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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Una potente tempesta solare si prepara: coincidenze con il 5 giugno 2012?

La Nasa ha fotografato una macchia solare enorme, un vero e proprio mostro, che si è formata in questi giorni, così grande da essere visibile a occhio nudo.Sembrera' una pura coincidenza, flare solari che possono creare problemi al nostro sistema elettrico e tecnologico: a cosa ci dobbiamo preoccupare, quindi?ogni nostro bene, oggi, e' legato ad apperecchiature elettroniche quindi soggette a drastici conflitti con i problemi dell' energia elettrica.In questi 2 anni che vivremo, questi fenomeni saranno spesso e volwntieri classificati come M o X.Per farla breve, vedremo aurore boreali molto suggestive e nella peggiore delle ipotesi...black-out elettrici.Avremo problemi con terremoti e clima sempre piu' pazzo?Finora, cio' che vediamo e' una possibile risposta: oppure e' tutto nella norma e non ci dobbiamo preoccupare neanche quando vedremo la terra sprofondare?Grandinare con palle di ghiaccio grandi come pesche?Un cambiamento e' gia' in corso, in ogni parte del mondo molti abitanti della Terra lo vivono gia'.Chi non lo vive forse non ha gli occhi per vedere o le orecchie per sentire?Il fenomeno astrologico del 5 giugno, Venere che passa davanti al Sole e' imminente...molti catastrofisti gridano'' alla sventura''...gli scettici dicono '' e falla finita''.Chi avra' ragione?

Questa notizia ha cominciato a circolare già da qualche tempo in rete, seminando un certo allarme, come si vede anche dal video postato qui sopra. Insomma: il 'mostro' si sta preparando.Una macchia solare è una regione della superficie del Sole che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica.Le macchie solari, sappiamo oggi, sono intensi campi magnetici che appaiono durante periodi d’elevata attività solare, ma per secoli e da molto prima che se ne conoscesse la natura gli astronomi ne hanno registrato il numero, e dai dati raccolti si può notare tra il 1645 e il 1715 una drastica riduzione nel numero delle macchie solari (minimo di Maunder dal nome dell’astronomo inglese che osservò la circostanza).

La grande macchia solare AR 1476, definita dagli esperti della Nasa come un vero e proprio mostro per le sue dimensioni, in questi giorni e' cosi' grande da essere visibile a occhio nudo e fotografata e il suo crepitio e' stato registrato.



Le macchie solari si possono osservare piuttosto facilmente, basta un piccolo telescopio usato col metodo della proiezione dall'oculare In alcune circostanze, specialmente all'alba e al tramonto, le macchie solari possono essere viste anche ad occhio nudo. Tuttavia, è bene non guardare mai il Sole senza l'ausilio di un filtro in quanto può causare danni permanenti alla retina.La macchia AR 1476 e' stata individuata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa e ha un diametro pari a oltre 100.000 chilometri.

 

Le macchie solari e i Maya

Cotterell aveva fatto molta strada rispetto agli studi iniziali sull'astrologia e sul vento solare. Quella che era nata come una teoria relativamente semplice sul comportamento umano, si era ampliata, dando origine uno studio molto più vasto della meccanica alla base del ciclo delle macchie solari. All'inizio delle sue ricerche non immaginava che il risultato sarebbe stato questo, ma ora gli sembrava di essersi imbattuto in un problema molto più eccitante, forse addirittura inquietante. In sintesi, le fasi cruciali del sole erano le seguenti:

a) 87,4545 giorni (1 bit) = il periodo di tempo impiegato dai due campi magnetici del sole per tornare alla reciproca posizione di partenza;

b) 8 bit = 699,64 giorni (1 microciclo);

c) 48 bit = 4197,81 giorni = 11,49299 anni;

d) 781 bit = 68.302 giorni, ovvero 187 anni (1 ciclo delle macchie solari);

e) 97 x 68.302 giorni = 18.139 anni (1 ciclo completo della curvatura dello stato neutro).

Adesso era quest'ultimo periodo, con le sue suddivisioni, a interessare sempre di più Cotterell. Scomponendolo nei suoi elementi base, si accorse che vi erano compresi cinque periodi che corrispondevano a mutamenti nella polarità del campo magnetico solare e nello spostamento della curvatura dello strato neutro.

Queste fasi equivalevano a:

1) 19x 187 anni = 1.297.738 giorni

2) 20x 187 anni = 1.366.040 giorni

3) 19x 187 anni = 1.297.738 giorni

4) 19x 187 anni = 1.297.738 giorni

5) 20x 187 anni = 1.366.040 giorni

Era a quest'ultimo periodo di 1.366.040 giorni che pensava Cotterell, quando lesse per la prima volta del super numero di 1.366.560 giorni citato nel codice di Dresda. Sembrava troppo simile per essere una coincidenza. Cosa ancora più importante, la suddivisione da lui proposta per il periodo più lungo di inversione della polarità solare sembrava rispecchiare la concezione Maya delle origini.

Come i suoi dati, anche i Maya facevano riferimento all'esistenza di quattro ere precedenti alla nostra, ma in realtà, a quanto pareva, parlavano dello spostamento, o inversione, del campo magnetico solare. Era forse quello il meccanismo nascosto dietro il crollo di un'era e l'inizio della successiva? Leggendo un libro intitolato Early Man and the Cosmos (L'uomo primitivo e l'universo), Cotterell si imbattè in un curioso riferimento a un altro numero Maya,1.359.540. Questo "numero fortunato", piuttosto simile a quello contenuto nel codice di Dresda, si riferisce alla data di inaugurazione del Tempio della Croce di Palenque. Come il "super-numero" di Palenque, si può dividere in non meno di sette cicli del calendario, o planetari, il che significa che ha una valenza rituale più che cronologica. Rendendosi conto che quello poteva essere un indizio importante riguardo al nesso esistente fra i numeri relativi alle macchie solari e il calendario Maya, Cotterell decise di andare a indagare di persona. Ora che senza dubbio era su una buona pista, prese si gli accordi necessari e prenotò un viaggio in Messico. Era un viaggio che avrebbe cambiato la sua vita.

 





 

 

Quanto il numero di macchie solari sia un attendibile indicatore del clima lo scoprirono il ricercatore danese Friis-Christensen e i suoi collaboratori, che nel 1991 dimostrarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale in tutto il periodo compreso fra il 1860 e il 1990. Per escludere che quella correlazione fosse una semplice coincidenza, andarono indietro nel tempo per altri 400 anni e, di nuovo, accertarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale.

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