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volto di un demone nell'affresco di Giotto

 il volto di un demone tra le nuvole di un affresco di Giotto nella basilica superiore di San Francesco ad Assisi: era lì con le sue corna da ottocento anni, nel ciclo pittorico che segna l'inizio dell'arte figurativa occidentale, osservato da milioni e milioni di persone e nessuno se n'era accorto.Il volto fu dipinto oltre 800 anni fa La notizia è apparsa sui principali siti del mondo, compresa l'autorevole BBC. "Al di lá della curiosità e del valore teologico o pseudoreligioso, la scoperta di un demone dipinto da Giotto fra le nuvole ha un grande valore per la storia dell'arte", ha detto la Frugoni. Ma che ci fa, lì, un demonio? "Nel Medioevo si credeva che anche nel cielo abitassero i demoni che ostacolavano la salita delle anime: è un significato ancora da approfondire, ma che sembra destinato a dare buoni frutti"., e il ciclo pittorico in cui si trova è stato visto da milioni di persone: nessuno, però, aveva finora visto il volto del demonio nascosto. E padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, chiosa: "questa scoperta può farci comprendere a livello catechetico l'importanza di oggettivare il male per non accoglierlo nella propria vita".

Ma la scoperta o forse la riscoperta più importante della vita di san Francesco e santa Chiara viene proposta nell’ultimo libro di Chiara Frugoni, “Storia di Chiara e Francesco”, edito da Einaudi. In queste pagine, partendo dagli Scritti di Francesco e Chiara e non dagli scritti degli agiografi, Chiara Frugoni mette in risalto come “entrambi avessero reagito con le parole del Vangelo ad una situazione sociale intollerabile”, evidenziando così scelte sociali forti e coraggiose per l’epoca, intraprese dai due giovani.Qualcuno ha persino parlato di un presunto messaggio subliminale. Non è di questo parere Paolo Baroni, responsabile del Centro Culturale San Giorgio che ha sede a Ferrara in via del Bove 14- info@centrosangiorgio.com, contattato da Terni Magazine, che da anni si occupa specificatamente di queste problematiche, e di altre più o meno nello stesso contesto. “Secondo me”, spiega Baroni, “si tratta di una rappresentazione artistica. A quel tempo (sec. XIII), il concetto di immagini subliminali o nascoste era sconosciuto. Bisogna arrivare almeno al 1533 per vedere un trucco in quadro come Gli Ambasciatori di Hans Holbein, che ha inserito un teschio nel suo quadro non per mettere immagini subliminali, ma come metafora della morte. Oltretutto non è detto che si tratti di un demone, con certezza”. “Giotto, che con i suoi allievi ha affrescato la basilica, ha inteso riportare una credenza popolare per la quale si pensava che nelle nuvole vivessero sia gli angeli che i demoni: i primi per portare le anime dei giusti in Paradiso, i secondi per condurre le altre anime alla dannazione eterna, all’Inferno.
Era una credenza medievale, che ovviamente non ha alcun fondamento teologico”, spiega all’ADNKRONOS padre Enzo Fortunato, responsabile per la comunicazione del Sacro Convento di San Francesco ad Assisi, dopo la scoperta. “Si trattava di un modo di pensare nel Medioevo, fra la popolazione non fra il clero – precisa il padre francescano – Ma dal momento che il francescanesimo ha ‘assunto’ il linguaggio popolare, è evidente che alcuni di questi aspetti sono presenti, anche nell’arte figurativa. Non a caso il ciclo di affreschi viene chiamato la Bibbia dei poveri: proprio perché molti non potevano permettersi la lettura del testo sacro, per analfabetismo o semplicemente per i costi del libro, i francescani per una piu’ efficace catechesi hanno pensato di ricorrere appunto all’affresco, povero nella sua fattura ma ricco di possibilita’ di far leggere anche chi non sapeva o non poteva leggere” . “Che cosa sono le nuvole?”, scrive su Corriere.it Stefano Bucci. “
Se lo era chiesto a suo tempo (1967) persino Domenico Modugno nella canzone scritta per l’ omonimo episodio di «Capriccio all’ Italiana» firmato da Pier Paolo Pasolini. Secondo Chiara Frugoni, medievalista e grande studiosa del francescanesimo (ha da poco pubblicato con Einaudi Storia di Chiara e Francesco dedicato alle vite di san Francesco e santa Chiara), in quell’ angolo dell’ affresco attribuito a Giotto, nella Basilica superiore di San Francesco, c’ è il ritratto di un demone «scolpito» su una nuvola (una nuvola che occupa la parte centrale della ventesima storia, quella dedicata alla morte del Santo).
   

 

 

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