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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Televisione oscurata: un filtro per eliminare chiunque non pagherà la tassa di possesso

Digitale Terrestre disturbato dai nuovi segnali LTE

 

 

 

Il regolamento predisposto dal ministro dello sviluppo economico sui sistemi per le comunicazioni mobili di nuova generazione (Lte), ancora prima di essere emananto sta scatenando grande scompiglio tra gli operatori del settore; il provvedimento attribuisce ad un operatore call center (della Fondazione Ugo Bordoni) il potere di decidere se inviare un tecnico per l'installazione del filtro (pagato dagli operatori telefonici) o se inviare direttamente il filtro agli utenti finali, ma solo se questi sono in regola col pagamento del canone Rai.Se non paghi il canone Rai puoi dire addio alla tua tv. La diffusione del nuovo segnale quarta banda della telefonia mobile (le cui frequenze sono state assegnate)  interferisce con alcune frequenze del digitale terrestre, in particolare, con i canali tra il 58 e il 60. Sembra infatti che il segnale emesso dalle antenne LTE, quelle, per intendersi, che forniscono collegamenti ad altissima velocità per gli smartphone, possa addirittura "cancellare" quello televisivo ed è ragionevole aspettarsi dunque che, con la diffusione di questa nuova tecnologia, molti televisori degli italiani inizieranno a "dare i numeri".
Alla faccia di chi ha ripetuto per mesi, durante la fase di passaggio al digitale, che la nuova tecnologia avrebbe mandato in pensione tutti i problemi di ricezione e di sintonia. Il passaggio al digitale non solo non ha rimosso i problemi e ne ha creati di nuovi, ma rischia di trasformarsi in "barzelletta" con l'arrivo delle antenne LTE.

 Per evitare l'oscuramento, dovrà essere installato un "filtro" digitale su tutte le antenne televisive terrestri italiane, collocate entro 30 km dai ripetitori che diffonderanno il nuovo segnale della telefonia mobile. Senza filtro non si vede niente e chi non paga il canone Rai non potrà installare alcun filtro. 

Il regolamento predisposto dal ministro dello sviluppo economico sui sistemi per le comunicazioni mobili di nuova generazione (Lte), ancora prima di essere emananto sta scatenando grande scompiglio tra gli operatori del settore; il provvedimento attribuisce ad un operatore call center (della Fondazione Ugo Bordoni) il potere di decidere se inviare un tecnico per l'installazione del filtro (pagato dagli operatori telefonici) o se inviare direttamente il filtro agli utenti finali, ma solo se questi sono in regola col pagamento del canone Rai. Nei casi di antenna centralizzata, potrebbe perfino succedere che venga imposto agli amministratori di condominio di certificare la regolarità di tutti i condomini nel pagamento del canone Rai.Con la precedente regolamentazione, ovviamente, chi non riceveva la tv poteva non pagare il Canone o provare quantomeno a non pagarlo, ma ora, con la tassa di possesso, chiunque abbia un tv in casa è tenuto a pagare.Secondo quanto sentenziato dal Consiglio, i tre principali operatori di telefonia mobile (Wind, Vodafone e Telecom Italia) dovranno sostenere l’intero costo d’installazione dei filtri, sulle antenne di tutto il paese, necessari per risolvere il problema. Gli operatori che non copriranno i costi degli impianti filtranti, come richiesto dalla Fondazione Ugo Bordoni, saranno soggetti a pesanti sanzioni.
Digitale terrestre: gli operatori mobili LTE si faranno carico del problema interferenze
 A causa della banda di frequenza in cui operano le reti LTE (800MHz), alcuni utenti possono verificare delle interferenze su uno o più canali, note come «interferenze selettive», o anche l’oscuramento di tutti i canali, problema noto come «saturazione».

La sentenza, che sarà operativa dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, fino alla fine del 2016, recita che il costo dei filtri sarà condiviso dai tre operatori ai quali sono state assegnati frequenze nella banda 800MHz. Wind si farò carico del 50%dei costi complessivi, mentre Vodafone e Telecom dovranno coprire ciascuna il 25%.
A far infuriare gli italiani, però, potrebbe essere l'esigenza di dotare gli impianti Tv (le comuni antenne), magari appena sostituite in vista dell'arrivo del digitale terrestre, di un particolare filtro anti LTE, in grado di difendere i nostri Tv dalle emissioni pericolose.

 

Piove sul bagnato, è il caso di dire se diventerà necessario provare di essere in regola con il pagamento del canone Rai per poter continuare a vedere qualcosa sui propri apparecchi televisivi. Il problema non si pone per gli impianti satellitari; il risultato finale è che la televisione gratuita è destinata a diventare un ricordo.

 

 

 

 

 

fonte 

ItaliaOggi 

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