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Il futuro di smartphone e tablet potrà essere telepatico

Samsung tablet pensiero

Se la tecnologia touchscreen ha fatto centro nel mondo tecnologico, le novità che arriveranno dalle case costruttrici di queste meraviglie elettroniche, non avranno nuovamente precedenti: alcuni ricercatori dell'University of Texas e un gruppo di ingegneri Samsung stanno portando avanti un lavoro di ricerca per esplorare la possibilità di realizzare in futuro sistemi di controllo per tablet e smartphone in grado di "leggere il pensiero".

L'azienda coreana sta infatti sperimentando l'impiego di un particolare casco dotato di sensori capaci di raccogliere le onde cerebrali e di tradurle in comandi per i dispositivi elettronici. La ricerca è ancora in fase iniziale, ma potrebbe aprire la strada alla concretizzazione di nuove capacità di controllo per i dispositivi elettronici. Samsung vuole superare la tecnologia touch e progetta tablet e smartphone controllati con il pensiero. L’indiscrezione che circola in rete, per ora non confermata ufficialmente, sostiene che l’azienda sia attualmente in contatto con un professore di ingegneria dell’Università del Texas (Dallas, Usa), al quale sarebbe stato affidato il compito di mettere a punto il dispositivo, probabilmente basato su un’elettroencelografia.

Il colosso coreano, in realtà, ha già dimostrato di voler andare oltre il controllo touch: il suo ultimo gioiello infatti, il Samsung Galaxy S4, dispone di una tecnologia che consente lo scroll del display con lo sguardo, l’Eye Tracking. La direzione dunque sembra tracciata e questa indiscrezione sembra verosimile.

D’altronde la tecnologia, negli ultimi decenni, ha tracciato un percorso che va dall’utilizzo dei fili dei telefoni fissi, passando per i cordless, fino alla rivoluzione della tecnologia mobile, che ha recentemente compiuto quarant’anni. Da allora lo sviluppo è stato molto veloce, e, in concomitanza dei progressi della rete, è arrivato agli smartphone, oggi una realtà prima impensabile.

Secondo Susan Young, del Mit Technology Review, il dispositivo in corso di studio si basa su un’elettroencefalografia (Eeg), che potrebbe essere utilizzata per avviare un'applicazione, selezionare una persona specifica da un elenco di contatti o una canzone da una certa playlist o addirittura attivare e disattivare un dispositivo mobile.

In poche parole il sistema rileverebbe l’attività elettrica del cervello per poter inviare messaggi al prodotto, tablet o smartphone. L'obiettivo finale del progetto, sostengono i ricercatori della Emerging Technology Lab, è quello di ampliare i modi con i quali gli utenti possono interagire con i dispositivi. Nello specifico la ricerca è ora concentrata sull'interpretazione del pensiero dell'utente in maniera tale che possa essere tradotto in una serie di comandi per l'apertura di applicazione, la selezione di elementi e l'accensione e lo spegnimento del dispositivo. Per fare ciò i ricercatori hanno monitorato pattern di attività cerebrale ben conosciuta che avviene quando ad un individuo viene mostrato un elemento ricorrente. I ricercatori hanno riscontrato quindi la possibilità di lanciare un'applicazione e di compiere selezioni concentrandosi su un'icona che lampeggia ad una precisa frequenza

Attualmente non disponiamo di dettagli sulle tempistiche, né tanto meno sugli eventuali costi. Immaginiamo comunque che il progetto preveda diversi step, dall’elaborazione di una tecnologia che consenta il rilevamento di un Eeg sufficientemente sensibile, alla messa a punto delle metodiche di collegamento. Un piano ambizioso, che potrebbe portare in un prossimo futuro al vero controllo dei dispositivi elettronici con il pensiero. Chiaramente allo stato attuale delle cose il progetto di ricerca è ben lontano da qualsiasi risultato degno di nota, ma potrebbe presto vedere la partecipazione anche di altre realtà che già usano rudimentali sistemi di analisi delle onde cerebrali per controllare eventi e dispositivi, come ad esempio 'Neruosky' che offre un siststema capace di controllare in maniera basilare giochi e giocattoli.

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