Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Si poteva ipotizzare una vincita del PD, ma i dati vanno contro le aspettative dei votanti;E che qualcosa si sta muovendo rispetto al passato, lo si evince dai primi dati del Senato che ripropongono i sondaggi pre-elettorali. Su 715 sezioni scrutinate si un totale di 5267 il raggruppamento di centrosinistra è al 33,81% mentre il centrodestra è al 28,88%. Il 5 stelle piaci a più di un quarti degli elettori (235,39%). Ma come si potrà proiettare il risultato sulle regionali, non è dato saperlo.
Non resta che azzardare un pronostico, sulla base dell'affluenza. In tutte le province l'affluenza ai seggi ha superato ogni aspettativa con il dato di Latina che spicca su tutti: +12,12%. E questo la dice lunga sulla passione che ha animato gli ultimi giorni di campagna elettorale. Dato per scontato il vantaggio iniziale di Nicola Zingaretti, è possibile che il risultato finale sia confermato ma sul filo di lana. Resta da vedere con quali percentuali: l'affermazione certa del Cinque Stelle porta il Lazio verso una governabilità critica.Una campagna elettorale memorabile: ogni giorno un nuovo scandalo di corruzione, peculato, concussione, ipocrisia patologica, a travolgere destra, sinistra, centro. Un deprimente panorama di sfacelo e decadenza. E i naufraghi dei diversi schieramenti che raggiungono a frotte la scialuppa del movimento 5 stelle. Nella speranza di salvare almeno un brandello di Italia. E di dignità. Mentre I potenti si ingozzano di ostriche e caviale, il popolo vessato, smarrito, umiliato dalla lunga catena di suicidi per debiti, sceglie finalmente la ribellione e affolla le piazze d'Italia. Andando a ingrossare l'onda della rivoluzione trasversale che ingloba dai "No Tav" a "Casa Pound". "Tsunami tour", un titolo profetico. Evidentemente una fetta della popolazione italiana possiede ancora un cuore puro e gli anticorpi necessari per opporsi alle losche manovre di una casta partitocratica corrotta, incompetente, incapace di governare. I professionisti della politica non avevano fatto i conti con la rabbia delle persone oneste, trattenuta per decenni. Non avevano considerato la vergogna e il crescente disgusto delle masse davanti a questo grottesco teatrino della politica. Ma ora l'indignazione ha trovato il suo portavoce. I media di regime - asserviti ai poteri forti, alle grandi banche, agli interessi delle multinazionali - hanno dapprima tentato di soffocare il fenomeno Grillo. Poi si sono coalizzati per osteggiarlo, denigrarlo, infangarlo, deriderlo, delegittimarlo. Eppure, alla fine, sono stati costretti ad ammettere il ruolo di primo piano giocato da questa forza contro-corrente, genuina, dirompente.
Grillo non sarebbe che un disfattista, un comico dispotico, anzi fascista, orientato su posizioni pericolosamente filo-islamiche e finanziato da chissà quali poteri occulti: quasi un mantra per inebetire gli elettori, tutte menzogne orchestrate ad hoc, nel vano tentativo di offuscarne il carisma! Leggete invece il suo programma (www.movimento.info). Ascoltate i suoi comizi. Grillo sostiene ciò che pensano le persone di buon senso. La sua campagna di contro-informazione mira a trasformare gli italiani in uomini liberi e ha radici lontane nel tempo. La coerenza non gli manca, il coraggio nemmeno. E sincero sembra il suo amore per la nostra gente e il futuro del Paese. L'Italia ha rinunciato alla propria sovranità monetaria e oggi è costretta a pagare gli interessi per l'emissione della moneta alla Banca Centrale Europea, proprietà di privati. Nessuno si preoccupa di arginare l'attività di speculazione finanziaria e i danni da essa causati ricadono sulla pelle dei popoli. Svetonio, nella vita di Tiberio, ha scritto. "Il buon pastore tosa le sue pecore. Non le scortica."
Finora le statistiche che riguardano le votazioni, è stata scrutinata la metà delle sezioni, a Palazzo Madama la sinistra incassa il 32,53%, mentre il centrosinistra si ferma al 29,58%. Anche alla Camera l'asse Pd-Sel viene data in testa, anche se i dati sono solo all'inizio. In entrambi i rami del parlamento si registra un forte boom del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che alla Camera è il primo partito con il 26,3%. "Il dato percentuale dei votanti è del 75,01% - ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri - è un calo di circa il 6%, in recupero rispetto a quello di ieri sera".
A metà delle sezioni scrutinate, la coalizione guidata da Pier Luigi Bersani è in testa con il 32,53% delle preferenze. Non abbastanza per aver la maggioranza a Palazzo Madama. L'asse Pdl-Lega Nord insegue la sinistra incassando il 29,62% delle preferenze. Grazie agli ottimi risultati incassati nelle Regioni chiave, il Cavaliere porterebbe a casa 123 seggi contro 104 che andrebbero alla coalizione Pd-Sel. I Cinque Stelle, incassando oltre il 24%, otterrebbe 58 seggi. Le liste che sostengono Mario Monti ottengono il 9,1% delle preferenze permettendo loro di occupare 16 seggi. Rimangono a bocca asciutta Antonio Ingroia (1,8%) e Oscar Giannino (0,9%).
Il centrosinistra è vincente alla Camera nella prima proiezione di Nicola Piepoli per la Rai ma solo per lo 0,5%. Lo schieramento guidato da Pierluigi Bersani conquista il 29,1 mentre il centrodestra si piazza al 28,6%. Nelle proiezioni realizzate per la Rai dall’istituto Piepoli il Movimento 5 stelle si afferma come primo partito, con il 26,3%. Seguono Pd (24,6%), Pdl (21,2%), Lista Monti (8,5%), Sel (3,6%), Lega (3,6%), Rivoluzione civile (2,4%), Fratelli d’Italia (2,2%) e Udc (1,8%).
Intorno alle 16.30 le proiezioni di Sky Tg24 hanno completamente ribaltato i primi risultati. Secondo la quarta proiezione di Tecnè, l'asse tra il Pdl e il Carroccio è in vantaggio a Palazzo Madama col 31,6%. Insegue il centrosinistra con l'asse Pd-Sel al 28,2%, il Movimento 5 Stelle sarebbe il primo partito con il 24,7%. Monti si attesterebbe all’8,6%, Rivoluzione Civile all’1,9% e Fare allo 0,7%. Sarebbe un testa a testa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd come primo partito.
Secondo il primo instant poll dell’Istituto Tecnè, alla Camera la coalizione guidata da Pier Luigi Bersani è al 34,5% (il Pd al 29,5%, Sel al 4%) staccando l'asse del centrodestra che si ferma al 29,0% (il Pdl al 21,5%, la Lega Nord al 5%). Il terzo partito è il Movimento 5 Stelle si attesta al 19%. Le liste collegate al Professore arrivano al 9,5%, Rivoluzione Civile al 3,5% e Oscar Giannino all'1,5%. In base ai questi primi dati il centrosinistra a Montecitorio si aggiudicherebbe 340 seggi mentre il centrodestra 140. Seguono i grillini con 91 seggi e le liste del Professore con 46. Stesso scenario per il Senato dove Pd e Sel, con gli altri partiti di coalizione di centrosinistra, conquistano il 37% dei voti al Senato (Pd al 32% e Sel al 3,5%). La coalizione guidata da Silvio Berlusconi è al 31% (il Pdl al 22,5% e la Lega Nord al 5,5%). I grillini sono al 16,5%, mentre i montiani si fermano al 9%. Rivoluzione Civile arriva a 3%, la lista "Fare per Fermare il declino" di Giannino è all’1,0%.