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Da pochi mesi, se ne parlava dell' impresa che degli astronauti, per allenarsi a lavorare nello spazio, si preparavano ad una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) l' addestramento consisteva ad andare in cerca di forme di vita nel sottosuolo, in alcune grotte della Sardegna. L’equipaggio internazionale di sei astronauti, tra i quali uno dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa),era iniziato per prepararli al volo spaziale da venerdì 7 settembre. L’addestramento si chiamava: Caves (Avventure in cooperazione per valutare ed esercitare il comportamento umano e le doti individuali) ed era pensato per preparare gli astronauti a lavorare in maniera sicura e proficua, risolvendo problemi in un gruppo multiculturale, mentre si avventurano in aree inesplorate seguendo le procedure applicate nello spazio. Le grotte infatti garantiscono molte affinità con i viaggi nello spazio in quanto si lavora in isolamento dal mondo esterno, in spazi ristretti, assenza di intimità e risorse tecnologiche limitate.Gli astronauti impegnati nel corso di addestramento in grotta “Esa Caves” dell’Agenzia Spaziale europea (Esa) hanno scoperto in Sardegna una nuova forma di vita, uno speciale tipo di “onisco” o porcellino di terra. Lunghi soltanto otto millimetri questi animali appartengono al sottordine degli isopodi terrestri, comunemente noti come porcellini di terra, o onischi. Molti crostacei come granchi, gamberetti e aragoste, vivono in acqua mentre i porcellini di terra sono il solo gruppo che si è adattato completamente alla vita fuori dall’acqua. «Questa scoperta è importante perchè - spiega l’esperto di isopodi Stefano Taiti, del Consiglio Nazionale delle Ricerche - si pensava che i pochi onischi acquatici di cui siamo a conoscenza fossero forme primitive da cui i porcellini di terra si erano evoluti. È chiaro adesso che questi animali si sono evoluti per vivere di nuovo nell’acqua».
Analogamente a quanto avviene a bordo della Stazione Spaziale, i “cavenauti”, ossia gli astronauti delle caverne, si metteranno in contatto due volte al giorno con un centro di controllo per coordinare le attività e avranno un intenso programma di ricerche scientifiche da completare. Oltre a realizzare mappe di alcune delle grotte del sottosuolo sardo ancora inesplorate, i sei astronauti andranno alla ricerca della presenza di eventuali forme di vita. Come ha spiegato Loredana Bessone, istruttore Esa degli astronauti e ideatrice del corso: «nessuno ha sistematicamente cercato forme di vita in queste grotte, e trovare la vita, piccola e grande, è sempre una buona cosa, quindi sono veramente eccitata all’idea che cercheremo batteri esotici e abitanti delle caverne, come gli artropodi».
Così lavorando a questo progetto, succede l' inaspettato:
«Ogni anno esploriamo la zona per preparare la missione di addestramento» osserva Loredana Bessone, ideatrice del corso e responsabile del progetto Esa Caves. «Quest’anno - aggiunge - abbiamo notato, in un piccolo stagno, dei crostacei dall’aspetto interessante». Il progetto Caves ha inviato per una settimana nel sottosuolo gli astronauti provenienti dalle diverse nazioni partecipanti alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), per imparare a lavorare in un gruppo multi culturale e in condizioni estreme. Durante i sei giorni di permanenza nelle grotte della Sardegna, gli astronauti hanno condotto anche ricerche su: meteorologia, geologia e hanno catalogato la vita sotterranea. Gli astronauti hanno sistemato delle esche vicino allo stagno e in altri posti per attirare quante più forme di vita possibile. Dopo tre o quattro giorni, gli astronauti hanno scelto alcuni campioni tra le specie meno comuni e le hanno preservate nell’alcol per portarle in superficie.