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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Fenomeni estremi in agguato: il clima può essere imprevedibile

Con la  primavera iniziata in maniera fresca e caldi quasi anomali per il periodo di Aprile 2013, torniamo nuovamente a cercare di prevedere situazioni che possono diventare molto preoccupanti per nuove e forti pioggie per il nostro territorio italiano. Un fattore quasi sconosciuto attualmente è l' esposizione ai raggi X, impossibile a cui sottrarsi perchè provengono dal nostro Sole e filtrati dalle nostre difese atmosferiche.

La scoperta che il Sole emette in grande quantità raggi X fu quasi fortuita. Sino dagli anni '30, alcuni scienziati americani stavano cercando di sviluppare le comunicazioni radio a lunga distanza. Queste comunicazioni sono possibili perchè le onde radio vengono riflesse dalla ionosfera terrestre (nell'alta atmosfera), e si propagano quindi a grande distanza, seguendo la curvatura terrestre. In certi giorni, o periodi dell'anno, le onde non riuscivano a propagarsi, e ciò avveniva quando l'attività solare (misurata per esempio dal numero di macchie solari visibili) era al massimo o durante un brillamento (in inglese 'flare'), cioè un'esplosione che si osserva a volte sulla superficie solare. La radiazione visibile non ha energia sufficiente per alterare o distruggere temporaneamente la ionosfera, e fu dunque supposto che il Sole emettesse in tali circostanze anche radiazione molto più energetica, come l'ultravioletto o i raggi X.

Cresce l’allerta meteo per il weekend e, anzi, già per il pomeriggio di venerdì 19 aprile al nord, dove avremo forti temporali: più alte saranno le temperature raggiunte nella giornata di domani, più estremi saranno i fenomeni di maltempo che colpiranno l’Italia nel fine settimana e soprattutto il centro/nord tra venerdì sera e sabato. Oggi pomeriggio Firenze ha raggiunto i +28°C, Bolzano i +27°C, Roma e Verona i +25°C, Perugia, Bologna, Cuneo, Torino, Milano, Pisa, Parma e Ferrara i +24°C, Venezia, Bergamo, Viterbo, Grosseto, Frosinone, Treviso e Forlì i +23°C. E’ l’ennesimo giorno di sole pieno in tutto il Paese, anche se sui litorali del centro/sud continua a fare più fresco, basti pensare che oggi Bari, Brindisi e Palermo non hanno superato i +18°C, Termoli s’è fermata a +19°C, Lecce, Pescara, Cagliari, Crotone, Trapani, Catania e Gela a +20°C.
Come possiamo vedere dalle mappe a corredo dell’articolo, questa situazione di bel tempo cambierà a partire dalla giornata di venerdì 19 aprile, quando un affondo nordico interesserà il nostro Paese dando vita a una perturbazione con annessa goccia fredda che poi attraverserà tutta l’Italia nel weekend e all’inizio della prossima settimana, con maltempo che insisterà fino alla serata di lunedì 22. Oltre al maltempo, crolleranno anche le temperature: tornerà il freddo ovunque, con minime a una cifra e massime inferiori rispetto alle medie del periodo al punto che sui rilievi cadrà tanta neve, in modo particolare sulle Alpi centro/occidentali (oltre i 1.200 metri di quota) e sull’Appennino centro/settentrionale (oltre i 1.500 metri), ma anche al sud oltre i 1.600/1.800 metri di altitudine. Un peggioramento di questo tipo non è affatto anomalo per il periodo stagionale che stiamo vivendo: siamo ancora a metà aprile e non si può certo pretendere che già da adesso inizi la lunga e mite estate Mediterranea: i periodi di sole e bel tempo diventano, come sta accadendo, sempre più frequenti e duraturi, ma continuano ad essere intervallati da bruschi peggioramenti che riportano fresco e maltempo, rischiando di dar vita a fenomeni estremi come grandinate e trombe d’aria tipiche proprio delle stagioni intermedie, l’autunno e la primavera.

Tra aprile e maggio, infatti, si sono verificati alcuni tra gli eventi più estremi di questo tipo nella storia del clima del nostro Paese. I contrasti termici saranno molto accesi, anche perchè venerdì l’aria fredda arriverà in modo molto rapido dopo che nel pomeriggio di domani alcune località della pianura Padana o in generale del centro/nord potranno aver raggiunto o sfiorato i +30°C! Passeremo in poche ore da una situazione simil-estiva a uno scenario simil-invernale, e il passaggio non sarà dolce: avremo un brusco peggioramento proprio venerdì all’estremo nord, con forti temporali dapprima tra Piemonte e Lombardia e poi in estensione su tutta la pianura Padana nel pomeriggio, con fenomeni estremi a nord del Po, e soprattutto in Veneto. Poi, sabato, il maltempo si accentuerà ulteriormente proprio al centro/nord, spostandosi dal pomeriggio/sera anche al sud dove domenica ci saranno i fenomeni più estremi, anche qui con piogge e temporali.

 

Occorre dunque scomporre, come dicevamo poc'anzi, i vari prodotti modellistici relativi ai traccianti delle masse d'aria, come le correnti a getto, le avvezioni di vorticità, individuare i moti verticali e ricomporre poi mentalmente il puzzle onde pervenire ad una visione reale e tridimensionale della situazione. Certo non è un metodo semplice e necessita di elevata esperienza nonchè di ottima conoscenza del territorio di lavoro. Malgrado ciò, pur con tutti gli accorgimenti del caso, la previsione di un evento estremo, che è quasi sempre a scala locale, non è ancora inquadrabile con sufficiente margine di sicurezza se non in fase di nowcasting, la previsione più prossima, quella che ci porta avanti di non più di qualche ora.

In definitiva il procedimento passo passo per arrivarci quantomeno vicino sarà il seguente:

1) Prendere visione della situazione generale a livello circolatorio onde individuare situazioni potenzialmente portatrici di eventi importanti,

2) Individuare i vari soggetti sinottici tramite analisi sinottico-satellitare.

3) Analizzare a fondo la modellistica scomponendone i vari prodotti.

4) Seguire le animazioni satellitari e radar nella fase di nowcasting.

Così facendo ci si può arrivare, ma rimane pur sempre l'handicap di una risoluzione di griglia di simulazione troppo larga e, statene certi, pur con tutti gli accorgimenti del caso, pur avendo fatto tutto bene, il tempo potrebbe riuscire a raggirarci ancora una volta e infilarci a sorpresa un evento violento o estremo, magari proprio sui cieli di una grande città.

fonte  fonte

 

 

 

 

 

 

 

Nei primi anni successivi alla scoperta, l'origine della corona solare rimase un completo mistero. Secondo le leggi della termodinamica, è infatti impossibile che la radiazione visibile emessa dalla fotosfera, alla temperatura di 5800 K, riscaldi un gas a temperature di milioni di gradi, come quelle che si osservano in corona. Si pensò quindi che il riscaldamento della corona fosse dovuto ad onde d'urto, come quelle generate nell'atmosfera terrestre dagli aerei che superano la velocità del suono, provocate dalla turbolenza esistente alla superficie solare, ma ciò non spiegava la forte disomogeneità della corona osservata nei raggi X. Si fecero dei progressi quando si notò con le osservazioni telescopiche in raggi X che le regioni coronali brillanti sembravano essere composte di tante piccole strutture ad arco, simili alla forma delle linee di un campo magnetico dipolare: come esempio, si pensi al modo in cui si dispone la limatura di ferro quando viene posta nel campo generato da una calamita.

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