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Per 10 milioni di dollari una compagnia californiana fornisce un sotterraneo dotato di tutti i comfort
Quasi tutti hanno paura della fine del mondo, a prescindere dalle disponibilità economiche. Ma c'è qualcuno che ha pensato di utilizzare le disastrose previsioni per il 2012 – anno durante il quale secondo l'interpretazione di alcune profezie dovrebbe succedere qualcosa che cambierà per sempre il corso degli eventi – per creare un nuovo segmento nel mercato del lusso: la vendita di un bunker HiTech, il Vivos survival shelter, per salvare l'elite della popolazione mondiale in occasione di una catastrofe planetaria. Al costo di dieci milioni di dollari. L'uno.
Poco più di 830 giorni ci separano dal fatidico anno, come non manca di ricordare un conto alla rovescia sempre presente sul sito della compagnia californiana ideatrice del progetto, il cui motto è «non puoi prevedere ma ti puoi preparare». E infatti il rifugio, su richiesta, può essere costruito a domicilio e secondo le indicazioni del committente.
Per evitare l'estinzione delle classi medie è anche stato previsto un regime di comproprietà e la vendita dei lotti è già iniziata: 50mila dollari per gli adulti, 25mila per i ragazzi fino a 16 anni. Gli animali possono essere portati gratis, ma uno solo a patto che sia bene educato, sottoposto ai controlli medici della società e che abbia i vaccini in regola: gli animali che saranno riconosciuti come una minaccia per gli altri abitanti del rifugio saranno rimossi dal bunker o soppressi.
La rete dei bunker Vivos dovrebbe coprire 20 differenti location negli Usa, basta scegliere quella più comoda da raggiungere. Il rifugio potrà ospitare 200 persone per un periodo massimo di un anno, garantendo un'adeguata riserva di acqua, cibo, energia fino ad arrivare ai servizi medici. E poi eleganti salottini, piccoli soggiorni in cui poter respirare un po' di privacy e televisori al plasma intratterranno gli ospiti permettendogli di sopravvivere alla distruzione del pianeta. Che potrebbe avvenire a causa di una guerra nucleare, di un virus oppure per un attacco terroristico (pericolo indicato con il simbolo dell'aereo), secondo le più comuni minacce all'esistenza del pianeta elencate sul sito internet della compagnia. Oppure la cometa killer, il super vulcano o uno tsunami globale potrebbero rendere necessaria l'esistenza di un luogo dove rifugiarsi in attesa di tempi migliori.
Secondo quanto dichiarato all'emittente Abc dal creatore del progetto Robert Vicino, la società sta già predisponendo gli ambienti e la loro struttura ricalca quella di «un lussuoso yacht da crociera». Certo, le strutture effettive dei bunker sono ancora «in fase di costruzione» ma le iscrizioni - e i versamenti - sono già aperti. Un ultimo dettaglio: i prezzi possono essere soggetti a variazione senza preavviso.
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