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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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24 ciclo e 25 ciclo del nostro pianeta:nulla succede per caso

 

 

 

Il vento solare ed il nostro campo magnetico

LA QUIETE SOLARE – Da tempo sentiamo parlare di cicli solari, ma soprattutto di massimi e minimi solari. Bisogna innanzitutto sapere che il Sole presenta un ciclo periodico al quale ci ha abituati sin dalle prime sistematiche rilevazioni. Parliamo del ciclo undecennale, o ciclo di Schwabe, dal nome del suo scopritore. Ogni 11 anni in media infatti (la lunghezza del periodo non è strettamente regolare ma può variare tra i 10 e i 12 anni), la nostra stella presenta un picco minimo ed un massimo di attività, ai quali possono essere associate delle lunghe pause. In sintesi, in prossimità del massimo solare si verificano molti brillamenti, espulsioni di massa coronale, correlati ad un maggior numero di macchie solari in superficie che ne determinano le aree attive. Al contrario, durante la fase di calma, possono non essere osservate macchie solari per molte settimane consecutive. Considerando il fatto che il massimo solare, secondo le previsioni, dista attualmente soltanto un anno, il Sole sta vivendo un periodo di relativa calma quasi inusuale. Non ci sono stati flare per oltre 5 giorni e i raggi X provenienti dal Sole sembrano praticamente appiattiti. Non vi sono forti tempeste geomagnetiche come dovrebbero esserci, e quindi il nostro campo magnetico sta dormendo sonni quasi tranquilli.

Dettaglio sulla nostra stella

COSA STA ACCADENDO? – L’attività solare nonostante questi lunghi periodi di quiete è da considerarsi in aumento secondo il ciclo 24. Alla fine dello scorso mese infatti, la nostra stella ha innescato la più forte tempesta solare mai registrata dal 2005, producendo un brillamento di classe X e provocando disagi al trasporto aereo alle alte latitudini. Inoltre, varie aurore boreali sono state osservate recentemente a Sud della Virginia e sino all’Oklahoma, a latitudini generalmente inusuali. La spiegazione a tutto questo potrebbe essere data dal fatto che nonostante un’attività solare in aumento secondo il normale ciclo, lo stesso non è così forte come altri cicli undecennali che lo hanno preceduto, così come la stagione degli uragani nel Golfo del Messico che è risultata molto debole. Se guardiamo la scena da questo punto di vista è normale che ci siano queste lunghe pause nella sua attività. D’altra parte sono sempre di più i ricercatori che cominciano a pensare ad un forte calo dell’attività solare nel prossimo futuro. Se si và incontro a glaciazioni o periodi paragonabili al minimo di Maunder non è possibile stabilirlo con certezza. Questi studi necessitano di ulteriori dati affinchè si possano tracciare modelli affidabili nel tempo. Parliamo infatti di una scienza relativamente giovane che non può sapere cosa realmente avverrà. Lo stesso minimo di Maunder, al quale viene associata la piccola era glaciale, non è certamente un fenomeno ben classificato, in quanto non si è a conocenza di eventuali tempi di ritorno o di correlazioni con il clima. In quel periodo è molto probabile che il clima terrestre ne abbia risentito a causa della bassa attività solare, ma in termini scientifici una vera e propria causa-effetto ad oggi non è mai stata riscontrata. Per cui sono molti gli interrogativi in merito alla questione, tanto che alcuni scienziati puntano il dito esclusivamente contro grosse eruzioni vulcaniche.

Possibili previsioni solari

COSA SPERARE? – Mentre scriviamo questo articolo il Sole potrebbe improvvisamente risvegliarsi, ma questo non frenerebbe la realtà di un ciclo 24 molto debole. Il prossimo massimo solare secondo gli esperti avverrà intorno al 2013, per poi calare notevolmente la sua attività sino al nuovo minimo. Per cosa dobbiamo sperare? Dovremmo gioire alla presenza di più espulsioni di massa coronale, o sperare in un ciclo sempre più debole affinchè si possa combattere il Global Warming? Certamente siamo a conoscenza di ciò che produrrebbe ai giorni attuali e alla nostra tecnologia moderna una nuova era glaciale. I danni sarebbero notevoli se considerassimo secoli di temperature medie bassissime come quelle vissute nei periodi della PEG. Recentemente l’Europa è stata attanagliata da una delle ondate di freddo più forti della storia della climatologia moderna, paragonabile per alcuni versi al 1956, e i disagi, comprese le perdite di vite umane, sono state già altissime. Il nostro augurio, pertanto, nonostante vari appassionati nivofili sperino certamente il contrario, è quello che la natura voglia continuare il suo corso senza particolari stravolgimenti climatici, e lasciare eventuali minimi solari prolungati al passato.

25imo ciclo

Dopo la previsione dell’astrofisico russo Habibullo Abdussamatof sulla glaciazione in arrivo a partire dal 2014 e il documento firmato da 16 esperti mondiali sulla “bufala” di global warming e cambiamenti climatici, anche il Met Office e l’University of East Anglia “aprono” le loro analisi climatiche sull’attività solare e lo fanno con un’intervista davvero clamorosa, rilasciasta pochi giorni fa al “The Mail on Sunday“, principale quotidiano domenicale britannico. Già, proprio loro del Met Office e dell’University of East Anglia che hanno sempre sostenuto le tesi legate ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, adesso capovolgono completamente l’analisi forse condizionati dagli eccezionali rigori che in Europa si susseguono di anno in anno nei mesi invernali ma non solo, bensì illustrando che secondo gli ultimi dati a disposizione, negli ultimi 15 anni la Terra non si è riscaldata. Sulla base della lettura di oltre 30.000 stazioni meteorologiche, infatti, a fine gennaio il Met Office e l’University of East Anglia hanno pubblicato nuove analisi che stravolgono quelle che per alcuni erano “certezze” ma che, almeno qui su MeteoWeb, abbiamo sempre divulgato con estrema cautela.
Dai dati diffusi dai prestigiosi centri di ricerca inglesi emerge che il riscaldamento globale s’è bloccato nel 1997 e che da quel momento la temperatura del nostro pianeta non solo è stabile, ma addirittura in lieve calo.
Contemporaneamente gli stessi esperti hanno voluto focalizzare la loro attenzione sul sole e sulle sue emissioni di energia, “insolitamente elevate nel corso del ventesimo secolo ma adesso verso un nuovo grande minimo che minaccia estati fredde e inverni rigidi”.
A questo punto, quando si parla del sole, gli esperti britannici si appellano alla Nasa a all’University of Arizona che avrebbero rilevato alcune misure del campo magnetico 120 mila miglia sotto la superficie del sole e da ciò è emerso che il prossimo ciclo solare, il 25°, sarà contraddistinto da una straordinaria debolezza della stella e avrà un picco nel 2022.
Secondo un documento pubblicato la scorsa settimana dal Met Office, c’è un 92% di possibilità che il ciclo 25 del sole sarà più debole del “minimo di Dalton” del periodo 1790-1830, quando le temperature medie sono diminuite, almeno in Europa, di circa 2°C. Ma non viene escluso (è il rimanente 8%) che la debolezza solare del prossimo ciclo sia pari a quella del “minimo di Maunder” che tra 1645 e 1715 determinò la fase più fredda della piccola era glaciale, quando anche il Tamigi ogni anno si congelava per molti mesi.

Peter Stott del Met Office ha specificato che “comunque abbiamo il dubbio che a causa della grande mole artificiale di anidride carbonica emessa dalle attività umane nell’atmosfera, gli effetti del minimo solare stavolta siano meno siginficativi, con una diminuzione delle temperature globali di circa 0,08°C non paragonabile a quella di qualche secolo fa. Insomma, vista la situazione il calo dell’attività non sarà comunque sufficiente a una nuova era glaciale“, ma molti altri esperti di sole, clima e astronomia hanno duramente contrastato quest’analisi, accusando Stott di voler “mettere una toppa” ai clamorosi “errori” del Met Office che “solo oggi riconosce ciò che era chiaro da anni“, e che gli effetti dell’attività solare sulle temperature della Terra non possono affatto essere influenzati dalle emissioni di anidride carbonica.
Tra questi, Henrik Svensmark – che è il direttore del Center for Climate Research Sun del Danimarca National Space Institute – ha detto che “le temperature mondiali potrebbero diminuire molto per almeno 50 anni, e sarà una lunga battaglia convincere alcuni pseudo-scienziati del clima che il sole è importante molto più di quello che accade sulla terra. Ma probabilmente il sole ci aiuterà in questa battaglia, e dimostrerà da solo con i fatti ciò che noi diciamo da tempo“.
Svensmark fa notare a Stott che anche negli ultimi 15 anni, in cui lo stesso Met Office spiega che le temperature del pianeta non siano aumentate, i livelli di emissioni di anidride carbonica sono stati in costante aumento, e ricorda i calcoli del Met Office che “nel 2007 aveva affermato che il riscaldamento globale continuava a ruggire e che tra 2009 e 2014 avremmo avuto record di caldo assurdi, invece sta avvenendo il contrario“.

Anche Judith Curry, professore del Georgia Institute of Technology e tra i più grandi esperti americani di climatologia, ha commentato queste rivelazioni spiegando che “sarebbe responsabile riconoscere e accettare il fatto che i modelli di previsione possono avere gravi carenze perchè non hanno mai calcolato, fin qui, l’influenza del sole. Vi assicuro che sullo ‘stop’ del global warming negli ultimi 15 anni, molti scienziati non sono affatto sorpresi“.

Infine Pal Brekke, consulente di climatologia presso il Centro spaziale norvegese, ha detto che “la natura è in procinto di effettuare un esperimento molto interessante. Nel giro di 10-15 anni saremo in grasdo di determinare in modo preciso se il riscaldamento globale del ventesimo secolo sia stato realmente causato dalle emissioni di anidride carbonica provocate dalle attività umane oppure se si sia trattato solo di una naturale variabilità climatica“.

tratto da :http://www.meteoweb.eu/

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