La miniera di carbone colombiana dove qualche anno fa gli scienziati hanno rinvenuto la più grande specie di serpente mai vissuta sul pianeta (Titanoboa, a destra) ha restituito un'altra scoperta: una nuova specie di coccodrillo preistorico gigante, lungo sei metri. Sessanta milioni di anni fa Acherontisuchus guajiraensis conviveva con il gigantesco serpente e altri rettili in un sistema fluviale simile a quello del Rio delle Amazzoni, che si snodava attraverso una delle più antiche foreste pluviali del pianeta prima di sfociare nell'attuale Mar dei Caraibi.
In questo ampio fiume dal fondale piatto, A. guajiraensis andava a caccia di pesci, che erano anche le prede preferite di Titanoboa. Ciò significa che i due "pesi massimi” preistorici probabilmente si litigavano il cibo, e magari a volte i coccodrilli più giovani diventavano la cena del serpente.
Secondo il responsabile della ricerca Alex Hastings, un dottorando in paleontologia
dei vertebrati della University of Florida che lavora al Florida Museum of Natural History, uno dei problemi del coccodrillo era infatti quello di "andare a caccia di pesci senza irritare Titanoboa al punto di diventare lui stesso la preda”.
Capire l'evoluzione dei coccodrilli
I fossili del coccodrillo preistorico sono stati rinvenuti nella miniera di carbone di Cerrejón (una delle più grandi a cielo a aperto del mondo) nel 1994, e conservati negli uffici della miniera fino a 2004. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Palaeontology, nuove spedizioni sul campo nel 2004 e nel 2007 hanno riportato alla luce altri resti fossili.
Lo studio dei fossili rivela che A. guajiranesis apparteneva alla famiglia Dyrosauridae, coccodrilliformi che vivevano negli habitat marini e costieri. Un coccodrilliforme è un rettile dell'ordine Crocodylia, che comprende, tra gli altri, coccodrilli, alligatori, caimani e gaviali.
Secondo Christopher Brochu, paleontologo della University of Iowa, la nuova specie può fare luce sull'evoluzione e sul destino dei Dyrosauridae, la cui storia presenta molti punti oscuri. Ad esempio, sappiamo che questi animali arrivarono in America del Sud circa 75 milioni di anni fa dall'Africa, nuotando attraverso l'Oceano Atlantico. I Dyrosauridae sono anche uno dei pochi gruppi di grandi animali che sopravvissero alla grande estinzione di massa che portò alla scomparsa dei dinosauri, circa 65,5 milioni di anni fa. Nonostante ciò, fattori ambientali come il clima potrebbero aver causato alla fine la loro scomparsa, dice Brochu, che non ha partecipato allo studio. Secondo le testimonianze fossili infatti questi animali iniziarono a diminuire con il raffreddamento del pianeta durante l'Eocene, tra 56 e 49 milioni di anni fa.
Rifugio fluviale
La scoperta di A. guajiranesis sembra smentire la teoria che solo i giovani Dyrosauridae trascorressero parte del tempo nei corsi d'acqua dell'interno, prima di ritornare in mare per continuare il loro ciclo vitale.
Due caratteristiche della nuova specie confermano l'idea che A. guajiranesis trascorressero tutta la vita nei fiumi: la mole degli individui adulti e il bacino stretto e allungato dell'animale, dice Hastings. Una simile struttura ossea suggerisce che il rettile si fosse adattato nel tempo alle acque calme dei fiumi che non richiedevano il bacino più ampio tipico dei coccodrilliformi marini, che devono affrontare le forti correnti oceaniche.
Hastings ritiene inoltre che, inizialmente, A. guajiranesis si sia rifugiato nei fiumi per sopravvivere all'estinzione che cancellò gran parte della vita sulla Terra. "Riuscì a conquistare questo nuovo habitat e a prosperare, nonostante ci fosse un serpente di 13 metri nei paraggi”, dice Hastings.
Un gruppo di ricercatori americani ha finalmente svelato uno dei misteri che avvolgevano i Deinosuchus, giganteschi coccodrilli vissuti sul continente americano 70 milioni di anni fa. Le grandi misure raggiunte da questi rettili preistorici – 10 metri di altezza, tre di lunghezza per 50 tonnellate di peso – erano infatti inspiegabili per gli scienziati. Ora uno studio pubblicato su Nature, condotto alla Stanford University in California, in collaborazione con il Field Museum of Natural History di Chicago, rivela il segreto di questi giganti della preistoria. Secondo i ricercatori americani, i Deinosuchus si sviluppavano allo stesso ritmo degli altri animali fino ai dieci anni di età. Ma a differenza dei dinosauri della stessa taglia, i Deinosuchus continuavano a crescere fino ai 35 anni, raggiungendo una dimensione pari a cinque volte quella dei coccodrilli attuali. Le analisi condotte sugli scheletri dei Deinosuchus dimostrerebbero inoltre che gli animali vivevano in media 50 anni, cioè molto più a lungo degli altri dinosauri.
Il recente ritrovamento da parte di Paul Sereno, dell’Università di Chicago, e del suo team, nel deserto del Sahara, di 5 tipi di coccodrilli preistorici vissuti nell’era del Creatceo sconosciuti fino ad ora. Sopra fiurato, il terribile Boar Croc, uno dei coccodrilli preistorici rinvenuti nel Sahara.