Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Le persone che seguono con timore l' evolversi delle guerre non dichiarate, continua a essere sempre più incisiva e preoccupante:non basta la Siria alle prese con il loro presidente che miete vittime in nome della sua arrogante dittatura; adesso anche Israele che, a quanto riportato da diverse testate giornalistiche, si prepara da tempo a colpire l' Iran per via della sua corsa all' arricchimento dell' uranio, predisponendo così la possibilità di avere entro breve tempo, testate missilistiche atomiche in grado di raggiundere ed annientare Israele. Così facendo, si prepara un attacco preventivo, senza avere certezze di tutta questa notizia che a quanto pare, solo i servizi segreti conoscono nel dettaglio.
La guerra che Israele vorrà iniziare, sarà un’aggressione coordinata e con un attacco cibernetico «senza precedenti» che metterà ko in pochi minuti «Internet, i telefoni, la radio, la tv, le comunicazioni satellitari, le connessioni in fibra ottica degli edifici strategici del Paese». L’obiettivo? «Non far sapere al regime iraniano quello che sta succedendo entro i suoi confini». I piani di guerra d’Israele contro Teheran girano in rete ormai da Ferragosto da un blogger. Non uno qualsiasi, ma l’israelo-americano Richard Silverstein che viene da molti soprannominato il «WikiLeaks d’Israele». E quel che ne viene fuori, a dire il vero, somiglia più a un film hollywoodiano che alla realtà. Anche se, in Israele, i tamburi di guerra iniziano a sentirsi molto più prima. Silverstein ha pubblicato sul suo sito «Tikun Olam» un estratto del documento, ufficialmente riservato, da sottoporre al gabinetto di sicurezza dove si prendono le decisioni vitali per il Paese. Il dossier – racconta il blogger – gli è stato passato soprattutto perché, secondo la sua fonte, «Bibi (Netanyahu, premier d’Israele, ndr) e Barak (ministro della Difesa, ndr) fanno maledettamente sul serio».
Stando al documento ricorrerebbe, nella prima fase, alla tecnologia più sofisticata per mettere fuori uso l’infrastruttura dell’Iran e le basi missilistiche sotterranee di Khorramabad e Isfahan. Le centrali elettriche, poi – sempre secondo a quel che c’è scritto nel dossier –, «saranno paralizzate grazie a corto circuiti provocati da munizioni in fibra di carbonio più sottili di un capello che di fatto renderanno i trasformatori inutilizzabili». Quindi la seconda fase: «Decine di missili balistici, in grado di coprire una distanza di 300 chilometri, saranno lanciati contro la Repubblica islamica dai sottomarini israeliani posizionati vicino al Golfo Persico». Missili «non dotati di testate convenzionali», precisa il documento, «ma con punte rinforzate, progettate per penetrare in profondità».
Le informazioni in possesso degli sraeliani, infatti, parlano di centrali nucleari sotterranee, come quella di Fardu, nei pressi della città di Qom, molto difficili da raggiungere con un semplice bombardamento e ormai isolate dalla Rete usata dall’autorità centrale. Finita qui? Non ancora. Perché poi toccherebbe alla terza fase. Altri missili – questa volta da crociera – «saranno lanciati per mettere ko i sistemi di comando e controllo, di ricerca e sviluppo e le residenze del personale coinvolto nel piano di arricchimento» dell’uranio. «Subito dopo», scrive il dossier, «il nostro satellite di ricognizione TecSar passerà sopra l’Iran per valutare i danni agli obiettivi. Le informazioni saranno trasferite ai nostri aerei in volo» verso Teheran, «velivoli dotati di tecnologia sconosciuta al grande pubblico e anche al nostro alleato americano», «invisibili ai radar» e inviati in Iran per finire il lavoro, «colpendo un elenco ristretto di obiettivi» che hanno bisogno di ulteriori assalti per essere disinnescati definitivamente. L’obiettivo sembra chiaro: annientare da un lato le capacità di sviluppo nucleare del regime islamico. Dall’altro evitare una controffensiva iraniana in territorio israeliano distruggendo le installazioni missilistiche. In realtà, il documento è solo la fase più semplice dei piani di guerra di Gerusalemme. Il governo di Benjamin Netanyahu, per ora, è in minoranza dentro il gabinetto di sicurezza. E gli Usa, oltre a ribadire il loro no al conflitto, iniziano a sottolineare che lo Stato ebraico «può solo rallentare il programma nucleare iraniano, non eliminarlo».
Entro ottobre – secondo gli esperti dell’intelligence – l’Iran avrà arricchito grandi quantità (circa 250 kg) di uranio al 20%, il minimo per costruire poi testate micidiali. E a dare ragione ai timori israeliani c’è il blitz di una novantina di agenti federali tedeschi, sempre a Ferragosto, in alcune case di Amburgo, Oldenburg e Weimar.
La relazione, da Uzi Mahnaimi, sostiene che la possibilità di utilizzare tale arma è stata sollevata in più parti come un dibattito infuria tra i politici di Israele sul fatto che uno sciopero rapida dovrebbe essere lanciata contro gli impianti nucleari iraniani. Bill Gertz, un esperto veterano della difesa americano, è citato come dicendo che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti hanno riportato "crescenti preoccupazioni che Israele condurrà un attacco contro l'Iran con un alta quota di scoppio nucleare allo scopo di infrangere tutta l'elettronica del paese. "
Cosa realmente deciderà Israele nei confronti dell' Iran, lo sapremo a breve. Se le centrali nucleari costruite in Iran servissero, come ha riferito il suo presidente, ad un fabbisogno energetico, saremmo di fronte ad una colossale macchinazione mediatica: Israele ha ragione a preoccuparsi di quelle frasi apocalittiche lanciate contro di loro? Una frase come ''Israele verrà cancellata dalle cartine geografiche'' non aiuta a pensare per soluzioni diplomatiche.
La tecnologia alla base di EMP, che è considerata come non letale, è stato conosciuto per decenni, le relazioni del Sunday Times. Un impulso elettromagnetico è un'intensa ondata di energia gamma che reagisce con il campo magnetico terrestre per produrre una corrente potente. Questo scatena un'onda d'urto con la possibilità di "friggere" dispositivi e circuiti elettronici.
Anche se il potenziale di EMP è stata notata la prima volta come un effetto collaterale dei test nucleari ad alta quota negli anni 1950 e 1960, dice il rapporto, un impulso può essere prodotto anche da parte di non-nucleari mezzi come ad esempio un generatore di microonde. Il giornale cita Uzi Rubin, che ha contribuito a sviluppare Israele scudo antimissile di difesa, come dire che "l'uso di un dispositivo nucleare, anche per i non-letali, come l'uso EMP è fuori questione. ” Ci sono metodi per operare EMP dal suolo. "