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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Cueva de los Cristales: La grotta dei cristalli

 

 

Ci sono posti al mondo talmente nascosti che non tutti ne conosco l'esistenza. Meraviglie create da Madre Natura o dalla mano sapiente dell'uomo. Luoghi imperdibili e amatissimi dai turisti alla ricerca di un'esperienza diversa dal solito.
La Cueva de los Cristales fu scoperta nella miniera di Naica, nei pressi di Chihuahua, nell'anno 2000 quando fu estratta l'acqua dalla caverna. Non esiste nulla di simile in tutta le Terra. Le colonne di cristallo che si intrecciano sono le più grandi colonne di cristallo naturali del mondo. Nonostante la grandezza del posto è quasi impossibile visitarlo per via delle condizioni interne: circa il 100% di umidità e temperature che sfiorano i 44°C, con un bacino di magma caldo nel terreno sottostante. Senza l'adeguato equipaggiamento un uomo resisterebbe solo 10 minuti.

«È stato come vedere un film di fantascienza, o un’illustrazione del "Viaggio al centro della Terra" di Giulio Verne. Siamo scesi in fondo a una miniera d’argento che sprofonda nel deserto di Chihuahua, nel Messico settentrionale, fino a 300 metri di profondità, e siamo arrivati davanti a una porta d’acciaio sbarrata da anni. Cioè da quando, nel 2002, crollò un diaframma di pietra e i minatori si trovarono davanti a uno spettacolo straordinario: una caverna letteralmente invasa da cristalli lunghi fino a 14 metri, lucidi e taglienti come vetro. Un mondo al limite del sogno, ma impossibile da penetrare senza speciali attrezzature perché, all’interno, la temperatura raggiunge i 50 gradi e l’umidità è vicina al cento per cento. Una combinazione micidiale, che concede un’autonomia di tre o quattro minuti, poi si finisce "cotti al vapore". Per questo la caverna delle meraviglie venne subito sigillata».

A raccontare la scoperta del 2002 e la recentissima discesa nella grotta messicana è Tullio Bernabei, del gruppo speleologico «La Venta», direttore del progetto di ricerca che per alcuni anni studierà la cavità. «Per prima cosa abbiamo dovuto affrontare il problema di come entrare nella grotta e dopo lunghe ricerche e sperimentazioni condotte da Giovanni Badino, fisico dell’università di Torino e condirettore scientifico del progetto, siamo arrivati alla progettazione di tre speciali tute munite di un sistema refrigerante che la Ferrino ha messo a punto per questa specifica situazione.

Con questi "scafandri" è stato possibile restare nella caverna per oltre un’ora. Comunque, non è stato facile penetrare in quell’ambiente. Pareva di muoversi sott’acqua e non siamo riusciti a percorrere più di un centinaio di metri; un movimento sbagliato, uno strappo alla tuta, o una piccola ferita potevano essere fatali. La percezione del pericolo è stata costante, palpabile». Bernabei racconta la discesa al «centro della terra» mostrandoci alcune immagini scattate nella grotta. L’ambiente sembra proprio quello delle illustrazioni del viaggio immaginato da Verne. Gli esploratori, chiusi nelle tute arancioni e coi volti coperti dai respiratori, si muovono tra centinaia di colonne trasparenti e sfaccettate che emergono dalle pareti dell’antro e attraversano lo spazio in tutte le direzioni, sbucano dalla roccia scura come lame di ghiaccio, si ammassano appuntite negli angoli più angusti, sbocciano come fiori taglienti sulla pietra più scura, attraversano il vuoto come fasci di luce rappresa. Solo la fantascienza ha immaginato scenari simili. Ma questa è realtà. Una realtà in gran parte inspiegabile, almeno per ora: non si conosce la reale dimensione della cavità, nessuno sa dire quando e in quanto tempo si formarono i cristalli. Ma la recente esplorazione ha fornito qualche indizio.


Le cristallizzazioni sono di selenite, una forma purissima di gesso, e hanno avuto origine in un ambiente sommerso grazie alla particolare interazione tra acque sulfuree, calde, provenienti da strati profondi, e acque più fredde filtrate dall’esterno attraverso gli strati di roccia. Un processo complesso, verificatosi in una condizione di straordinario equilibrio, al quale potrebbero aver contribuito batteri che non sono stati ancora individuati, ma dei quali sono state trovate prove indirette data l’esistenza di minerali che si formano solo in presenza di certi microrganismi. L’esplorazione e lo studio della grotta procederanno, ma il tempo a disposizione non è molto. Oggi la caverna è asciutta solo perché la compagnia mineraria tiene in azione le idrovore che permettono ai minatori di estrarre l’argento. Tra circa sei anni l’estrazione finirà e le pompe si fermeranno: l’acqua delle profondità ingoierà di nuovo la caverna dei cristalli giganti.

 

http://ilramodoro-katyasanna.blogspot.it/2012/10/la-grotta-dei-cristalli-cave-of.html


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