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TARANTO – Peggiorano da +10% a più 11% nell’aggiornamento 2009 del Progetto Sentieri dell’ISS sui siti inquinati i dati della mortalità a Taranto: lo rende noto il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti.
Il dato del più 11% cento si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia, secondo lo studio compiuto dall’Istituto Superiore di Sanità con l’Oms , chiamato progetto 'Sentierì. Il ministro sta presentando alle associazioni ambientalistiche a Taranto i dati aggiornati al 2009 che, per tutte le cause di mortalità, per tutta la popolazione, segnano un più 1% rispetto al 2008.
Secondo i dati ufficiali del ministero si registra a Taranto +14% di mortalità per gli uomini per tutte le cause; e +8% di mortalità per le donne per tutte le cause.
Nello specifico per gli uomini il rapporto registra un incremento del 14% per tutti i tumori; +14% per le malattie circolatorie, +17% per quelle respiratorie, +33% per i tumori polmonari, +419% per i mesoteliomi pleurici. Per le donne invece: +13% per tutti i tumori, +4% per le malattie circolatorie, +30% per i tumori polmonari, +211% per il mesotelioma pleurico.
A TARANTO +20% MORTALITA' PRIMO ANNO DI VITA
Nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Taranto si registra un eccesso di mortalità nel primo anno di vita del 20% rispetto alla media regionale della Puglia. L'eccesso di mortalità diventa tra il 30% e il 50% per le condizioni morbose di origine perinatale che si manifestano oltre il primo anno di vita.
Lo studio sottolinea che, a causa della relativa rarità dei tumori infantili e del loro alto tasso di sopravvivenza, l'analisi dell’incidenza neoplastica è un indicatore più appropriato della mortalità nella valutazione del rischio cancerogeno nell’infanzia; le stesse considerazioni valgono per la mortalità infantile per patologie non tumorali quali ad esempio le malattie dell’apparato respiratorio.
Dai dati aggiornati al 2009 forniti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi alle associazioni ambientalisti emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%. Lo rende noto il presidente di Pacelink, Alessandro Marescotti che partecipa all’incontro.
“I livelli di diossine e Pcb osservati nel sangue degli allevatori di masserie nella fascia 0-15 km dal polo industriale sono consistentemente più elevati di quelli osservati a distanze maggiori”.Lo dice il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, citando i dati sulla mortalità forniti dal ministro della Salute.
«Questo dato – aggiunge Marescotti – è coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformità rispetto ai limiti di legge». «Questi dati – aggiunge Marescotti – confermano come lo stato di contaminazione della catena alimentare abbia prodotto più alte concentrazioni delle diossine e dei Pcb nel sangue della popolazione più esposta, come appunto gli allevatori i quali in genere si cibano dei loro prodotti».
«La relazione fra distanza dal polo industriale e presenza di diossine e Pcb nel corpo umano – prosegue Marescotti – deve far riflettere perchè questi cancerogeni nel sangue analizzato diminuiscono quando ci si allontana dagli impianti inquinanti».
Nella documentazione fornita dal Ministro, osserva il presidente dell’associazione ambientalista, «si legge che 'per alcuni metalli (in particolare manganese, ma anche arsenico, cadmio e piombo) i livelli nel sangue degli allevatori corrispondono a quelli della fascia medio-alta della popolazione italianà». «In alcuni punti la documentazione sembra minimizzare il rischio delle diossine nell’aria a Taranto ma questo è coerente con quanto sappiamo: le diossine – afferma Marescotti – sono pericolose se ingerite, mentre la contaminazione per inalazione è secondaria. Le diossine entrano infatti nel corpo umano per il 98% attraverso l’alimentazione, specialmente mangiando i grassi animali».
«Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene». Così' è scritto nel Rapporto Sentieri presentato oggi a Taranto dal ministro Balduzzi.
BALDUZZI: SITUAZIONE COMPLESSA - «La situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità' pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate». Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, oggi a Taranto.
«La sensazione è che si debba fare qualcosa di più, e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per ciò che sta dentro l’Aia per l'Ilva così come per il piano di prevenzione».
La considerazione del ministro è stata fatta rispondendo alla domanda se fosse sorpreso dai dati. “Per quello che conoscevo di Taranto – ha detto – un pochino, perchè i dati tendono a non scendere”.
A proposito dell’Aia per l’Ilva, Balduzzi ha comunque aggiunto: “Per noi l’Aia è sufficiente perchè ha accolto tutte le nostre proposte, tra cui la revisione in funzione del monitoraggio”.
ATTOLINI: DATI ALLARMANTI - “I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già' circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire”. Lo ha detto poco fa l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l’incontro a Taranto con il ministro Renato Balduzzi.
“C'è un progressivo riavvicinamento delle posizioni del Ministero – ha aggiunto Attolini – rispetto alle osservazioni che noi come giunta regionale abbiamo mosso sulla vicenda complessiva, per cui riteniamo che l’Aia per l’Ilva debba recepire la nostra legge sul danno sanitario”.
“Per il passato bisogna aumentare i livelli di tutela della salute, i livelli di presa in carico per l’aspetto sanitario, e migliorare la compatibilità' della struttura, azzerando i rischi e per il futuro – ha concluso l’assessore – occorre fare un’operazione di monitoraggio e di prevenzione”.
LEGAMBIENTE: SITUAZIONE DRAMMATICA, URGENTI PROVVEDIMENTI - I nuovi dati degli studi epidemiologici dell’area di Taranto “confermano la drammaticità della situazione sanitaria nella città pugliese”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza in merito ai dati dell’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, relativi all’analisi della mortalità, del biomonitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria per gli anni 2003-2009.
“Una drammaticità che la delegazione di Legambiente ha richiamato oggi durante l’incontro con il ministro della salute Balduzzi – prosegue Cogliati Dezza – e che non può farci che ribadire l’urgenza di provvedimenti che affrontino e diano soluzione a questa vera e propria emergenza: indagine sulla popolazione per limitare l’esposizione al rischio, campagne informative ai cittadini sui comportamenti da attuare o evitare per limitare i rischi, indagini sull'incidenza sanitaria degli altri importanti impianti industriali del territorio quali l'ENI, la Cememtir e l’Arsenale marina Militare”.
Gli stessi dati, prosegue l’associazione ambientalista, “non possono che rafforzare d’altro canto la richiesta che la valutazione dell’impatto sanitario sia parte integrante dell’Aia e che ne orienti le prescrizioni. E’ evidente che misure e limiti non possono essere valutati in una situazione astratta, ma soltanto qui e ora, e a Taranto ci si ammala e si muore di più in maniera intollerabile rispetto al resto della provincia e della Regione”.
SINDACO TARANTO: SUBITO TUTELARE LAVORATORI - “E' positivo che il ministro sia venuto a Taranto ad illustrare questi dati e che abbiano parlato tutti. Io ho ribadito gli aspetti sanitari elencati in sede di riesame dell’Aia all’Ilva, partendo dalla tutela dei lavoratori. Non è 'possibile che un lavoratore dell’altoforno debba lavorare fino a 70 anni”. Lo ha detto il sindaco di Taranto Ippazio Stefano dopo l’incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi.
“Non tutti i lavori sono uguali – ha aggiunto – e bisogna considerare quelli usuranti. Poi ho sottolineato che dal punto di vista sanitario bisogna fare in modo che i nostri malati non debbano andare fuori. Quindi ho chiesto una deroga al blocco delle assunzioni per l’Asl e per l’Arpa in reazione a controllo e prevenzione”. Per il sindaco “è assurdo che gli abitanti del rione Tamburi debbano andare a fare gli esami specialistici in altri quartieri e che i tarantini debbano andare fuori dalla città'. Basta con i viaggi della speranza”.