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Che cosa sono allora i fulmini globulari? Per il momento è facile dire che cosa non sono.
Secondo gli studi di un altro ricercatore, statunitense Martin Uman, non possono essere ad esempio provocati da
fenomeni termici, come un corpo che si sta raffreddando, perché hanno dimensioni e forma costanti e non salgono mai verso l'alto (come i corpi caldi dovrebbero fare). Essendo mobili non possono essere un effetto "corona" come i fuochi di S. Elmo, in cui la scarica rimane attaccata a corpi conduttori di elettricità (ad esempio gli alberi delle barche, che diventano così luminosi e scoppiettanti). Potendo materializzarsi all'interno di strutture metalliche come gli aerei, infine, non dovrebbero essere originati da sorgenti di energia esterna.
Insomma i fulmini globulari sono ancora un mistero. E per studiarli sono d'aiuto tutte le osservazioni possibili.
I fulmini globulari o sfere di luce sono un fenomeno luminoso in atmosfera affascinante ed al tempo stesso molto raro: si dibatte su origini e cause, in quanto sono ancora diverse le teorie che si contrappongono. Trattasi di "sfere" di diametro variabile, ferme o in movimento con velocità variabili, quasi sempre collegate a temporali.
Il video al riguardo, che parrebbe autentico, è stato girato in Russia nel villaggio Emanzhelinka (regione di Chelyabinsk) durante il temporale lo scorso 5 giugno: una palla di fuoco, dopo aver volteggiato in cielo, avrebbe colpito il tetto di una palazzina bruciando in parte due appartamenti e rovinando decine di elettrodomestici.
Silicio incandescente
La teoria di Kapitza è del 1955. Da allora la ricerca è proseguita, fino ad arrivare alla recentissima teoria pubblicata sulla rivista scientifica britannica Nature da John Abrahamson e James Dinniss, fisici neozelandesi dell'università dì Canterbury. Secondo i due i fulmini globulari sarebbero originati, da una particolare reazione chimica tra un fulmine "normale" e il suolo. In questa reazione si formerebbero infatti filamenti di microparticelle di silicio e carbonato di silicio che bruciano a contatto con l'ossigeno, emettendo l'energia necessaria a formare i fulmini globulari. In laboratorio il modello ha funzionato solo in parte: si sono cioè formate le microparticelle di silicio, ma non il fulmine globulare. La teoria dei ricercatori neozelandesi prevede anche che il fulmine globulare diventi visibile solo a distanza di qualche minuto dal fuImine, il che permetterebbe di spiegare molte testimonianze che parlano di fulmini globulari non assodati a fulmini "normali
Entrano negli aerei
Un altroluogo frequentato dalle palle di luce sono gli aerei, preferibilmentead alta quota. Il che è ancora più strano perchè negli aerei, che hanno una fusoliera metallica, l'interno è elettricamente isolato dall'esteno. Gli avvistamenti sono avvenuti in tutto il mondo. La maggior parte proviene però dalla Russia (vedi tabella a pagina successiva). In Italia Carbognani ha raccolto, dal 1998 ad oggi, le testimonianze di 3 casi: uno a Catania, uno a Formello (Roma) durante un temporale e sempre in una casa, uno, il più grande (un metro di diametro e arancione), sul preappennino romagnolo, conclusosi con una forte esplosione. L'aspetto dei fulmini globulari è molto vario, sia per il colore sia per la struttura: «Possono apparire solidi con un involucro gassoso che sambra riflettere la radiazione dell'ambiente esterno» spiega Carbognani «oppure rotanti, multicolori e circondati da un involucro trasparente, oppure ancora in combustione (per quelli più piccoli)». Si muovono in tutte le direzioni ma mai verso l'alto. Possono andare anche contro vento e in alcuni casi sono stati attratti da oggetti metallici al suolo.
Il racconto di uno scienziato
Il racconto che segue è la testimonianza pubblicata dalla rivista Nature, di Graham K. Hubler, ricercatore del Naval research laboratiry di Washington (USA).
«Ho visto un fulmine globulare durente un temporale, nell'estate del 1960. Erano le 9 di sera ed era buio. Io ero seduto con la mia ragazza sotto la tettoia di un parco di New York (…) Una sfera giallo-biancastra delle dimensioni di una pallina da tennis apparve all'improvviso a circa 15 metri da noi. Non era associabile ad alcun fulmine "normale". C'era poco vento. La palla si librava a 2 metri e mezzo dal suolo e si muoveva lentamente verso di noi. Appena entrò sotto la tettoia "cadde" sul pavimento, che era di legno ed era bagnato, passando ad un metro da noi e senza che noi sentissimo alcun calore. Svolazzò sul pavimento con un movimento a sobbalzi, ed uscì dalla tettoia verso destra. Si alzò fino ad un metro dal suolo, si spostò di altri 5 metri, cadde di nuovo al suolo e sparì senza alcuna esplosione. Ricordo che faceva il rumore di un fiammifero appena acceso. Aveva la luminosità di una lampadina da 10 W. (…) il tutto durò 15 secondi".
Elfi spettri e altri strani fulmini
Ci sono anche altri fulmini misteriosi, oltre a quelli globulari. Sono i cosiddetti "elfi": effetti di luce a metà strada tra i fulmini e le aurore boreali che si manifestano opra le nuvole (e quindi sono difficilmente visibili) durante i temporali. Scoperti nel 1994, sono di vari tipi: spettri rossi, getti blu, elfi ad anello.
Secondo uno dei dei più attenti studiosi del fenomeno, il meteorologo americano Walt Lyons, potrebbero avere un ruolo cruciale nell'equilibrio elettrico globale, ed essere in pratica la manifestazione visibile del passaggio di energia dalla Terra allo spazio. Si verificano in conseguenza di un fulmine "normale" e sono probabilmente la manifestazione luminosa di flussi verso l'alto di elettroni accelerati.