Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Anche quando una persona sente una forte vicinanza emotiva con il proprio cane, non è detto che l'animale contraccambi l'affetto. Lo sostiene un nuovo studio basato sui risultati di una versione modificata del test della paura dell'estraneo, ideato originariamente per valutare la sicurezza dell'attaccamento dei bambini ai genitori di Jason J. Goldman
Certo, i padroni di cani amano il proprio animale. Ma il cane ricambia l'amore? Uno studio di ricercatori scandinavi ha cercato la risposta, ottenendo risultati piuttosto sorprendenti.
I cani sono molto attenti a cogliere e interpretare i segnali del comportamento umano: sono animali che vivono in simbiosi con noi, sono considerati i nostri partner sociali. Quindi, se un proprietario ha una visione positiva del rapporto con il suo cane, è probabile che tra i due vi siano frequenti interazioni positive, il che spinge il cane a percepire una stretta e reciproca relazione con il suo proprietario. O almeno, questa è l'ipotesi.
A metterla alla prova è uno studio, pubblicato su "Applied Animal Behavior Science" a firma di Therese Rehn, della Swedish University of Agricultural Sciences, e colleghi, che ha coinvolto 20 coppie cane-padrone. Agli esseri umani è stato somministrato un apposito questionario, la Monash Dog Owner Relationship Scale (MDORS), progettato per valutare l'intensità della relazione dal punto di vista del proprietario.
La MDORS è formata da 28 domande, divise in tre gruppi. Il primo valuta la natura delle interazioni cane-padrone, con domande come: “Quanto spesso abbracci il tuo cane?”. Il secondo rispecchia la vicinanza emotiva che il proprietario sente nei confronti dell'animale, e chiede di dichiararsi d'accordo con affermazioni come: “Vorrei non dovermi mai separare dal mio cane”. Il terzo, infine, riguarda la percezione dell'investimento necessario per prendersi cura di un cane (“Il mio cane costa troppo”).
Per valutare i cani, invece, è stata utilizzata una versione modificata del test della strange situation
- noto in italiano anche come “paura dell'estraneo” - originariamente progettato dalla psicologa canadese Mary Ainsworth per misurare la forza delle relazioni genitori-figli nell'essere umano.
© Corbis
Poiché misura il comportamento di ricerca della vicinanza valutando il senso di sicurezza percepito dal cane grazie alla presenza del padrone, e poiché il rapporto padrone-cane è spesso paragonato al rapporto genitore-figlio, il test è sempre più usato con successo per studiare il legame tra cani ed esseri umani. Il paragone è meno azzardato di quanto possa sembrare: i proprietari che hanno riferito relazioni più solide con i loro cani avevano anche più alti livelli di ossitocina nelle urine.
La versione modificata della strange situation inizia con il proprietario seduto su una sedia che ignora il suo cane. Dopo pochi minuti, uno sconosciuto entra nella stanza e, ignorando anch'esso l'animale, parla al padrone. Lo sconosciuto tenta di giocare con il cane, e il padrone lascia la stanza. Lo sconosciuto continua a coinvolgere il cane in un gioco, e poi esce dalla stanza, lasciando solo l'animale. Il padrone rientra, saluta il cane, e ricomincia a ignorarlo. Lo sconosciuto rientra, saluta il cane, e poi lo ignora nuovamente. Infine, il padrone lascia la stanza una seconda volta.
Quando il test viene effettuato con i bambini, la sua natura leggermente angosciante - essere lasciati soli, dover interagire con uno sconosciuto - attiva un sistema adattativo innato che spinge il bambino a cercare la vicinanza del genitore. Osservando attentamente il bambino e soppesando i suoi comportamenti di ricerca di consolazione rispetto a quelli più indipendente di esplorazione, si può stabilire se il bambino ha un “attaccamento sicuro” a mamma o papà.
Com'era prevedbile, i ricercatori hanno trovato che se i proprietari riferivano di avere un elevato livello di interazione con i loro cani, questi ultimi cercavano con più frequenza il contatto fisico con loro ed erano meno propensi a giocare in maniera indipendente. In un bambino, la mancanza di esplorazione indipendente riflette un attaccamento insicuro; per i cani invece è probabilmente una conseguenza del rinforzo positivo dell'interazione con i loro proprietari.
Questo studio segna uno dei primi tentativi di studiare scientificamente il rapporto tra la percezione che i cani hanno del legame con i loro proprietari e quella che hanno i padroni del legame con i cani. Una comprensione più completa delle relazioni cane-padrone può arrivare considerandoli non separatamente ma come insieme.
Ma in conclusione non si può evitare di dare una brutta notizia a tutti gli amanti dei cani che sono sicuri che il loro amore è ricambiato: secondo lo studio, non esiste alcuna correlazione tra la parte del questionario MDORS riguardante la “vicinanza emotiva percepita” e il comportamento dei cani nella strange situation. I ricercatori lo affermano senza mezzi termini, scrivendo che “non vi è alcuna prova a sostegno della tesi secondo cui se una persona sente un forte legame emotivo con il proprio cane questo implica che sia lo stesso per l'animale”.
(La versione originale di questo articolo è apparsa su scientificamerican.com il 21 novembre. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)
“la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicità d’essere cane e d’essere uomo trasformata in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe e una coda
con rugiada”
(Ode al cane – Pablo Neruda)
http://www.lescienze.it/news/2013/12/02/news/cane_amore_proprietario-1910667/