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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Vulcano Krakatoa: conseguenze sul clima globale

Come può un’eruzione vulcanica influenzare il clima del nostro pianeta per gli anni a seguire ? Esiste una correlazione tra vulcanesimo e meteorologia ? La risposta è si ed alcuni eventi che si sono verificati nel recente passato ne sono la testimonianza. Uno su tutti è sicuramente l’eruzione del vulcano Krakatoa in Indonesia che nuovamente miete vittime e terrore per la sua virulenta attività vulcanica.

Come ultima data riportata dalla sua spaventosa forza, torniamo nel 2016, 11 aprile. 

Il 27 agosto del 1883 il vulcano Krakatoa, situato tra Giava e Sumatra in Indonesia, eruttò con una tale forza esplosiva che è passato alla storia come la più grande esplosione mai udita dall’uomo.

L’esplosione diede i primi segnali qualche mese prima a maggio, risvegliandosi dopo un sonno di 200 anni il vulcano iniziò a gonfiarsi ed emettere strani borbottii. Micro esplosioni si susseguirono per settimane, formando delle fumarole sulle pendici, e rumori sordi, come quelle di porte chiuse improvvisamente. Questo rumore iniziò fin da subito a preoccupare gli abitanti di Giava, sede di una colonia olandese, molti dei quali non avevano memoria dell’ultima eruzione.
Il vulcano iniziò ad eruttare il 26 agosto inviando nubi piroplastiche e di cenere lungo le pendici e sulle isole vicini. Ceneri e colonne di fumo e polvere si sollevarono e furono avvistate a miglia di distanza. Ma il peggio doveva ancora venire: la forte esplosione del 27 fu udita a oltre 3000 chilometri di distanza, a Perth in Australia. Il rumore della devastazione fu 10.000 volte superiore a quello udito durante l’esplosione di Hiroshima.

L’esplosione generò degli tsunami a causa delle frane generate dal collassamento del cono vulcanico in mare. Si pensa che si generarono onde alte oltre trenta metri, che spazzarono via la riviera corallina intorno a Giava, spinse un vaporetto un miglio nell’entroterra e distrusse oltre 160 villaggi nella costa tra Giava e Sumatra uccidendo oltre 25.000 persone. I testimoni parlarono di un gigantesco muro nero, che stava spazzando via tutto, in mezzo a un fragore intenso. L’onda di riflusso fece il resto, trascinando in mare detriti e cadaveri. Un testimone riferì di essersi salvato solo grazie a un coccodrillo enorme, che era stato trascinato insieme a lui dall’onda. Si gettò sul dorso del grosso rettile fino a che l’acqua non defluì. In totale morirono oltre 36.000 persone, la maggior parte delle quali fu travolta degli tsunami in serie che si generano quando la montagna collassò.

 

L’area intorno al vulcano conobbe una notte lunga tre giorni a causa dell’oscuramento provocato dalle polveri che si distribuirono in un raggio di 300 chilometri. Le ceneri nell’atmosfera provocarono strani fenomeni astronomici, come il sole di colore blu in Nicaragua, mentre le polveri resero più arancione e rosso il tramonto. Le temperature in tutto il mondo scesero di almeno un grado e due Celsisu per 4 anni consecutivi, provocando un irrigidimento del clima. E ultimo fatto straordinario: del vulcano non rimase più alcuna traccia, crollato sotto i suoi stessi colpi in fondo al mare. Oggi al suo posto c’è un’altra isola vulcanica, chiamata Anak Krakatoa, letteralmente “il figlio di Krakatoa”, che gli studiosi stanno monitorando attentamente dal momento del suo risveglio.

I raffreddamenti causati da grandi eruzioni si chiamano “inverni vulcanici” e sono causati dalla cenere e dalle goccioline di acido solforico che se riescono a salire nella stratosfera, oscurano il Sole aumentando l´albedo, cioé aumentano la riflessione della luce solare.
Diciamo innanzi tutto che il raffreddamento causato da queste grandi eruzioni durano al massimo circa 2/3 anni per poi regredire.
La prima e piú grande manifestazione storica di raffreddamento climatico si ebbe negli anni 535-536 D.C. e lo storico bizantino Procopio scrisse che il Sole aveva perso la sua luminositá ed era buio come durante una eclisse. Anche negli annali gaelici irlandesi é scritto della carestia per mancanza di pane del 536. In Cina si segnaló neve nel mese di agosto. Si sconosce quale vulcano abbia causato ció e si parla sia del Rabaul in Nuova Guinea che del Krakatoa che eruttó nel 416 secondo i libri giavanesi dei Re.
La grande carestia del 1315-1317 in Europa fu causata dall´eruzione del Kaharoa in Nuova Zelanda e che duró cinque anni.
Nel 1600 scoppió in Perú il Huaynaputina che causó la peggiore carestia in Russia (1601/1603), Svizzera Lettonia Estonia ebbero inverni freddissimi, la vendemmia ebbe un forte ritardo in Francia e Italia e il lago Suwa in Giappone congeló con mesi di anticipo.
Nel 1783 l´eruzione del Laki in Islanda fece sí che Benjamin Franklin scrivesse che quello fu l´estate piú fredda della storia americana, carestie si ebbero in Europa e in Islanda morì, a causa dei gas solfurici emessi, il 50% degli animali e un quarto della popolazione. La temperatura in Europa quell´anno diminuí di 1°C.
Nel 1815 l´eruzione del Tambora in Indonesia causó l´anno seguente una estate fredda a New Yrok e delle nevicate a giugno nel New England, a Terranova e in Labrador. Quello del 1816 fu conosciuto come “l´anno senza estate”.
Nel 1883 l´esplosione del Krakatoa causó 4 inverni particolarmente freddi e nel 1888 si ebbero nevicate record in tutto il mondo.
piú recentemente l´esplosione nel 1991 del Pinatubo, uno stratovulcano delle Filippine, raffreddó le temperature globali per 2/3 anni.

E nuovamente oggi 23 dicembre, una nuova catastrofe, con morti e uno tsunami che ha sconvolto terra e popolazione indonesiana.

 

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