellule staminali.Dopo il via libera del ministro Balduzzi, che aveva acconsentito a proseguire la terapia ma in una delle 13 cell-factory autorizzate da Aifa, l’azienda ospedaliera si era attivata presso la cell-factory dell’Ospedale Maggiore di Milano e la Stamina Foundation. «Non essendo risultati i tempi utili – si legge in una nota - a garantire la tempestività richiesta dalle condizioni di salute della paziente, l’Azienda ha ritenuto di doversi far carico prioritariamente della salute della paziente, assumendosi la responsabilità morale di procedere direttamente alla seconda infusione. Tale scelta è limitata al caso di Sofia ed esclusivamente alla seconda infusione».
In pratica, Aifa e Ministero della Salute non hanno fornito agli Spedali Civili gli strumenti legali e sanitari per bypassare il blocco del giudice fiorentino. L’odissea per i genitori di Sofia, dunque, ricomincia. E i tempi sono stretti, visto che la terza infusione dovrebbe essere fatta al massimo fra 45 giorni. «Purtroppo è accaduto quello che più temevamo – spiega Caterina – noi rivendichiamo il diritto alla continuità terapeutica. Il 10 dicembre 2012 abbiamo sottoscritto con il Civile il consenso informato per un ciclo di 5 infusioni. Vogliamo che sia rispettato quell’accordo».
Impensabile rivolgersi ad una delle 13 cell-factory. «Le cellule staminali non sono tutte uguali. Abbiamo la documentazione, fornita da altri genitori, che è una strada impraticabile. Qualcuno ci ha accusati di non voler andare altrove perché abbiamo investito dei soldi qui a Brescia, con la Stamina Foundation e non vogliamo perderli. Ci tengo a precisare che non abbiamo versato un soldo a nessuno. Le uniche spese per curare Sofia sono state