Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Se esiste una risposta a delle cure che non hanno speranza, direi che la cura con le cellule staminali è quella giusta. Parlando da profano e non da ricercatore medico ovviamente, questa cura secondo me è la più grande scoperta dall' inizio secolo e attuata su dei pazienti in giovane età, anzi giovanissima, dato che parliamo di bambini di pochi anni. Ho già menzionato in un altro articolo, tale scoperta dal prof. Vannoni e ancora adesso, trovo che sia molto riduttivo, dare spiegazioni a dei genitori che non hanno che l' unica speranza di vedere il proprio figlio rinascere da una morte certa, con una cura per l' appunto riguarda le cellule staminali.
Perchè dopotutto, attuare secondo le disposizioni del prof. Vannoni una cura e ampliarla a molte persone per curarle definitivamente, ha un costo. Il costo di non poter utilizzare più persone che necessitano cure costose, una sicura fonte di guadagno per le case farmaceutiche che producono medicinali che prolungano un' agonia di una malattia che solo la morte può terminare.Il mio sfogo, per essere sincero, è diretto nel poter constatare che dei rusultati sicuri e miracolosi ci sono, per le persone che hanno beneficiato di tali cure. Cure negate ad altre persone perchè, ritenute dannose e pericolose. Certamente meno dannose della morte del paziente, per via ''naturale'', esente da responsabilità mediche e da ogni via legale perseguibile per un decesso causato da farmaci inadatti.
seguire uno stralcio dell'intervista:
"Le cellule staminali sono una risorsa incredibile che c'è dentro il nostro organismo, è quella che ci mantiene in vita, che decide quanto dobbiamo invecchiare e che ci ripara.... Le staminali sono in tutte le specie viventi. Se a una lucertola tagli la coda, le ricresce grazie alle sue staminali, allo stesso modo in cui queste cellule fanno crescere i nostri capelli e le nostre unghie e tengono giovani i nostri organi. Noi prendiamo questo meccanismo e lo amplifichiamo...e lo andiamo a inserire su malattie talmente gravi che la natura non riesce a riparare col suo bagaglio e il suo ritmo di sviluppo di cellule staminali. Il metodo Vannoni è un metodo per estrarre le staminali in modo attivo. Noi le prendiamo dalla parte spugnosa dell'osso, dal bacino; il pezzettino di osso che prendiamo lo lavoriamo e ne riusciamo a tirar fuori 5 tipi di staminali diverse, ognuna con le sue funzioni e con le sue utilità..Dal nostro serbatoio di cellule staminali, noi ne prendiamo un pochino e le moltiplichiamo e le rimettiamo nel nostro organismo in una quantità molto maggiore...".
"Si è aperta per la medicina una porta incredibile, che lascia una speranza nel futuro di allungare la vita di tutti, di far vivere meglio le persone anziane, di curare malattie importanti come la malattia di Gioele o di Celeste, che oggi non hanno soluzioni. Per quali malattie può essere efficace il metodo? Oggi abbiamo un'esperienza su 60 malattie diverse, tutte malattie gravissime, tutte malattie che non hanno alternativa di cura. Tipo la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la Sma, il Parkinson...tutte le malattie dell'osso, quindi la rigenerazione della cartilagine, dell'anca, tutte le malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, il lupus...Con 1 o 2 iniezioni di staminali queste malattie vengono completamente fermate, debellate per anni. In alcuni casi dopo alcuni anni ci possono essere delle piccole recidive. Si fa un'altra endovena...Con le staminali si guarisce da tante patologie...Le staminali non fanno miracoli, sono una cura, una terapia, e come ogni terapia, funziona a seconda della gravità della malattia, da quanto tempo c'è la malattia, da quanto è veloce. Parliamo, però, di malattie che non hanno nessun'altra possibilità di cura...".
"Ci sono persone che sono morte? Non per la terapia. Ci sono persone che, purtroppo, sono morte in seguito all'interruzione della terapia che è stata fatta in Italia. Persone che sono state trattate nel 2008, che avevano avuto consistenti miglioramenti con malattie neurodegenerative molto importanti, quando le terapie sono state interrotte e non è stato più possibile curarli, dopo un anno hanno cominciato a peggiorare e la malattia ha fatto il suo corso. Le terapie sono state interrotte perché non produciamo in un laboratorio farmaceutico, quindi non produciamo le cellule staminali come se fossero dei farmaci, le produciamo come se stessimo facendo un trapianto e questo, secondo una legge della Comunità Europea, non è fattibile in Italia, tranne che in casi compassionevoli che sono permessi dalla legge italiana...L'Europa ha stabilito nel 2008 che le cellule staminali sono dei farmaci, quindi non sono cose vive, sono delle molecole e vanno prodotte in un laboratorio farmaceutico, come per fare dei farmaci iniettabili, con le regole di un laboratorio farmaceutico. Le staminali, però, non sono molecole e se le tratto come tali alla fine o muoiono o diventano inefficaci e questo, purtroppo, è quello che sta succedendo a fronte di una rigidità eccessiva, che impedisce alle terapie con staminali di diffondersi in tutta Italia. Ogni ospedale italiano dovrebbe avere un centro di cura con cellule staminali e lo potrebbe fare con un allestimento bassissimo se fossero, come sono, effettivamente considerate come trapianti. Invece, essendo considerate dalla legge come farmaci siamo costretti a produrre dentro dei laboratori farmaceutici che costano milioni di euro, per autorizzare i quali ci vogliono anni."
C’è stato però un blocco sul metodo Vannoni sulle staminali da parte della Comunità europea, questo perché il dottor Vannoni non ha scelto la strada della sperimentazione, come obbliga il Consiglio Superiore di Sanità, ma si è avvalso delle cure compassionevoli. In poche parole c’è stata un’interruzione perché le terapie non vengono svolte in un laboratorio farmaceutico e ciò non è permesso dalla Comunità Europea.
Forse la risposta allora possiamo trovarla al di fuori dell' Italia, pur rimanendo in Italia? Si scopre così che anche a San Marino, hanno a che fare delle cure con le cellule staminali: guarda qui. Per via dei diritti di copyright, non posso copiare tali studi ma posso indirizzarvi a tale sito per poterlo leggere in piena libertà.
L' inchiesta che sta portando avanti il giudice Raffaele Guariniello sull'uso improprio di cellule staminali da Torino sta infognando sempre più la Repubblica di San Marino a leggere quanto scrive oggi su La Stampa Niccolò Zanzan.
Personaggio chiave Davide Vannoni, conosciuto anche a San Marino.
Zanzan pubblica una intervista alla figlia di un paziente, Claudio Font.
' Dove ha fatto il prelievo?
'Alla Ibm di San Marino. Sembrava un centro estetico più che una clinica. E anche nella carta intestata per il bonifico - guardi qui - c'era scritto 'Istituto di bellezza'. Dopo il prelievo, anche il primo trattamento venne fatto a San Marino.
Materialmente lo eseguì il dottor Luciano Fungi. Fu lui a dirci di segnare con un pennarello il punto esatto dell'iniezione. Si immagini i problemi ad ogni doccia di mio padre'.
Quando fu sottoposto al secondo trapianto di staminali?
'La Ibm di San Marino, nel frattempo, era stata posta sotto sequestro per esercizio abusivo della professione medica. Quindi gli venne fissato un appuntamento a gennaio 2009 al centro trapianti di Trieste, l'unico autorizzato in Italia. Ma sempre in un giorno festivo, strano. E la cosa che mi colpì maggiormente è che dopo l'iniezione non fu tenuto neppure in osservazione. Tornò subito a casa in condizioni drammatiche. Delirava. Diceva che lo avevano rapito'. '
E anche:
Alberto Custodero
ROMA - "Pericolose per la salute". Il ministero della Salute boccia definitivamente quello che è stato definito il "metodo Di Bella delle staminali". Ovvero, la presunta terapia proposta dalla Stamina foundation di Davide Vannoni, laurea in lettere e filosofia (si autodefinisce "neuroscienziato"). E di Marino Andolina, medico coordinatore del "Dipartimento trapianti adulti e pediatrico" presso l'Irccs Burlo Garofalo di Trieste. La loro terapia staminale è stata al centro di una querelle politico-giudiziaria-scientifica nazionale: messi sotto inchiesta dal procuratore torinese Guariniello. Legittimati da due giudici che ne hanno autorizzato la cura su due bambine, Celeste a Venezia, e Smeralda a Catania, entrambe affette da gravissime malattie degenerative. Poi di nuovo stoppati dal Tar, quindi "convenzionati" e accolti in una stanza nell'Asl "Spedali civili" di Brescia. Il loro inserimento in questa struttura sanitaria pubblica bresciana aveva fatto scattare un'inchiesta da parte di una commissione voluta dal ministro della Salute Balduzzi composta da Iss, Nas e Aifa con il fine di riportare ordine nella caotica vicenda. Ora, finalmente, è arrivata l'ultima relazione della Commissione ministeriale redatta da uno dei massimi esperti di biologia delle cellule staminali in Italia, Massimo Dominici. Le sue conclusioni sono senz'appello. Nanni Costa, dell'Iss (e presidente del Comitato trapianti del Consiglio d'Europa), ne spiega, in sintesi, i principali punti. "Il metodo Stamina - dice Costa - è pericoloso per la salute perché a volte ai pazienti è inoculato materiale biologico prelevato dallo stesso malato. Ma altre volte vengono iniettate cellule prelevate da terze persone, con il rischio di contagio batterico e virale che ciò comporta". "Le metodologie di preparazione dei preparati - aggiunge - sono grossolane, con errori marchiani, e del tutto fuorilegge. I laboratori sono in luoghi non adatti. Sui vasetti che conservano i tessuti prelevati ci sono etichette scritte a matita, per lo più incomprensibili. Quelli di Stamina, poi, hanno detto che con le loro cellule vogliono fare alcune cose, in realtà quelle cellule possono avere effetti collaterali imprevisti. Hanno fatto confusione con i brevetti e non hanno mai pubblicato un risultato delle loro ricerche nelle pubblicazioni scientifiche". Il documento di Dominici consente ora al procuratore Guariniello, che ha chiuso l'indagine preliminare, di procedere al rinvio a giudizio dei 12 indagati che avevano proposto le loro cure a una settantina di persone. Il laboratorio torinese delle cellule staminali di Vannoni, Andolina e soci "era ricavato - scrive Guariniello - in uno scantinato abusivo gestito da due ucraini". Ma si avvalevano anche di un altro scantinato nella repubblica di San Marino "nell'intento palese di sfuggire ai controlli delle autorità italiane". Per convincere ad accettare il loro metodo, gli esperti della Stamina, onlus senza fine di lucro (che, però, si faceva pagare dai 7 ai 50mila euro), mostravano ai familiari dei malati i video "di un ballerino russo affetto da Parkinson che si alzava dalla carrozzella e tornava a ballare". "Di una giovane paralizzata dalla Sla che riprendeva a camminare". "Di un uomo che guariva da una grave forma di psoriasi alle mani". Ma si trattava solo di un inganno: di qui, la contestazione da parte del procuratore torinese del reato di associazione per delinquere e truffa.
Sono dell' avviso che le risposte più plausibili sono di fronte a ciò che si vede, anzichè a scritti ed esposti che non aiutano di certo a trovare una cura che deve salvare delle vite. Si arriva così alle solite notizie che lasciano tristi e angosciati:
San Marino punta ad esportare in Cina la tecnologia scientifica per la conservazione delle staminali. Ad avviare una collaborazione con gli esperti cinesi sarà la Bioscience Institute, un'azienda privata aperta a San Marino nel 2007, a soli 200 metri dal confine con l'Italia, che si occupa della conservazione delle cellule staminali raccolte dopo il parto dal cordone ombelicale. Una nota dell'istituto annuncia che "una delegazione di una delle maggiori corporation cinesi operanti nel settore dei servizi sanitari sarà oggi a San Marino per una visita scientifica al Bioscience Institute". L'amministratore delegato Giuseppe Mucci incontrerà il suo omologo Lin Gang, presidente della Successplus di Guangzhou.
"Si punterà soprattutto a definire la possibilità di esportare in Cina, oggi seconda potenza economica del pianeta, il modello aziendale e strutturale dei laboratori Bioscience Institute". All'Istituto, che si occupa anche della conservazione di fibroblasti e delle cellule staminali mesechimali, le cellule staminali vengono conservate per venti anni in stato di criogenia per azoto liquido. All'attivo dell' istituto collaborazioni con Austria, Svizzera francese e Qatar(8 aprile 2011).
Interessante anche il sito che tratta di appuntamenti e dell' importanza delle cellule staminali.
Uno dei casi seguiti dall' opinione pubblica è senza dubbio, divulgato tramite il programma delle '' Le iene'', ottimo programma che tratta diversi articoli di cronaca e di malasanità, nonchè di truffe organizzate e di mancate aspettative di persone che ricercano giustizia in una giustizia che non sembra esserci.