Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Dal telefono cellulare al cordless, fino all’I-Phone che la Apple si appresta a lanciare sul mercato e che è già oggetto di allarme da parte di Greenpeace per il suo contenuto di sostanze tossiche: la scienza continua a osservare, sotto la lente di ingrandimento, i più comuni strumenti senza fili per verificare se il loro utilizzo possa causare danni al cervello. Il risultato è stato davvero impressionante e ha suscitato un vortice di opinioni e critiche da tutto il mondo scientifico e non solo. Secondo la ricerca, infatti, utilizzare il telefono cellulare un’ora al giorno per dieci anni aumenta il rischio di sviluppare il glioma del 30% e il neuroma acustico del 20%. Gli scienziati svedesi ne sono certi: non si tratta di un allarme ingiustificato ma di una realtà, visto che il tempo minimo perché si possa studiare lo sviluppo di un tumore è proprio dieci anni e le ricerche condotte prima di questo anniversario sarebbero da considerarsi incomplete. In altre parole, l’uso del cellulare si è diffuso circa dieci anni fa e in questo decennio il cellulare è diventato uno strumento utilizzato da milioni di persone ogni giorno: per questo motivo uno studio serio che indagasse sui rischi dell’utilizzo del cellulare poteva essere condotto solo adesso.Su un noto giornale, ci confermano con una pubblicazione sul Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism fin dal passato anno, che l’utilizzo del telefono cellulare nuoce alla salute del nostro cervello. Dopo soli 33 minuti di conversazione telefonica, iniziamo a subire delle alterazioni nel suo funzionamento, ad esempio sulla concentrazione e sulla memoria. Tali alterazioni sono state osservate grazie alla tomografia ad emissione di positroni, o PET, che permette di ottenere informazioni di tipo fisiologico dell’area in esame. Ciò che è stato riscontrato è molto semplice: i campi elettromagnetici, sopprimendo il metabolismo del glucosio, lasciano le nostre cellule sfornite degli zuccheri di cui hanno bisogno per garantirci prestazioni cognitive normali, come il ricordo, l’apprendimento e il ragionamento. Molto prudentemente, i ricercatori non affermano altro, come ad esempio la corresponsabilità di tale esposizione verso disturbi di varia natura e gravità. Certo è che l’utilizzo compulsivo dei telefoni cellulari tanto bene non fa, basti pensare a quanto è stato scritto in merito al danno di tali dispositivi sui cervelli in crescita di bambini e ragazzi (tanto che il Consiglio d’Europa ha proposto di vietare gli apparecchi Wi-Fi, cellulari e cordless nelle scuole) o sulla fertilità (articolo comparso su La Stampa e scaricabile qui).
Anche gli italiani hanno analizzato gli effetti dell’uso del cellulare sul cervello: una ricerca, pubblicata sugli Annals of Neurology e condotta dagli studiosi dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, in collaborazione con quelli dell’Ospedale S. Giovanni Calibita-Fatebenefratelli, della Facoltà di Psicologia della Sapienza e della Clinica Neurologica all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha dimostrato che le onde elettromagnetiche emesse dai telefonini eccitano il cervello e in particolare la corteccia cerebrale. Come evitare in modo significativo questi problemi? Usiamolo semplicemente di meno: la salute è la nostra e siamo noi stessi a decidere della nostra vita.