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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Il mistero di Piri Reis: il segreto sotto l' Antartico

 

Tratto da "Impronte Degli Dei" di Graham Hancock
Come ammise lo sconcertato Ohlmeyer nella sua lettera a Hapgood nel  1960,  la carta di  Piri  Reis rappresenta la  topografia subglaciale,  il  reale  profilo  della  Terra  della  Regina  Maud nell'Antartico al di sotto del ghiaccio. 
Questo profilo rimase completamente nascosto alla vista a partire dal 4000 a.C. (quan­do l'avanzata della calotta glaciale lo coprì), finché non fu rive­lato di nuovo dal nuovo prospetto  completo della Terra della Regi­na Maud effettuata nel 1949 con il metodo sismico a riflessione da una spedizione scientifica britannico-svedese. Se Piri Reis fosse stato l'unico cartografo ad avere accesso a simili informazioni anomale, non sarebbe corretto attribuire una grande importanza alla sua carta.  Tutt' al più si  potrebbe dire: «Forse è importante ma,d'altro canto, magari si tratta solo di una coincidenza». Comunque, l'ammiraglio turco non era assolutamente l'unico a possedere cognizioni geografiche apparente­mente impossibili e inspiegabili. 

Le carte geografiche medievali e rinascimentali spesso si basavano su sistemi di rappresentazione simbolici, potevano mettere il nord a sinistra e il sud a destra, o Gerusalemme al centro del mondo, o enfatizzare la grandezza di una nazione a spese di altre meno importanti. Inoltre in moltissimi casi le mappe non derivavano da osservazioni dirette ma da altre mappe più o meno adattate alle pretese di nazioni come Spagna e Portogallo, in contrasto tra di loro per il dominio sulle terre scoperte di recente. A questo aggiungiamo il fatto che fino al primo decennio del Cinquecento si pensava che quelle nuove terre, toccate prima da Colombo e poi da Vespucci, facessero parte dell'Asia, non di un nuovo continente. Per questo motivo certe mappe univano parti dell'estremo oriente conosciuto con parti delle nuove terre da poco esplorate e a queste venivano spesso aggiunte "terre incognite" a sud, per richiamarsi all'idea del mondo dei filosofi dell'antica grecia riportati in auge nel rinascimento. Nelle stesse carte geografiche poi vengono spesso rappresentati altri luoghi mitici, come il "Regno del Prete Gianni", l'isola di Brazil, il Paradiso Terrestre, la Torre di Babele o l'Isola di San Brandano.

 

 

 

Se però proviamo a fare una ricerca in internet inserendo le parole "Piri Reis map" troviamo una quantità di siti più o meno dedicati ai "misteri" in cui si afferma che questa mappa, datata "anno islamico 919" (il nostro 1513), conterrebbe una rappresentazione incredibilmente precisa delle coste dell'Antartide, continente all'epoca ancora sconosciuto. Lo stesso dicasi per altre famose mappe, quelle di Orontius Finaeus del 1531 e di Philippe Buache del 1739. Anche queste , secondo Charles Hapgood, autore di "Mappe degli antichi re del mare - Le prove di una civiltà avanzata nell'era glaciale", conterrebbero la rappresentazione precisa dell'Antartide prima della glaciazione. La stessa ipotesi viene sostenuta da Erich Von Däniken in "Chariots of Gods" e da Flavio Barbiero in "Una civiltà sotto ghiaccio". Chi però in anni recenti ha diffuso maggiormente queste teorie è il solito Graham Hancock, col suo best seller fanta-archeologico "Impronte degli Dei" (pagg. 9-35).

Sarebbe superfluo continuare a speculare più di quanto non abbia già fatto Hapgood su quale «corrente sotterranea» avrebbe potuto convogliare e conservare siffatte cognizioni attraverso le ere, tramandandone frammenti da una cultura all'altra e da un'epoca all'altra. Comunque sia andata, il fatto è che a quanto pare diversi altri cartografi erano al corrente degli stessi curiosi segreti. È possibile che tutti  questi  disegnatori  di  carte geografiche condividessero, magari inconsapevolmente, il copioso retaggio scientifico di una civiltà scomparsa?Il particolare che entusiasma gli appassionati del mistero è però l'estremità inferiore della mappa di Piri Reis, che viene identificata con l'Antartide.Molti affermano che è possibile riconoscere la Terra della Regina Maud e altri territori di quel continente che non sarebbero stati esplorati se non secoli dopo. Purtroppo costoro, Hancock compreso, sostengono questa ipotesi senza fare nessun confronto cartografico o verifica, solamente prendendo per buone le affermazioni di Charles Hapgood. Hancock in particolare, nelle note dei primi due capitoli di "Impronte degli Dei", quelli in cui tratta delle carte geografiche, non segnala nessun libro sulla storia della cartografia, dimostrando così di non aver nemmeno fatto un tentativo di informarsi, e si limita a citare solamente il lavoro di Hapgood.

Inoltre nessuno di loro spiega, se davvero la carta di Reis è così precisa come sostengono e se quella raffigurata in basso è l'Antartide, che fine hanno fatto i 2000 chilometri di costa dal Brasile alla Terra del Fuoco (tutta l'Argentina), e come mai questa strana Antartide è attaccata al Brasile invece che trovarsi a più di 4000 chilometri a sud.

Basta osservare con attenzione quella parte di mappa per accorgersi, anche senza essere esperti cartografi, che vi è rappresentata solo l'estremità del continente sudamericano, nei modi approssimativi che permettevano le scarse conoscenze dell'epoca. La raffigurazione è deformata, piegata a destra, molto probabilmente per adattarsi alla particolare forma della pergamena. Inoltre le carte geografiche in quell'epoca servivano anche come strumenti politici, disegnare una terra da una parte o dall'altra del meridiano chiamato "la Raya" che faceva da confine tra l'area di influenza della Spagna e del Portogallo, poteva servire ad accampare pretese di possesso dell'una o dell'altra potenza marinara. Piri Reis nelle note cita continuamente le mappe dei portoghesi ai quali avrebbe fatto comodo che la costa dell'America del sud sotto il Brasile curvasse decisamente a destra, verso l'Africa, in modo da rientrare nei 180° assegnati al Portogallo dal trattato di Tordesillas del 1494.

 
 
 
 
 
 
 
 
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