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Gli Stati Uniti restano aperti ai negoziati con la Corea del Nord, ma che siano "onesti sulla denuclearizzazione". Ad affermarlo è il segretario di Stato americano John Kerry che, in un intervento al Tokyo Institute of Technology (TiTech), ha invitato Pyongyang a fare passi "significativi" verso i colloqui: "La palla è nel loro campo", ha aggiunto. Gli Stati Uniti e la Cina rilanciano congiuntamente il processo di distensione con la Corea del Nord che nel 2005 aveva portato ad un accordo in base al quale Pyongyang avrebbe rinunciato agli armamenti nucleari in cambio di massicci aiuti economici. Dopo una lunga riunione - durata circa quattro ore - nella guest house di Diaoyutai alla periferia di Pechino, il segretario di Stato americano John Kerry e il consigliere di Stato (una carica che in Cina è più importante di quella di ministro) Yang Jiechi, hanno affermato che le due potenze sono d’accordo sull’obiettivo della «denuclearizzazione della penisola coreana». Dato che solo la Corea del Nord è dotata di armamenti nucleari, il significato della dichiarazione dei due massimi esponenti delle diplomazie di Usa e Cina è chiaro. Kerry ha definito la sua giornata a Pechino «estremamente costruttiva» e ha sottolineato che ha prodotto «più di quanto mi aspettavo». Alla Corea del Nord ha detto che un nuovo test missilistico - che secondo alcuni potrebbe avvenire nei prossimi giorni - sarebbe «un errore» e le ha chiesto di «tenere fede» agli impegni che ha preso, siglando l’accordo sul disarmo nucleare. Al presidente Xi Jinping il segretario di Stato ha detto che la situazione nella penisola coreana è in un «momento critico», secondo fonti della delegazione americana. La televisione di Stato cinese, nel suo telegiornale della sera, ha citato il premier Li Keqiang, che avrebbe affermato che «la tensione nella penisola non è nell’interesse di nessuno». Ma intanto altre questioni riguardano il Nord Corea:La guerra cibernetica di Anonymous contro la Corea del Nord continua. Ieri il gruppo ha hackerato diversi siti nordcoreani e ha nuovamente pubblicato messaggi anti regime sull'account Twitter @uriminzok dimostrando in tal modo di avere ancora il controllo dell'account due settimane dopo il primo attacco.
Lo scorso 4 Aprile Anonymous ha hackerato gli account ufficiali nordcoreani di Twitter e Flickr. Tre giorni dopo, il 7 aprile, il gruppo ha fatto sapere attraverso Twitter che presto sarebbero seguiti nuovi attacchi. Promessa mantenuta poche ore fa quando Anonymous ha annunciato di avere nelle proprie mani la maggior parte dei siti nordcoreani e di essere pronto ad abbatterli. In poche ore Kim Jong-Un, il dittatore che minaccia un attacco nucleare contro gli Stati Uniti, si è trovato "nudo" di fronte alla libertà del web. Le richieste degli hacker sono sempre le stesse: le dimissioni di kim Jong-Un, la cessazione delle minacce nucleari, l'instaurazione in Corea del nord di una democrazia libera e l'internet nord coreano libero dalle censure.
L'ascesa di Anonymous in questi anni è stata dirompente. Come ha ricordato stamani il quotidiano britannico The Guardian, il gruppo di hacker che nel 2007 veniva definito "la macchina dell'odio di internet" da Fox news, viene considerato oggi come il simbolo della protesta della cultura digitale. La ricetta del successo è basata soprattutto su indipendenza e libertà. Proprio quella libertà che permette ad Anonymous di scagliarsi contemporaneamente contro la Corea del Nord colpevole di rinfocolare venti di guerra, censurare internet e soffocare il 99% della popolazione e contro gli stessi Stati Uniti, più volte presi di mira in passato, senza dimenticare la recente campagna contro Israele e a sostegno dei palestinesi.
A questo bisogna aggiungere che gli attivisti di Anonymous hanno mostrato un sempre maggiore interesse per le tematiche sociali lanciando campagne come #OpJustice4Rehtaeh , in difesa della ragazza violentata in Canada, o #OpCoisp contro il sito del sindacato di polizia per il caso Aldovanardi.
Sarebbe riduttivo legare le vicende di Anonymous al successo o all'insuccesso di una campagna di hackeraggio. Il punto fondamentale riguarda la capacità di usare il web per traghettare le idee da una parte all'altra del mondo, sfidando i potenti e le loro censure, anche con una semplice foto in grado di schernire un dittatoe, il rigido cerimoniale militare che lo ammanta e le sue folli idee belliche.
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