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Non si possono continuare delle cure del genere, anche se i risultati positivi ci sono stati. Questo è il messaggio indiretto della Lorenzin, che la gente percepisce e poco importa se i figli delle persone che aspettano una cura pressochè immediata, non avranno cure staminali: se il ministro dice che è pericoloso....basta dire pazienza...sarà per la prossima volta. Forse sarebbe il caso di dire che bisognerebbe avere situazioni in famiglia del genere, per capire cosa provano le persone interessate e cosa vogliono fare.
E così il ministro Lorenzin riferisce un annuncio che non avrebbe mai voluto dare. «Questa è una conferenza stampa che non avrei mai voluto fare - ha detto il ministro Lorenzin - perché sarei stata invece felice che questa vicenda avesse avuto un epilogo diverso soprattutto per dare risposte a tantissime famiglie che si sono aggrappate alla possibilità di avere una cura che, purtroppo, non c'è.
Stop dal dicastero della Salute dopo la bocciatura del comitato scientifico. L’ideatore del “metodo”: il ministro
e i suoi esperti sono pericolosi per la salute degli italiani. 17 senatori Pdl contro la decisione
La sperimentazione clinica sul discusso metodo Stamina a base di cellule staminali non si farà. A stabilirlo è il ministero della Salute dopo la «bocciatura» del comitato scientifico nominato per valutare la sperimentazione stessa. Il ministro Beatrice Lorenzin parla di un metodo «non sicuro» assicurando il lavoro svolto con «il massimo rigore, il massimo riserbo e il massimo pudore che occorrono quando si tratta di cure e di persone malate».
«Ho chiesto - precisa - all’Istituto superiore di sanità e alla Direzione generale del ministero di affrontare questa vicenda con questo tipo di atteggiamento ma il comitato scientifico, composto dai massimi esperti in Italia, ha dato un giudizio negativo su questa sperimentazione per quanto riguarda la sicurezza della cura». I tre milioni stanziati per la sperimentazione, ha detto il ministro, saranno destinati «alla ricerca per la cura di malattie rare». Immediata la forte reazione di Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation. Interpellato dall’Agi ha definito il ministro e il comitato scientifico «pericolosi per la salute degli italiani» e le associazioni pro Stamina annunciano denunce nei confronti del ministro Lorenzin e del premier Letta per «crimini contro l’umanità». Gli attivisti del web si ribellano: sono decine i commenti di protesta sulla pagina Facebook del ministro. E anche Il Pdl si divide sulla decisione del ministro di bloccare la sperimentazione Stamina e 17 senatori dicono no alla Lorenzin. «È una delle pagine più amare delle storia dei diritti e della scienza nel nostro Paese. Ancora più grave -si legge in una nota - perché è scritta sulla pelle di piccoli malati . Negando loro la possibilità di migliorare le condizioni di vita, li destina insieme ai loro familiari a una realtà ancora più tremenda, senza poter utilizzare alcuna terapia alternativa, nemmeno compassionevole».
Ma c’è anche chi si dice d’accordo con la decisione di bloccare la sperimentazione, «l’unica che poteva essere - dice l’associazione Luca Coscioni - adottata da un ministero che deve farsi garante della salute dei cittadini». E le famiglie dei malati Sma plaudono alla chiarezza che finalmente si è fatta sulla cura Stamina. Per risalire all’origine della vicenda Stamina bisogna tornare indietro fino al maggio del 2010, quando la Procura della repubblica di Torino aprì un’inchiesta sulle attività della Stamina Foundation onlus, associazione torinese fondata nel 2009 dal professor Davide Vannoni «per sostenere la ricerca sul trapianto di cellule staminali mesenchimali e diffondere in Italia la cultura della medicina rigenerativa». «Per chi è in cura attendiamo il Tar lombardo». «Il cosiddetto metodo stamina ( utilizza cellule staminali mesenchimali), del quale allo stato attuale non esiste un vero protocollo scientifico né la conferma scientifica e che non si può chiamare metodo, consiste nella somministrazione a scopo terapeutico per la cura di numerose patologie degenerative, delle cellule staminali. Già da questo marzo esperti e scienziati di fama avevano espresso, con una lettera al ministro della sanità, le loro preoccupazioni avvertendo, in pratica, che tale metodo poteva essere inefficace e pericoloso per la salute.
Anche la prestigiosa rivista scientifica Nature aveva lanciato un serio e preciso allarme, schierandosi contro questa cosiddetta metodologia ed ora un nuovo articolo della rivista fa ulteriore chiarezza. Va detto che la comunità scientifica internazionale sta ancora studiando come gestire e fruire al meglio le cellule staminali.
Molti ritengono, al di là dei problemi di natura tecnica-scientifica, che vi siano problemi di “ economia e profitto”, in particolare legati alle multinazionali del farmaco, che vedono con molto interesse le cellule staminali.
Mentre prosegue l’iter per la richiesta di brevetto (inoltrata nel 2010) presentata da Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation, all’ufficio brevetti statunitensi la rivista Nature rivela che l’immagine, utilizzata per sostenere la riuscita degli esperimenti di “stamina” sarebbe in realtà un copia e incolla di un altro lavoro scientifico. Tale lavoro è stato condotto da ricercatori ucraini e russi nel 2003 e Nature , pur non dando la fotografia originale, ha contatto la scienziata ucrania autrice dello studio scientifico che ha confermato il tutto.
Ma un’altra foto sarebbe stata “scopiazzata” e anche questa sarebbe finita nella richiesta del famoso brevetto da ciò emergerebbe, oltre che su dati errati, anche un chiaro caso di plagio.
Per sapere se i pazienti attualmente in trattamento a Brescia con il metodo Stamina potranno continuare la terapia, bisognerà attendere il giudizio del Tar della Lombardia» ha detto Lorenzin.
Nell’ottobre del 2011 agli Spedali Civili di Brescia avviarono le cure staminali «a uso compassionevole», seguendo il protocollo della Stamina Foundation. In quell’occasione furono accolti dodici pazienti, tutti bambini affetti da gravissime patologie neurodegenerative. Nell’aprile 2012 il Pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello dispose un’ispezione dei carabinieri dei Nas agli Spedali Civili di Brescia. Il successivo rapporto venne inviato all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco che il 15 maggio successivo predispose il blocco della terapia. L’allora ministro della Salute Renato Balduzzi dispose un’indagine amministrativa e un’ispezione da parte degli ispettori dello stesso ministero, dell’Aifa e del Centro nazionale Trapianti. Le ispezioni e le indagini portarono tutte alla stessa conclusione: bloccare la somministrazione dei trattamenti, non solo perché la possibile efficacia non è documentata scientificamente, ma le procedure per la preparazione delle staminali non rispetterebbero gli standard di sicurezza. Alle accuse Vannoni ha sempre risposto che sul suo metodo esiste un brevetto e, per questo, si sarebbe rifiutato di rendere accessibili i dettagli sulle sue procedure. Da allora la battaglia si è spostata nei tribunali.
IL PATRON - Dura la reazione di Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation: "Non è il metodo Stamina ad essere pericoloso per i malati - ha dichiarato - bensì il ministro Lorenzin e chi sta gestendo così male questa situazione, a fronte di una legge votata dal Parlamento che stabilisce l'avvio della sperimentazione". Ora l'obiettivo "è attuare la sperimentazione all'estero, possibilmente negli Usa".
"Va subito bloccata la sperimentazione di questo 'metodo', che rimandata più volte doveva iniziare il 1 luglio e, per la quale viene previsto un finanziamento di 3 milioni di euro. Oltre alla perdita di denaro, si danno illusioni e speranze false a tutte le famiglie in preda alla disperazione", ha dichiarato a Nature Paolo Bianco, ricercatore delle cellule staminali dell’ Università di RomaPerdere persone importanti in Italia sembra quasi una moda: secondo una logica medica, se non si trovano cure sicure secondo il ministero della salute, è meglio non fare niente, altrimenti si corre il rischio di morire...