Il contentino da parte del governo per venire incontro al disagio economico delle neomamme, arriva in un momento alquanto difficile: la gente perde il proprio posto di lavoro, la cassa integrazione avanza a gran passo e di cosa poteva essere interessato il nostro governo attuale? Alle nuove mamme che avranno un bibo a breve: un contributo di 300 euro al mese per sei mesi è questo il bonus per le neomamme che è al vaglio del governo presieduto da Mario Monti. Non si tratta di una tantum, è un bonus che lo Stato eroga per il pagamento di asili nido e babysitter. Sarà lo Stato stesso a pagare. I fondi non riusciranno a coprire tutte le neomamme, ma chi accederà a questi contributi dovrà rinunciare al congedo facoltativo successivo alla maternità.
In italia sono poche le donne che lavorano ( 46% in confronto al 58% della media europea), e molte di queste lasciano il lavoro dopo l’arrivo del primo figlio ( quasi il 27%), un massacro. Proprio per questo motivo e per cercare di “favorire il rientro nel mondo del lavoro al termine del congedo di maternità”.Le risorse economiche non sono molte, infatti è prevista una quota di 20 milioni di euro l’anno per tre anni, e se tutte le mamme chiederanno il contributo massimo (1.800 euro in sei mesi) i fondi basteranno per poco più di 11 mila madri lavoratrici. Vengono fissati dei limiti anche per quanto riguarda il congedo dei papà. Un giorno di permesso sarà obbligatorio e pagato al 100%, con un costo per lo Stato di 78 milioni di euro l'anno. Altri due giorni pagati al 100% potrebbero essere concessi ai papà, ma solo se le mamme rinunceranno a due giorni della loro maternità obbligatoria, in modo da non gravare ulteriormente in modo economico allo Stato. Altrimenti l’unica soluzione, per i papà che si vogliono godere il neonato, rimangono le ferie