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Il clima mondiale del prossimo futuro: il professor Mora racconta

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Nel corso dei prossimi 50 anni, la Terra sarà un posto meno piacevole in cui vivere. Parola di scienziati. Nessun catastrofismo, non sarà colpa né di asteroidi né di eventi cosmici. A mettere a rischio la vita umana sul pianeta saranno i cambiamenti climatici. Entro i prossimi 45 anni, la Terra potrebbe subire ancora più spesso eventi climatici estremi.

Grandi città come New York e Londra lotteranno per sopravvivere ad aumento delle temperature che gli esseri umani non hanno mai sperimentato prima. A tracciare le linee del futuro climatico della Terra è stato un nuovo studio condotto dagli scienziati dell'Università delle Hawaii e pubblicato su Nature. Secondo la ricerca, anche se utilizzeremo tutte le risorse per fermare e arrestare le emissioni di carbonio in corso, le modifiche sono ormai irrevocabili e possono essere solo rimandate.

È quanto sostiene Camilo Mora, che col suo team ha fatto una serie di previsioni basate su una grande quantità di modelli computerizzati. Tra circa un decennio, a Kingston, in Giamaica, ci sarà un caldo permanente, a Singapore toccherà nel 2028. Poi sarà la volta di Città del Messico nel 2031 e del Cairo nel 2036. Temperature elevate a Phoenix e Honolulu nel 2043.

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“In futuro l’anno più freddo sarà più caldo che non l’anno più caldo del passato”, afferma Mora aggiungendo un tocco personalizzato. “Ripercorrete gli anni della vostra vita e pensate alla situazione più calda in cui vi siete mai trovati. Ecco: quello che stiamo dicendo è che molto presto quella temperatura sarà la norma”.

Il professor Mora non è specializzato in climatologia. La sua area di ricerca è lo studio di 39 modelli differenti di previsioni sui cambiamenti climatici tratti da ventun centri di ricerca in dodici paesi. L’elaborazione di dati tratti da questi modelli ha portato Mora a concludere che la metà della superficie terrestre intorno al 2047 farà i conti con temperature più alte di quelle mai registrate nell’arco fra il 1860 e il 2005.

 

Un futuro apocalittico? Forse, se si considera che nel 2046 New York e Washington potranno avere un clima completamente diverso, divenendo sempre più difficili da vivere. All'Italia toccherò nel 2044. Nel 2043, 147 città ossia più della metà di quelle esaminate, avranno un clima molto diverso, con temperature più calde, raggiungendo dei record storici.

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Oggi, flussi enormi di acqua con un'altezza pari alla Torre Eiffel si stanno sciogliendo dalle piattaforma di ghiaccio antartico. Le barriere coralline tropicali saranno i primi ecosistemi a passare a un clima più caldo per colpa del riscaldamento globale che investe il pianeta da150 anni a questa parte. E la città indonesiana di Manokwari è pronta a diventare un'icona inconsapevole del cambiamento climatico. Nel 2020, tale località costiera diventerà uno dei primi posti nella storia recente ad adottare uno clima completamente nuovo. Secondo Mora i Tropici si riscalderanno più in fretta che altre parti del pianeta perchè l’effetto serra intrappolerà il calore in modo assai più marcato che altrove.

L’effetto sarà devastante. I Tropici infatti sono abituati a una limitata escursione climatica e dunque non sono preparati da un punto di vista naturale a far fronte a un profondo cambiamento climatico. Painte e animali ne risentiranno e organismi che non sono geneticamente programmati ad affrontare mutamenti saranno costretti a spostarsi altrove o a rischiare di venire estinti.

Tuttavia, se le emissioni di gas serra si stabilizzeranno, città come New York potrebbero rinviare fino al 2017 gli inevitabili cambiamenti, mentre Londra potrebbe farlo fino al 2088.

Francesca Mancuso

 

http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/6468-cambiamenti-climatici-2046-apocalisse

 

 

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